“L’idea è nata in un momento della mia vita in cui niente andava per il verso giusto, così ho pensato che sarebbe stato proprio bello riderne con altre persone, ma non credevo che sarebbe stato così potente, è stata una bella sorpresa”. Dopo il grande successo ottenuto lo scorso dicembre, Andrea Delogu torna al Teatro Manzoni di Milano, martedì 30 gennaio alle ore 20,45, con “40 E STO – Manuale di sopravvivenza alla maleducazione sentimentale”, prodotto da Stefano Francioni Produzioni e Friends & Partners, con la regia di Enrico Zaccheo.
Uno spettacolo che racconta le donne alla soglia dei 40 anni in modo originale, ironico ma al contempo poetico, e che fa riflettere su tematiche importanti, in cui tutti possiamo ritrovarci, quali la libertà, le battaglie contro i luoghi comuni, la rinascita.
Districandosi tra bizzarri pretendenti, traslochi, social, supermercati per single, Max Pezzali, paparazzi, viaggi, libri, Andrea Delogu attinge a piene mani dalla sua vita privata, raccontandosi senza filtri in un esilarante flusso di coscienza, mettendosi a nudo e trascinando il pubblico nella sua nuova vita, quella di una quarantenne che, riappropriatasi della propria indipendenza, si metterà in gioco esplorando le mode, i vizi e le ossessioni di questa strana epoca che viviamo. Sorpresa dall’approccio e dalle aspettative degli uomini, dal giudizio di una società che ti vuole madre a tutti i costi e dal seduttivo desiderio di sentirsi accettata, capirà che quando compi 40 anni si gioca un’altra partita dove è in palio la cosa più importante di tutte: la libertà di essere se stessi. Quella che Andrea ha saputo conquistare con determinazione, coraggio, entusiasmo e verità, caratteristiche che le sono proprie e che emergono anche in questo spettacolo.

credit foto Sebastiano Bontempi
Andrea, com’è nata l’idea dello spettacolo “40 e sto” che ha riscosso ovunque un grandissimo successo?
“L’idea è nata in un momento della mia vita in cui niente andava per il verso giusto, così ho pensato che sarebbe stato proprio bello riderne con altre persone, perchè quando capita una sfiga penso sempre di avere come base musicale la sigla di Benny Hill Show. Quando sono andata in scena non credevo che lo spettacolo sarebbe stato così potente, è stata una bella sorpresa. Sono strafelice di avere aggiunto altre cinquanta repliche alle venti date previste inizialmente”.
Leggendo sui social i post delle persone che sono venute a teatro a vedere “40 e sto” tante si sono riviste in quello che racconta. Qual è il commento che le ha fatto più piacere ricevere?
“Ogni volta che nei commenti le persone iniziano la frase con le parole “anche a me”, perchè capisco che ho fatto bene a portare a teatro questo spettacolo”.
Nella parte iniziale di “40 e sto” dice “siamo cadute sempre ci siamo fatte male spesso però ci siamo sempre rialzate”, qual è il momento in cui è caduta ed è più fiera di essersi saputa rialzare?
“E’ stata dura ovviamente dopo il divorzio ma mi ha tirato su di morale sapere che è successo a tante persone che poi hanno ricominciato splendidamente a vivere. In generale tutte le volte che ho una battuta d’arresto, anche nelle piccole cose, mi sembra di dover sollevare un macigno, poi ce la faccio e mi rendo conto che è stato più facile di quanto credessi”.

credit foto Dalila Russo
In un altro momento dello spettacolo dice “ogni giorno fate tanti piccoli passi per essere felici”. Qual è la sua idea di felicità?
“La mia idea di felicità coincide con la serenità. La felicità è meravigliosa, ci sono dei picchi che consumi velocissimamente, ma puoi dire di averla raggiunta quando riesci ad arrivare alla serenità che è uno step che sta sopra. Nella mia vita ho provato la felicità ma mai veramente la serenità e quindi punto ad arrivarci”.
Il sottotitolo dello spettacolo è “Manuale di sopravvivenza alla maleducazione sentimentale”. Nelle ultime settimane si è parlato molto di educazione sentimentale. Alla luce di quello che accade nella nostra società, a partire dai femminicidi e dalla violenza sulle donne, quanto secondo lei può essere importante?
“E’ un argomento freschissimo purtroppo. Secondo me dovrebbe essere insegnata a partire dalle nuove generazioni in modo che quando arriveranno alla nostra età sapranno prendersi cura degli esseri umani e del mondo intero. L’educazione emotiva e sentimentale deve iniziare dalle famiglie e dalla scuola, siamo nelle mani di persone incredibili che possono essere gli insegnanti o i genitori, ma non puoi lasciarla al caso, dovrebbe essere obbligatoria”.

