LO CHEF PIETRO LA TORRE ENTRA NEL NOVERO DEGLI AMBASCIATORI DEL GUSTO DOC ITALY

Palazzo Valentini, a Roma, è stata la sede della cerimonia di premiazione degli Ambasciatori del Gusto Italy , che ha visto l’attribuzione del titolo anche a Pietro La Torre, chef  rinomato per la sua attività culinaria a Canicattì, in Sicilia, e anche al di fuori della Trinacria.

Nello storico edificio del sedicesimo secolo, nei cui sotterranei sono state trovati i ruderi di due residenze di epoca romana e di un antico tempio dello stesso periodo, è avvenuta la consegna degli encomi che vengono assegnati dall’Associazione Nazionale DOC Italy (ANDI). L’ente, dal luglio del 2013, premia le personalità che sostengono e valorizzano l’Italia nel mondo con il Premio Internazionale DOC Italy e gli altri connessi. I settori destinatari dei premi sono arte, moda, spettacolo, artigianato, turismo e, soprattutto negli ultimi anni, agroalimentare. Sono in particolar modo le piccole e medie aziende di questo comparto, che realizzano prodotti di elevata qualità ed abbracciano la cultura dello slow food, che l’ANDI vuol far conoscere al grande pubblico e ai buyers, supportando la comunicazione e promozione dei loro prodotti e dei territori da cui provengono.

Premiati Doc Italy a Palazzo Valentini Roma

Investito del titolo di Ambasciatore del Gusto Doc Italy, a rappresentare il territorio della provincia di Agrigento, che sarà Capitale della Cultura nel 2025, è stato quindi lo chef Pietro La Torre, titolare del ristorante Aquanova Hosteria. La Torresi  si occupa, inoltre,  di promuovere una filiera d’eccellenza, che trova nella cittadina di Canicattì il suo nucleo emanatore.

Pietro La Torre, originario della Puglia, ma da 40 anni “canicattinese” d’adozione, che ha ricevuto “Premio internazionale Doc Italy – Viaggio attraverso le Eccellenze”, è stato  animato dall’amore per la cucina sin da piccolo. Le sue prime esperienze, dopo quelle a carattere meramente familiare, avvengono in Germania, dove si è trasferito e dove,  all’età di quattordici anni, incomincia a lavorare in una cucina professionale. La scoperta di Canicattì, dove andrà a vivere a 18 anni e dove troverà l’amore, ossia la futura moglie Milena,  coinciderà con l’inizio della sua ascesa, prima in un ristorante non suo, poi attraverso un’attività di catering, principiata al sorgere degli anni’90 che, nel tempo, sarà affidata anche ai figli Vincenzo, Chiara e Sabrina.

Il  suo ristorante, ossia Aquanova [ La Casa dell’Acqua ], ha la sua sede nell’antica Casa dell’Acqua, costruita tra il 1613 e il 1636 e ristrutturata per realizzare questa attività. Si contraddistingue per essere un’”hosteria moderna” elegante che non dimentica la storia del territorio. La filosofia della cucina è informata all’utilizzo di pochi ingredienti e materie prime selezionate che narrano l’entroterra siciliano, guardando con interesse alla Puglia, luogo d’origine dello chef.

La Torre, per quanto riguarda il premio, ha affermato: “è un periodo di grandi soddisfazioni professionali che voglio condividere con chi mi segue da anni. Senza uno staff coeso non si va da nessuna parte. Il primo pensiero va alla mia famiglia che mi supporta da sempre, perdonando le mie assenze, perché la vita da cuoco non è quella patinata che spesso si racconta. E’ un grande onore per me essere insignito di un titolo quale quello di Ambasciatore delle eccellenze italiane, in particolare per il territorio di Agrigento, che rappresento orgogliosamente con la mia Canicattì ! Ho ritrovato a Palazzo Valentini tanti amici e colleghi siciliani e non, che con sacrificio tentano ogni giorno riuscendoci, di valorizzare i loro territori”.

di Gianmaria Tesei

Rispondi