Intervista con la violinista Sofia Semenina: “La musica classica che abbraccia la rivoluzione digitale è la strada da seguire!”

Appuntamento imperdibile per i cultori della musica classica  domenica 24 marzo, alle ore 17.00, al Teatro Bello, sulle sponde del Naviglio Grande a Milano (Teatro Alfredo Chiesa, via San Cristoforo 1). La violinista Sofia Semenina e il pianista Andrea Tamburelli proporranno un recital di musica da camera per pianoforte e violino.

I due musicisti eseguiranno la Sonata n. 5 op. 24 in fa maggiore, nota come La Primavera, di Beethoven, la Sonata n. 3 op. 108 in re minore di Brahms e la Sonata in la maggiore di Franck.

Dal sodalizio di due virtuosi della musica classica nascono esecuzioni intime e raffinate, emozionali e tecnicamente ineccepibili.

La dimensione raccolta del Teatro Bello ne fa il luogo di elezione per l’esecuzione di alcuni tra i massimi capolavori cameristici, grazie alla riduzione delle distanze fisiche tra pubblico e performers, che realizza una naturale amplificazione del coinvolgimento emotivo.

Sms News Quotidiano ha incontrato la pianista Sofia Semenina, classe1994, nata a Ekaterinburg.

Vuole parlarci della sua formazione accademica?

“Ho iniziato a studiare violino e pianoforte all’età di 6 anni. Ho studiato nella Scuola Professionale di musica “Sverdlovsk P. I. Tchaikowsky” di Ekaterinburg, all’Accademia di musica “Gnesin” a Mosca. Nel 2018 mi sono diplomata in violino all’“Accademia Statale specialistica russa delle Arti”e nel 2022 al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Ho frequentato il corso di perfezionamento per professori d’orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala”.

Come è avvenuto il primo contatto con Giulio Guerrieri del Teatro Bello?

“Ci siamo conosciuti a marzo nel 2022. Ho partecipato ad un concerto dedicato alla pace al Teatro BELLO con gli studenti del Conservatorio «G. Verdi» di Milano”.

Il prossimo 24 marzo, affiancherà il pianista Andrea tamburelli in un recital di musica da camera per violino e pianoforte.  Cosa deve aspettarsi l’ascoltatore?

“Secondo me ogni concerto è unico. Questo è ciò che rende un’esibizione dal vivo diversa dall’ascolto di musica registrata. Abbiamo preparato un programma eccellente con Andrea e non vediamo l’ora che arrivi il concerto, per proporlo ai nostri ascoltatori! Suoneremo tre sonate di musica classica e romantica tedesca e francese”.

L’arte può essere un vettore importante di cambiamento sociale?

“Penso che siano due cose che si influenzano a vicenda. Tutti coloro che sono coinvolti nell’arte sono persone felici. L’arte, come nient’altro, sviluppa l’intelletto, l’anima, il carattere, le qualità personali e permette di comprendere meglio la bellezza del nostro mondo”.

Lei spazia dalla classica al jazz…

“Mi piace suonare sia musica classica che jazz, sì!”.

Quali sono i suoi artisti musicali di riferimento?

“Mi ispiro ai violinisti del passato come David Oistrakh, Jascha Heifetz. Adesso ci sono anche tanti violinisti meravigliosi come Itzhak Perlman e Maxim Vengerov; mi sono molto vicini”.

Il palco che sogna di calcare?

“Non ho un sogno preciso in merito al palco su quale suonare, ciò che conta per me è cosa suonare e con chi”.

Vuole regalarci una riflessione su rivoluzione digitale e musica classica?

“La musica classica che abbraccia la rivoluzione digitale è la strada da seguire! Ma niente è paragonabile all’ascolto di un concerto dal vivo”.

di Clara Lia Rossini

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