Intervista con Gio Evan: “Dobbiamo dare valore al mondo del fantastico, della creatività, del meravigliato e del meravigliarsi”

Si intitola “Ribellissimi” il nuovo album di Gio Evan, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in un’esclusiva versione CD autografata (Capitol Records Italy/Universal Music Italia, che contiene undici canzoni e undici poesie.

Tra le tracce troviamo anche il nuovo singolo “Susy”, che racconta di una raccomandazione amorevole, il giorno in cui una mamma dedica la libertà alla cosa più preziosa che ha, una figlia. Ambientato nei vicoli di Napoli, il videoclip del brano diventa un inno popolare alla libertà, alla ricerca di se stessi, della propria identità al di là di pregiudizi e cicatrici.
Il diritto all’amore è il fil rouge della vita di Pina (all’anagrafe Peppe), pescivendola di Scampia, che decide di affermare il suo desiderio di essere donna nonostante le ferite profonde inflitte da chi da sempre la giudica.

“Ribellissimi” arriva come culmine di un percorso che vede pubblicati, dal 2018 ad oggi, tre album, un lungo elenco di libri (poesie, romanzi e un’antologia) e una serie di brani inediti che hanno contribuito a fare di Gio Evan un artista unico, un “rivoluzionario gentile” che usa le parole per condividere pensieri sul mondo che lo circonda, cogliendone bellezza, contraddizioni, anima e l’intima semplicità.

Alla pubblicazione del disco seguirà a partire da fine febbraio il Fragile / Inossidabile Tour 2024 che porterà l’artista in giro per tutta l’Italia nei principali teatri italiani con uno spettacolo dove la musica si alternerà a poesie, gag, monologhi ricchi di ironia ed emozioni, prodotto e organizzato da Baobab Music & Ethics di Massimo Levantini.

Gio Evan ha anche collaborato con Lindt Italia in vista di San Valentino: sarà infatti realizzata una speciale confezione in limited edition dove le praline Cuore Lindor saranno accompagnate da alcuni versi dell’artista scritti in esclusiva.

Gio, è uscito il tuo nuovo disco “Ribellissimi” che contiene 11 canzoni e 11 poesie. Ci racconti come è nato e cosa significa essere ribelle per te?

“E’ stato un album molto lento e questa lentezza mi ha poi rivelato che stavo lavorando sulla ribellione, così gli ho dato questo titolo. “Ribellissimi” voleva essere un cerchio che chiudeva tutto il percorso fatto con archetipi che avevo usato, infatti tutto il disco ha dei nomi propri, come delle figurine, come una famiglia, come una squadra di calcio e ho voluto esaltare questa ribellione buona perchè è stato il compito degli artisti che ho utilizzato per i miei racconti, da Alda Merini a Frida Kahlo a Ulay, cioè investire la loro energia sull’anticonformismo senza perdere la delicatezza. Questa per me era la nuova ribellione di oggi. Abbiamo conosciuto tempo fa a scuola una ribellione fatta di fucili, di armi, di soprassalti perchè rebellum significa riproporre una guerra, ma mi accorgo che ci sono forme di ribellione amorevoli, delicate, nascoste, recondite che non abbiamo mai pensato di battezzare con un nome. Non c’è una vera e propria rivoluzione creativa, propositiva, sono state usate parole come figli dei fiori, fricchettoni, alternativi, hippy, fuori di testa, per indicare grandi personaggi quali Nikola Tesla e Gandhi, ma non era la definizione giusta, quindi ho voluto provarci con Ribellissimi, infatti il superlativo assoluto non è mai stato affiancato ad una ribellione ma alla bellezza. Ribelle potrebbe anche venire da rebellus nel senso di riproporre qualcosa di buono, un incanto, ho voluto fare questo giuoco di pensiero e creare il mio evanario”.

Tra le tracce c’è anche “Carrà” dedicata a Raffaella Carrà, cosa ha rappresentato per te questa grande artista?

“Ho una relazione molto bella con i sogni che faccio, tanto del mio quotidiano viene investito dai ricordi dei sogni fatti la notte precedente. In quel periodo ero una persona che stava schivando il divertimento, stavo chiudendomi nel bosco dove vivo, mi stavo dedicando alla scrittura, all’orto, alle piante e non stavo dando energia allo svago, come correre all’impazzata al mare un po’ brillo con gli amici. Ho sognato a Recanati Raffaella Carrà che mi rimproverava per questo e mi diceva ti stai inseverendo troppo, così mi ha dettato una melodia e quando mi sono svegliato ho pensato “che meraviglia” e ho scritto questa canzone. La sera poi sono andato a divertirmi con gli amici”.

A proposito di sogni, nel brano “Susy” canti “ricorda che sogni e ragù non sono per niente affatto diversi, entrambi cuociono lenti a fiamma accesa tutta la notte” e a seguire “ricorda è un tuo diritto amare senza farsi male”…

“In “Susy questa madre accetta che la figlia sia cresciuta e prenda la sua strada, immaginavo questa scena di questo addio di ruoli con un’eredità quasi, in cui la madre si chiede cosa possa lasciarle e mi è venuta in mente una ricetta, che non è di cucina ma di vita. Ho pensato a mia mamma che era davvero chef e poteva solo salutarmi così. Conosce bene le leggi del ragù, l’algoritmo dell’aglio, può anticipare le mosse di una parmigiana e poteva attribuire un valore a quelle cose. Il ragù si cuoce lento e la vita se la puoi prendere lentamente riesci ad assaporarla di più, l’anima si toglie all’aglio e a nessun altro, mi piacevano questi parallelismi. E poi ho scoperto Pina che era madre ma non madre, era figlia e anche figlio, era qualsiasi cosa perchè ha scelto di essere tutto questo. Mi piaceva la sua forza, la sua libertà il suo coraggio ed era perfetta per il video. Sono otto anni che cerco di urlare dai palchi dei teatri che bisogna lottare per avere il diritto di essere tutto quello che vogliamo. Può essere che domani mi sveglio e voglio essere un aquilone, sentirsi dentro le responsabilità del cielo. Deve esserci questa libertà di creatività, bisogna proteggere la fantasia dei nostri bambini e avere il coraggio di addomesticare il cuore anche in cielo. Diamo valore al mondo del fantastico, del meravigliato e del meravigliarsi”.

Cosa puoi raccontarci riguardo la collaborazione con Roberto Cacciapaglia in “Graffi”?

“Io sono un fruitore della sua musica, che mi ha aiutato molto, la uso anche per la meditazione con altre persone. Dato che dopo la mia partecipazione al Festival di Sanremo ero nella posizione per provare a chiedere, l’ho contattato e ho scoperto non solo un grande compositore ma una persona che fa delle sue ambizioni i miei ideali. E’ un uomo di meditazione, di silenzio, di raccolta. Ha rispettato le mie bellezze”.

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In programma hai anche il “Fragile/ Inossidabile tour nei teatri…

“Ho voluto creare questo macchinario letterario, musicale, narrativo, poetico, con questo prototipo di fragilità inossidabile che non esiste, ovvero una fragilità che non diventa debolezza, che non si fa piegare dal bullismo e dalle dimenticanze degli altri perchè è a prova di temporale. Mi interessa far sì che si prenda coscienza e consapevolezza che la nostra fragilità può essere una forza”.

Hai collaborato con Lindt scrivendo dei versi appositamente per San Valentino…

“Mi hanno proposto questa collaborazione e ho trovato buona affinità con i collaboratori, con la Lindt. E poi scrivere poesie mi piace molto. Non ho ancora visto nulla a riguardo, sarà una sorpresa anche per me”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Giorgia Premoselli

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