credit foto Sebastiano Bontempi
In “40 e sto” c’è tanta ironia ma ci sono anche argomenti che fanno riflettere, ad esempio relativamente ai pregiudizi che ancora esistono nella società attuale in base ai quali se una donna a 40 anni non è sposata, non è mamma o non ha famiglia è come se fosse fuori posto. Cosa serve per abbattere definitivamente questi stereotipi ormai antiquati?
“Serve un cambio di generazione, in questa non sarà possibile ma quando arriveranno a 40 anni i giovani di oggi nessuno penserà più questa cavolata”.
Un’altra tematica interessante che emerge è la libertà di essere se stessi in un mondo dove tutto viene omologato…
“Mi sono sempre sentita diversa per ovvie ragioni e per me era importante sapere che ci fossero persone che mi accettassero per quella che sono, senza volermi uguale a qualcuno o a qualcosa. Le cose oggi stanno cambiando, mio fratello che ha 17 anni ad esempio è una persona migliore di me alla sua età, ha più coscienza, più concezione del prendersi cura del mondo. Questo è veramente bello”.
Cosa le ha regalato il contatto diretto con il pubblico che viene a teatro, in termini di emozione e arricchimento?
“Mi sta portando ad amare le persone a cui mi rivolgo. Infatti quando sei filtrato dallo schermo in tv o dalle casse in radio o dalle pagine di un libro non vedi negli occhi la gente. Non avevo mai portato il mio punto di vista ogni sera davanti ad un pubblico così folto e attraverso il loro sguardo capisci chi sei ed è bellissimo. Sto consigliando a tutti i miei amici di fare teatro perchè regala emozioni impagabili”.

credit foto Dalila Russo
Cosa ha aggiunto questo spettacolo alla sua carriera artistica?
“Tantissimo. Infatti ne sto già scrivendo un altro, non per questa stagione, perchè settanta date sono state impegnative quindi mi prenderò un anno di pausa, però voglio rifare l’esperienza teatrale. Certo, è un bell’impegno, stai lontana per mesi da casa ed è faticoso fisicamente dovendo raggiungere i vari posti ed essendo l’Italia non collegata bene, ma ne vale la pena”.
In “40 e sto” è presente anche la musica, da “Come mai” di Max Pezzali a “T’appartengo” di Ambra. Al di là del lavoro, che ruolo ha la musica nella sua vita?
“La musica è tutto, per me è inaccettabile anche solo andare in radio, a piedi o in bici, senza ascoltare qualche canzone”.
Cosa ne pensa del cast dei Big in gara a Sanremo 2024?
“E’ fantastico, quando ho letto i nomi mi è preso un colpo. E’ la settimana “santa” che ferma l’Italia. Farò questa vacanza-lavoro a Sanremo e sono contenta che a Rai Radio2, con me e Silvia Boschero, ci sarà Giovanna Civitillo, che sa tutto del Festival e lo vede nascere”.

credit foto Chiara Stampacchia
Nel 2023 ha condotto Prima Festival, che esperienza è stata?
“Stupenda. Mi ha lasciato degli amici quali gli Autogol e Jody Cecchetto, che porto nel cuore. Sono grandi professionisti che stanno facendo un percorso su più fronti, radio, tv, social, e soprattutto sono delle persone educate, ci assomigliamo molto. Sono contenta di vedere Paola&Chiara come conduttrici di Prima Festival 2024, sono mie amiche e ho fatto loro un grande in bocca al lupo”.
Il suo 2024 è iniziato con un avventuroso e freddissimo viaggio in Finlandia, nella terra di Babbo Natale, come ha raccontato nelle storie su Instagram…
“Questo viaggio è stato incredibile e lo consiglio a tutti almeno una volta nella vita. Ho visto un altro mondo, bianco, fantastico, l’aurora boreale… Non avevo mai provato un freddo così, se stavo senza guanti si congelavano le dita (sorride). La mia intenzione è viaggiare più spesso, perchè il mondo è grande e io ne conosco troppo poco”.
C’è un Paese in particolare che vorrebbe visitare?
“Non ho mai visto la Thailandia e quest’anno mi piacerebbe andarci”.
In quali progetti sarà prossimamente impegnata?
“Innanzitutto devo chiudere questa tournée teatrale e poi ci sono dei progetti che mi elettrizzano ma dei quali non posso ancora parlare”.
di Francesca Monti
credit foto copertina Maddalena Petrosino
Si ringraziano Tatiana Lo Faro e Manola Sansalone
