In occasione del Giorno della Memoria venerdì 26 gennaio alle ore 16 su Rai 3 va in onda il cortometraggio “L’anello ritrovato”

In occasione del Giorno della Memoria venerdì 26 gennaio va in onda alle ore 16 su Rai 3, sabato 27 alle ore 17:50 su Rai Gulp e disponibile su RaiPlay a partire dalla mattina di venerdì 26 gennaio, “L’anello ritrovato”, un cortometraggio prodotto da Stand by me in collaborazione Rai Kids con il patrocinio della Comunità ebraica di Roma, ispirato alla storia vera di Giacomo Moscati, che da adolescente visse il “Ricatto dell’oro” nazista agli ebrei di Roma durante l’occupazione del 1943. Una nuova produzione originale rivolta a ragazzi e famiglie.

La giovane attrice Mariandrea Cesari, già protagonista lo scorso anno dello speciale “La Cartolina di Elena”, torna a vestire i panni di Cecilia, una ragazza torinese che si imbatte in vicende perdute tra le pieghe della memoria e le vuole portare alla luce. Al suo fianco, Liam Mario Nicolosi nel ruolo di David, l’amico d’infanzia che l’accompagnerà in questa nuova avventura investigativa.

I fatti storici da cui il cortometraggio prende spunto partono dal settembre del 1943 quando – all’indomani dell’occupazione nazista di Roma – il comandante della Gestapo a Roma Herbert Kappler ordinò ai vertici della Comunità Ebraica di consegnare, in trentasei ore, cinquanta chilogrammi d’oro, pena la deportazione di 200 ebrei. Gli ebrei di Roma si mobilitarono per tentare di salvarsi: tra loro c’era anche Giacomo Moscati, allora adolescente, che volle contribuire con un anello d’oro ricevuto per il suo Bar Mitzvah sui cui erano incise le sue iniziali, G.M.

Nonostante i 50 kg d’oro fossero stati consegnati in tempo, i nazisti entrarono nel ghetto all’alba del 16 ottobre 1943, arrestando 1259 persone. Di questi, dopo alcuni rilasci, 1022 tra adulti e bambini vennero deportati direttamente ai campi di sterminio. Nel 1945, alla fine della guerra, di quel convoglio tornarono vivi solo in sedici, quindici uomini e una donna.

“L’anello ritrovato” è una fiction emozionante basata su un’accurata ricostruzione storica, a metà tra live action nel presente e animazione che ricostruisce episodi del passato.

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La giovane Cecilia giunge a Roma per festeggiare il Bar Mitzvah del suo amico David, la cerimonia ebraica che sancisce il passaggio all’età adulta. I due ragazzi scoprono in casa un misterioso anello d’oro con iniziali sconosciute GM. nascosto all’interno di un orologio.

Cecilia e David giungono a scoprire così la storia del proprietario dell’anello, Giacomo Moscati, e della sua amicizia con Samuele Pontecorvo, proprietario di un anello identico. Come in una vera e propria investigazione e grazie anche alla visita di alcuni dei luoghi più iconici del ghetto di Roma, tra cui il Museo Ebraico, l’Archivio Storico della Comunità e il Tempio Spagnolo, Cecilia e David, connettono i due anelli al tragico ricatto dell’oro del 1943, arrivando infine a scoprire la storia di Giacomo Moscati.

Diretto da Alessandro Celli, scritto e prodotto da Simona Ercolani, il cortometraggio, della durata di 26’ minuti, vede oltre ai protagonisti Mariandrea Cesari (Mudmonster, Moda mia, Storia di una famiglia perbene, La Cartolina di Elena) e Liam Mario Nicolosi (DI4RI e DI4RI 2, Cuori puri, Eddie & Sunny), anche l’attore e regista teatrale Stefano Sabelli nei panni di Gino Moscati (il figlio di Giacomo) e l’attore Paolo Lorimer in quelli del venditore del negozio di oggetti antichi.

“E’ stato emozionante girare questo film. Con il personaggio di Cecilia ho cercato di far trasparire l’entusiasmo che aveva nel riportare a galla la storia di Giacomo Moscati e Samuele Pontecorvo. E’ stata un’opportunità per esprimere le emozioni che questa storia mi ha dato. Sono convinta che questo cortometraggio possa smuovere le coscienze e far riflettere le persone”, ha dichiarato Mariandrea Cesari che interpreta Cecilia.

“Per entrare nel personaggio di David ho lavorato molto sul suo stress per il Bar Mitzvah”, ha spiegato Liam Mario Nicolosi.

“Molti studiosi e ricercatori hanno ricostruito quello che alcuni volevano cancellare per sempre. È stato fatto un lavoro prezioso di ricostruzione della Comunità Ebraica di quel tempo, tutti i luoghi presenti nel cortometraggio sono veri”, ha concluso Simona Ercolani.

di Francesca Monti

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