“E’ un personaggio molto simile a me per certi versi, soprattutto nello stile, nel modo di vestirsi, di agire, di porsi verso gli altri”. Tra le new entries della quarta stagione di “Mare Fuori”, dal 1° febbraio su RaiPlay con i primi sei episodi e in onda su Rai 2 dal 14 febbraio, con la regia di Ivan Silvestrini, coprodotta da Rai Fiction – Picomedia, Luca Varone interpreta Angelo, un ragazzo di buona famiglia che entra nel carcere con un segreto difficile da mantenere anche perché Silvia (Clotilde Esposito) sostiene di averlo già incontrato ma con una identità diversa. Potrebbe cambiare la vita alla ragazza ma apparentemente non è disposto a farlo.
Il pubblico ha già potuto apprezzare il giovane attore nelle serie “Jams” e “Il Commissario Ricciardi”, e nei film “Mia” di Ivano De Matteo, e “Rosso Speranza” di Annarita Zambrano.
Luca, sei tra le new entries di “Mare Fuori 4” nel ruolo di Angelo, cosa puoi raccontarci a riguardo?
“E’ un personaggio diverso rispetto a quelli visti finora nella serie “Mare Fuori”. Angelo si troverà in un contesto non facile da affrontare come l’Ipm, soprattutto per il tipo di persona che è, infatti non ha un’ambizione criminale, quindi dovrà essere bravo sia a sopravvivere e a cavarsela sia a non assorbire quello che ha attorno”.
Tra i ragazzi e le ragazze dell’Ipm Angelo avrà un’interazione speciale con Silvia…
“Si creerà tra loro un rapporto a tratti conflittuale ma anche speranzoso. Essendo la loro vita rinchiusa dentro l’Ipm tutte le emozioni si amplificano e alla minima incomprensione si creano dinamiche difficili da controllare”.
Come ti sei trovato sul set di questa serie che ha un successo planetario?
“A livello di recitazione e di ambientazione nel cast è stato tutto molto facile, soprattutto perchè gli altri ragazzi e le altre ragazze mi hanno fatto sentire come se fossi con loro dall’inizio, mi hanno dato consigli, mi hanno supportato, permettendomi di entrare in questo meccanismo avviato e rodato da anni”.
Cosa hai regalato ad Angelo e cosa ti ha dato il tuo personaggio?
“Angelo è molto simile a me per certi versi, soprattutto nello stile, nel modo di vestirsi, di agire, di porsi verso gli altri. E’ un bravo ragazzo, di buona famiglia, e mi ci rivedo. Credo di aver dato al personaggio il mio carisma perchè fortunatamente spesso uso le armi che ho per ottenere quello che voglio, ovviamente entro i limiti. Sono nato e ho vissuto a Napoli, prima di trasferirmi a Roma dieci anni fa, e ci torno spesso quindi desideravo interpretare un ruolo in napoletano, non mi era mai capitato e non vedevo l’ora per capire se fossi all’altezza di recitare nella mia lingua. Può sembrare scontato ma non è proprio così”.

credit foto Sabrina Cirillo
“Mare Fuori” è una serie che racconta le storie di questi ragazzi che hanno commesso degli errori ma insegna anche che ci può sempre essere una seconda possibilità, una speranza…
“La base di insegnamento è quella. Ovviamente in una serie devono esserci amore, pathos, a volte anche violenza, ma credo che il punto principale sia quello di trasmettere a chi guarda il fatto che ci sia una seconda possibilità, anche se sbagli. Tutti commettiamo degli errori ma bisogna cercare di non ripeterli. Se ti vengono dati gli strumenti per andare avanti nella tua vita in modo positivo devi utilizzarli, se non lo fai ti trovi in difficoltà. In quattro stagioni si è visto chiaramente che i personaggi che hanno rifiutato o non hanno ascoltato i consigli hanno fatto una brutta fine”.
Ti abbiamo visto recentemente anche nel film horror “Rosso Speranza” di Annarita Zambrano e nella serie “Il Commissario Ricciardi”…
“Rosso Speranza è stato il mio primo film, in cui ho avuto una parte centrale, è stata una bella esperienza perchè gli oggetti di scena e le ambientazioni erano degli anni Novanta. Protagonisti sono quattro ragazzi che provengono da ambienti borghesi e vengono portati in una casa di cura per persone molto ricche. All’epoca infatti le famiglie non volevano far sapere che i figli avessero dei problemi. Il mio personaggio, Adriano, è presente in quasi tutto il film ma non parla, non perché sia muto ma per scelta. E’ un film che racconta anche vari fatti di cronaca dell’epoca, per esempio la protagonista è la figlia del dottore che operò Papa Giovanni Paolo II.
Per quanto riguarda “Il Commissario Ricciardi” è stata un’altra bella esperienza. La serie è ambientata negli anni Trenta, e mi ha affascinato molto la Napoli di quell’epoca. Ho avuto solo due – tre scene però mi è piaciuto interpretare un ruolo molto forte. Il mio personaggio era il figlio di una donna di facili costumi e a quei tempi, quando la gente veniva a saperlo, la tua vita e quella dei tuoi parenti era finita”.
In quali progetti sarai prossimamente impegnato?
“C’è un progetto che andrà in onda sulla Rai ma non posso ancora dire nulla”.
Un sogno nel cassetto…
“Vorrei continuare a fare l’attore puntando sempre più in alto. Vorrei prendere parte a qualche progetto in cui possa dare il mille per cento di me stesso e mettermi in gioco”.
di Francesca Monti
credit foto Sabrina Cirillo
Si ringrazia Silvia Degli Espinosa e Pamela Menichelli
