Intervista con Cinzia Cordella, protagonista del film “Lola Blue”: “Questo personaggio mi ha ridato il coraggio di dire con grinta no quando è necessario”

“E’ un personaggio completamente diverso da me e questo mi ha affascinato molto, è una donna violenta ma per eccessiva fragilità, che ha anche il coraggio di apparire antipatica, fregandosi del giudizio altrui”. Cinzia Cordella è la protagonista del film Lola Blue, scritto e diretto da Eleonora Grilli, proiettato in anteprima nel corso della 15esima edizione del Bif&st Bari International Film&tv Festival.

L’opera cinematografica si svolge seguendo il percorso esistenziale e artistico di Lola Blue, protagonista in cerca del proprio destino nel mondo. Lola è una comica ambiziosa, che si imbatte tuttavia in numerosi ostacoli a causa della sua misantropia e del suo spirito inquieto. Il crescente disagio interiore la conduce ad intraprendere un percorso riabilitativo all’interno di un casale alle porte di Orvieto, lontano dalla sua città natale, Napoli. Si trova quindi a partecipare ad una terapia di gruppo, in occasione di un ritiro olistico, un’esperienza che la costringe ad affrontare in modo traumatico il suo passato tormentato.

Il nucleo tematico del film si incentra su due concetti fondamentali: la solitudine e l’integrazione. Alcuni personaggi, come Lola, trovano rifugio nella loro solitudine, ignorando il vuoto che li circonda. Tuttavia, l’autentico antidoto per l’anima risiede nell’integrazione e nella condivisione, non nelle illusioni dell’ego. Questa verità esistenziale costituisce il pilastro su cui si basa la narrazione di Grilli.

Cinzia Cordella in Lola Blue è affiancata dagli attori Errico Liguori, Alessio Sica, Ornella Varchetta, Monica Carpanese, Alfie Nze, Syama Ryaner, Salvatore Catanese e Chiara Barassi. Inoltre, il film ha potuto contare anche sulla presenza di due prestigiosi cameo: quello di Kaspar Capparoni e di Gianfranco Gallo.

Cinzia Cordella, attrice della PM5 Talent di Peppe Mastrocinque, vanta una carriera ventennale nell’ambito teatrale. Nel 2023 ha portato in scena Matrioska, spettacolo diretto da lei e da Gabriele Guerra, vincitore del premio Alessandro Fersen Innovazione e Ricerca e il premio Miglior Attrice per il Roma Fringe Festival 2023. Lo spettacolo sarà in tournée anche nella stagione 2024/2025. Nel corso della sua carriera ha lavorato con registi di fama nazione ed internazionale, ha preso parte allo spettacolo Dignità Autonome di Prostituzione, diretto da Luciano Melchionna e di recente ha recitato in Quella visita inaspettata di Paolo Caiazzo, che ha debuttato con successo al Teatro Augusteo di Napoli nel febbraio 2024.

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Cinzia, nel film “Lola Blue” interpreta la protagonista Lola, cosa può raccontarci a riguardo?

“Lola è un personaggio completamente diverso da me e questo mi ha affascinato molto, è una donna violenta ma per eccessiva fragilità, e reagisce con prepotenza, come un cane spaventato che aggredisce ancor prima di essere aggredito. Ha anche il coraggio di apparire antipatica, se ne frega del giudizio altrui, di dover sorridere pur di piacere alla gente, risponde male e basta, ha seri problemi nella gestione della rabbia. Io sono più femminile, pacifica, tendo verso l’armonia, quindi lavorare ad un personaggio come Lola è stato divertente, perchè ti permette di mandare tutti a quel paese, dare testate al muro o prendere a calci un albero quando le cose non vanno bene, e diventa anche uno sfogo”.

Cosa le ha regalato questo personaggio?

“Lola mi ha donato un’energia maschile che crescendo, con le sovrastrutture e quello che ci impone la società, tendiamo a calmare. Mi ha ridato il coraggio di dire quel no con grinta quando è necessario. E’ come se avesse equilibrato meglio le mie energie maschili e femminili”.

