I The Kolors sono in gara alla 74esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Un ragazzo una ragazza” (Warner Music Italy).
La band composta da Stash, Alex e Dario, dopo aver dominato la scorsa estate con “Italodisco”, ai vertici delle classifiche radio e di vendita di tutta Europa, torna sul palco dell’Ariston con una canzone di grande impatto, che porta con sé il proprio marchio di fabbrica composto da suoni elettronici, dal groove funky e dalla cassa in quattro: “E’ stata scritta in più sessioni ed è stata cambiata diverse volte. A livello di arrangiamento non volevamo ripetere “Italodisco” ma far percepire la palette dei suoni tipici dei The Kolors, così abbiamo messo il funk ma anche delle linee di archi che affondano le radici negli anni Settanta e ricordano la disco. Siamo felici di performarla con l’orchestra a Sanremo”.
Nella serata del Festival dedicata alle cover porteranno un medley di capolavori del passato: “E’ stato un argomento a cui abbiamo dato grande importanza, cioè approfittare di quel momento per raccontare un lato diverso della nostra artisticità, unendo l’aspetto della sfumatura diversa che si percepisce su un’altra anima musicale ma restando super coerenti con il nostro racconto”.
“Un ragazzo una ragazza” è la fotografia di un primo incontro, in cui ciascuna delle due parti deve lasciare da parte la paura di fare il primo passo e trovare il coraggio di lasciarsi andare davvero. Nell’epoca dei social network dove ormai il primo approccio parte spesso da un contatto virtuale, come un like o una visualizzazione di una story, i The Kolors descrivono perfettamente questi momenti con una scrittura ricca di immagini evocative, che lasciano volontariamente spazio all’immaginazione su cosa potrà succedere dopo quell’incontro.
Dopo il Festival di Sanremo, la band tornerà anche dal vivo con due appuntamenti imperdibili, il 3 aprile al Forum di Assago di Milano e il 20 giugno all’Auditorium Parco della Musica – Cavea di Roma. I biglietti per i concerti, prodotti e organizzati da Color Sound, sono già disponibili in prevendita su www.ticketone.it.
Quali sono le vostre sensazioni e aspettative in vista della seconda partecipazione al Festival di Sanremo dopo quella del 2018 con “Frida (mai mai mai)”?
“E’ tutto totalmente diverso rispetto alla prima volta al Festival di Sanremo anche perchè arriva dopo sei anni. In mezzo ci sono stati alti e bassi, siamo cresciuti, ci sentiamo più consapevoli e riusciamo a goderci anche i momenti collaterali di retroscena come la preparazione, la fase di prove, perchè è pur sempre la Champions League della musica italiana”.
In gara portate “Un ragazzo una ragazza”, un brano di grande impatto, con una melodia trascinante e un ritornello martellante. Com’è nato?
“E’ un brano che parla di un aspetto di cui spesso ci dimentichiamo, rompere il ghiaccio nella vita reale in un mondo in cui spesso l’approccio è online, con un contatto virtuale, digitale, un like, un commento ad una storia. Avendo assistito con i nostri occhi ad una scena in stazione Centrale a Milano, in cui un ragazzo tentava un approccio ma si vedeva che era in difficoltà perchè non trovava l’idea giusta per andare a parlare con questa ragazza, ci piaceva raccontare la versione offline di questo aspetto, con un testo che attraverso mille immagini trasmette quella sensazione”.
Tra queste mille immagini ascoltando la canzone ce n’è una in particolare che mi è rimasta impressa: “cercarti è un po’ come aspettare ad un semaforo rotto”…
“E’ un’altra delle immagini per cui ringrazio Davide Petrella che è un pittore con le parole e ti fa capire il senso di impotenza che avverti quando senti questo freno, il semaforo è rotto e tu sei lì ad aspettare”.

Italodisco, che ha avuto un successo immenso, possiamo dire che ha segnato una nuova ripartenza nel vostro percorso musicale, a partire dal cambio di etichetta discografica…
“E’ stato il primo step di una nuova partenza, un fresh start come direbbero a Caivano (sorridono). L’anima alla fine è una e per quanto possa far vedere più cose di un germoglio artistico il seme è sempre quello, ma il fatto che Italodisco sia arrivato a così tante persone certifica l’inizio di un nuovo vero capitolo del nostro percorso”.
Passando per un istante al cinema, vorrei chiedere a Stash com’è stato tornare a doppiare Branch nel film d’animazione “Trolls 3”?
“E’ stato bellissimo. Il doppiaggio è qualcosa di meraviglioso, che permette di tuffarsi nel personaggio. Nel nostro lavoro siamo abituati a considerare tanto anche la parte estetica: un’espressione, un movimento che fai su un punto della canzone potrebbe far capire tutt’altro rispetto al vero senso. Il doppiaggio è qualcosa di meditativo, devi semplicemente mettere a disposizione di quel personaggio le tue corde vocali, la tua interpretazione ma devi vedere lui, parlare attraverso la sua immagine con la tua voce. Quando fai qualcosa che ti piace, un disegno, una canzone, il tempo sembra volare. Doppiare Branch mi ha fatto provare quella sensazione su un altro tipo di ramo del nostro settore che non avevo mai considerato prima. Tra l’altro sono stato riconfermato e sono felice di essere ancora on board su The Trolls”.
Dopo il Festival di Sanremo, sarete protagonisti di due concerti speciali, il 3 aprile al Forum di Assago di Milano e il 20 giugno all’Auditorium Parco della Musica – Cavea di Roma. Cosa state preparando?
“Stiamo progettando uno spettacolo che deve essere innanzitutto un grande grazie alle persone che in questo momento ci stanno facendo vivere il nostro sogno. Sarà qualcosa di speciale e speriamo rimanga a vita nei ricordi del pubblico. Stiamo mettendo passione, anima, tempo ed energia. Il live del 3 aprile al Forum di Assago sarà un’altra grande pietra miliare del nostro percorso”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Salvatore Maggio
