Il 12 e il 13 febbraio su Rai 1 va in onda la miniserie “Mameli – il ragazzo che sognò l’Italia”, scritto da Antonio Antonelli e Michela Straniero, con la regia di Luca Lucini e Ago Panini, prodotto da Agostino Saccà per Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction.
Nel cast troviamo Riccardo De Rinaldis Santorelli, Amedeo Gullà, Neri Marcorè, Giovanni Crozza Signoris, Riccardo Maria Manera, Chiara Celotto, Maurizio Lastrico, Pier Luigi Pasino, Ricky Memphis, Isabella Briganti, Sebastiano Somma, Susy Del Giudice, Lucia Mascino, Luca Ward.
Protagonista di uno straordinario racconto di formazione è Goffredo Mameli, poeta ed eroe del Risorgimento, ispirato autore di quel canto che ha acceso gli animi di un’intera generazione di ragazzi appassionati e coraggiosi e, cento anni dopo, diventato l’Inno nazionale della Repubblica italiana. La storia di Mameli, bruciante e intensa come quella di una odierna rockstar, è quella di chi con il suo entusiasmo sapeva far innamorare le masse, a cominciare da quelle della sua città, Genova. In lui, gli altri vedevano il coraggio di chi ama senza risparmiarsi e di chi combatte al fronte, a costo della vita, certo dell’eternità. La serie è il racconto di due anni di guerra, di politica, di poesia, di sotterfugi, di tradimenti e amore, nel cruento ardore della Prima Guerra di Indipendenza e della difesa della Repubblica Romana, ma è soprattutto la storia di un ragazzo con il cuore antico e lo sguardo rivolto al futuro.
La conferenza stampa si è aperta con un commosso omaggio a Sandra Milo da parte di Agostino Saccà: “Ricordo la sua umiltà, la sua tenacia, era una diva assoluta ma attenta ad ascoltare, e aveva un grande talento. Piccoli fans faceva il 17, 18% di share a mezzogiorno. Sandra aveva una grande duttilità e la capacità straordinaria di adattarsi”.
Quindi la parola è passata a Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction: “Cerchiamo una chiave sempre popolare che possa permetterci di entrare in un momento fondante della storia di questo paese come il Risorgimento attraverso quella di Mameli, che era un ragazzo di 19 anni che scrive l’inno che ancora noi cantiamo, Il Canto degli italiani, e a quasi 22 muore a causa di una ferita nella battaglia al Gianicolo, per difendere il sogno dell’Italia unita. Celebriamo la gioventù ricca di sogni e di utopie, di passione. Goffredo, Nino, Geronima e Adele legano questa grande storia italiana. Con Agostino ci siamo confrontati sul tema dell’amicizia e della passione, che allora avevano un timbro differente”.
“È una miniserie evento perché racconta qualcosa di veramente popolare. Non è stata una narrazione semplice, abbiamo condensato il Risorgimento in due serate. Produttivamente non ci è mancato niente, dalle scene di folla all’accuratezza dei costumi e delle scenografie”, ha aggiunto Ivan Carlei di Rai Fiction.
Agostino Saccà, produttore di Pepito Produzioni ha spiegato: “Questo progetto è nato da un’idea dello scrittore Antonelli che un giorno ha visto un gruppo di ragazzi cantare l’Inno d’Italia. Anche durante il lockdown la gente usciva sui balconi e cantava Il canto degli italiani in un momento di grande tristezza, paura e angoscia. Abbiamo capito che era giusto farne una serie, ne parlai con Giampaolo Rossi e gli dissi che volevamo raccontare la storia di una rockstar”.
Alla regia troviamo Luca Lucini e Ago Panini: “Agostino Saccà ci ha trasmesso una visione affascinante di questa storia. Io ho frequentato la scuola Mameli ma non ne sapevo niente. Ci siamo messi nell’ottica di questi ragazzi per i quali tutto è possibile”, ha detto Lucini.
“A Mameli hanno affidato il compito di scrivere l’inno. Lui non nasce imparato, ha scritto il testo per una manifestazione, ma questa cosa gli è sfuggita di mano”, ha aggiunto Panini.

A interpretare Goffredo Mameli è Riccardo De Rinaldis Santorelli: “Conoscevo veramente poco di questo personaggio, sapevo che aveva scritto Il canto degli Italiani, così mi sono messo a studiare e ho scoperto l’essenza di questa persona piena di sfumature bellissime. Ha composto questo inno per far capire alla gente che non era sola, che la pensavano tutti allo stesso modo. C’è una frase molto bella che dicono i genitori di Goffredo: l’abbiamo cresciuto facendogli credere di vivere in un mondo perfetto, libero e lui scrive questa cosa insieme agli amici anche perchè sa che c’è la possibilità di avere questo mondo. E’ un personaggio umano, gioisce, piange, ama, crede nell’amicizia, nell’uguaglianza e nella libertà e sfrutta questa sua fama non per un tornaconto personale ma per fare l’Italia ed essere italiani. Condivido l’immagine di Mameli come una rockstar”.

Amedeo Gullà veste i panni di Nino Bixio: “Ho sentito davvero questa famiglia che si stava creando sul set, tutti lavoravamo per lo stesso obiettivo. Bixio non è ancora l’uomo politico che conosciamo, ma un ragazzo che lascia Genova e vi fa ritorno quindici anni dopo, che vive varie avventure in mare, con grandi ideali. Diventa completo con Goffredo, assorbono l’uno qualcosa dell’altro durante il film, mi sono concentrato su questo. Mi sono imbattuto in alcuni pezzi di diari di Bixio in cui dice che quando ha visto Mameli per la prima volta era come se si conoscessero da anni e poi ha fatto costruire questa nave dandole il nome di Goffredo Mameli. È facile essere italiani quando si vince qualcosa, questa miniserie può aiutare a riscoprire il senso di comunità e il valore nel difenderla”.

Barbara Venturato interpreta Geronima: “E’ una donna di carattere ma imprigionata in un contesto patriarcale che la imbriglia e le fa scaturire un pensiero che la rende libera. La libertà più grande è scegliere di essere in disaccordo e con Goffredo riscopre degli ideali comuni e una visione del mondo critica, progressista, in cui i diritti universali sono effettivamente tali. Le vengono impedite delle scelte autonome in virtù di un destino già scritto secondo la visione di quel periodo sulle donne, quindi non può studiare, deve leggere libri vietati dalla critica per conto proprio, non può sviluppare un pensiero indipendente e coltivare l’amore per Goffredo”.

Chiara Celotto impersona Adele: “E’ stato emozionante interpretarla. Le ho dato quanta più umanità possibile, è molto moderna, è una donna guerriera, rivoluzionaria, che lotta per i diritti di cui oggi noi donne godiamo. Ha combattuto, in un certo senso, anche per me. Ha il suo lato lato fragile ma anche romantico”.
di Francesca Monti
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