Russell Crowe, attore Premio Oscar, è ospite al Festival di Sanremo 2024 nella terza serata.
Un ritorno in Italia che precede quello con i “Russell Crowe & The Gentlemen Barbers”, la band con cui è partito per un tour che comprende anche concerti italiani, prodotti da Giuseppe Rapisarda Management: Roma (23 giugno, Parco Archeologico del Colosseo, Tempio di Venere), Pompei (9 luglio, Anfiteatro degli scavi), Ascoli Piceno (11 luglio), Piacenza (13 luglio, Palazzo Farnese), Varese (14 luglio, Giardini Estensi) e Bologna (16 luglio, Teatro Comunale Nouveau).
I rapporti con la band risalgono a 30 anni fa. David Kelly (batteria) e Stewart Kirwan (tromba) erano membri dei Thirty Odd Foot of Grunts, oltre a suonare con Crowe in The Ordinary Fear of God, che includeva Stuart Hunter (piano) e Chris Kamzelas (chitarra). James Haselwood (basso) si è inserito perfettamente all’interno della band che vede anche le voci di Stacey Fletcher, Susie Ahern e Britney Theriot.
“Sono cresciuto in una famiglia dove si ascoltava molta musica. Il mio primo disco è uscito quando avevo 17 anni e se qualcuno prima di girare i film mi avesse chiesto quale mestiere facessi io dicevo il musicista e nonostante siano 35 anni che recito al cinema sono oltre quaranta quelli in cui faccio musica. Di Sanremo mi è rimasta dentro la follia, all’epoca anch’io ero un poco fuori perchè giravo, andavo, venivo e abbiamo realizzato un piccolo video che parla di queste sedici folli ore in Italia. Sono arrivato a Sanremo distrutto avendo fatto un evento per Armani, poi mi hanno dato un paio di occhiali da sole arancioni e sembravo Bono ma ero talmente distrutto che alla fine li ho portati per tutto il giorno. Questa sera eseguiremo una sola canzone Let your light shine, la potete ascoltare su spotify o cercare su Youtube”, ha ricordato Russell Crowe in conferenza stampa.
Recentemente l’attore ha scoperto di avere origini italiane: “Quando all’inizio sono partito con questo mio viaggio di riscoperta dei legami famigliari ho saputo di avere dei parenti, degli antenati che provenivano dall’Italia. Poi perchè questo Luigi Ghezzi abbia scritto nei documenti per l’ingresso in Nuova Zelanda che provenisse da Ascoli Piceno anzichè da Fidenza non lo so ed è stata una scoperta fondamentale perchè ho sempre avuto questa attrazione nei confronti dell’Italia e da adulto ho cercato di tornare a quei ricordi, a quelle cose che sentivo, a questo legame che è iniziato con Il Gladiatore, poi ho girato l’Italia, ci ho portato i miei figli e alla fine questo qualcosa che sembrava strano, incomprensibile ha avuto la sua ragione perchè c’è questa enorme connessione di sangue. E poi l’Italia ha dato al mondo, all’America, all’Australia, un grande contributo in termine di cultura. Non avrei mai pensato quando ero un ragazzino che cresceva in Nuova Zelanda che un giorno avrei scoperto di avere un’origine italiana”.
Il 16 febbraio arriverà nei cinema il film “Land of bad” di William Eubank che lo vede tra i protagonisti: “E’ una storia bellissima in cui interpreto un operatore di droni. Il regista è fantastico così come l’interpretazione di Liam Hemsworth, è assolutamente da vedere”.
Infine ha parlato delle guerre che purtroppo continuano a insanguinare vari Paesi del mondo: “Tornando al discorso dell’emigrazione e dell’immigrazione un paio di anni fa in Italia e in Grecia ci sono state una serie innumerevole di sbarchi e io continuo a ripetere anche oggi che è fondamentale non mettere da parte l’umanità, ci sono persone che approdano su queste spiagge da situazioni di disperazione e non dobbiamo mai trascurare l’aspetto umano. Quello che non capisco è come noi che siamo capaci di inventare qualsiasi cosa non riusciamo a trovare soluzioni diverse dalla guerra”.
di Francesca Monti
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