Lola trova rifugio nella solitudine infatti dice “la gente come noi sta meglio sola” …

“E’ la frase clou per me del lavoro che ho fatto sul personaggio, perchè mi tocca da vicino riguardando spesso gli artisti che hanno un modo molto personale e sensibile di vedere il mondo e che si rifugiano nella solitudine. E’ un paradosso in quanto l’artista ha bisogno dell’altro per mostrare la sua arte, nell’invisibilità non esisterebbe. Lola ha dovuto fare i conti con questo, non per sua scelta ma perchè il manager l’ha costretta per contratto a frequentare un centro olistico per aiutarla a gestire i problemi con la rabbia e imparare a relazionarsi con gli altri. Lei arriva in questa struttura, come succede a noi a volte nella vita, piena di resistenze, non accetta di uscire dalla sua zona di comfort cioè la solitudine, quindi non ha nessuna voglia di fare questo percorso ma piano piano viene inglobata e quasi fagocitata dalla purezza dei personaggi che trova in questo centro, da chi ha difficoltà nel gestire le relazioni con le donne, a chi ha bisogno di rubare i gioielli o ha il vizio delle carte. Sono talmente belle e complesse queste umanità che Lola senza rendersene conto viene catturata da loro e ne esce migliore”.

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Un’altra tematica centrale del film è l’integrazione ma anche la condivisione delle proprie emozioni e paure con gli altri che diventa una sorta di balsamo per l’anima delle persone…

“La regista voleva che uscisse questo messaggio, la relazione con l’altro è fondamentale, altrimenti non c’è crescita”.

Passando al teatro, nel 2023 ha portato in scena Matrioska, spettacolo da lei interpretato, scritto e diretto con Gabriele Guerra…

“E’ un lavoro nato dopo quasi un anno e mezzo di scrittura e man mano che prendeva forma lo mettevamo in scena con Gabriele Guerra per lavorarci sopra perchè ci tenevo a condividere con il pubblico la mia passione per la teoria quantistica e la mia idea sul fatto che tutto è connesso. Si tende molto in questa società a separare il materiale dallo spirituale ma penso che uno non possa vivere senza l’altro. In Matrioska parlo dell’importanza di un ritorno al contatto con l’invisibile, con le energie che non vediamo ma che ci sono e spesso ci guidano senza che ce ne accorgiamo. Era un tema complicato da esporre agli altri, perchè parlo di Gesù, dei grandi scienziati, cito Einstein, Ralph Waldo Emerson. Era una sfida, lo abbiamo proposto al Roma Fringe Festival, siamo arrivati in finale e vinto il premio Alessandro Fersen Innovazione e Ricerca e il premio Miglior Attrice. Poi siamo andati al Festival di Benevento, e abbiamo altre date in programma per la prossima stagione. Sono contenta di essere riuscita a far passare il messaggio che volevo perchè mi accorgo che le persone escono da teatro con il cuore un po’ più aperto”.

Cosa ci racconta invece su “Quella visita inaspettata” di Paolo Caiazzo, che ha debuttato con successo al Teatro Augusteo di Napoli?

“E’ stata una delle esperienze più divertenti che potessi fare a teatro, per me era una vera novità. Paolo Caiazzo è un attore comico, mi ha voluta nel suo spettacolo ed è stato bello vedere le reazioni dello spettatore. Quando lavori nel teatro impegnato, politico, drammatico come ho spesso fatto si tende a volte ad avere un po’ la puzza sotto il naso verso quello più leggero e comico, invece mi sono accorta quanto la gente abbia bisogno di ridere e di quanto sia bello sentirla ridere. Vista la situazione che viviamo oggi nel mondo credo sia indispensabile che le persone stiano bene e si divertano almeno per quelle due ore. Lavorare con Paolo è stato bello, ha una comicità raffinata, è così bravo che improvvisa e quindi devo sempre essere pronta, è stata una grande scuola, con colleghi meravigliosi come Carlo Caracciolo, Daniele Ciniglio, Francesca Morgante e Maria Bolignano, una donna e un’artista straordinaria. Sono felice di riprendere lo spettacolo il prossimo anno”.

Che ricordo conserva invece dell’esperienza nell’amatissima e longeva soap “Un Posto al sole” in cui ha interpretato Simona Alfano?

“Nel 2019 per diversi mesi ho recitato in “Un Posto al sole”, era un mood diverso e mi divertiva il fatto di ricevere le scene quasi il giorno prima essendo solitamente abituata a studiare tanto. Quando entri in queste serie che vanno a ciclo continuo, senza fermarsi mai, devi lavorarci la notte, devi essere rapido a percepire le energie del personaggio, è un vortice molto bello. Mi sono resa conto anche della potenza della televisione, infatti interpretando Simona per strada mi fermavano tutti, non solo a Napoli ma anche a Roma, per chiedere foto e autografi”.

Oltre alla ripresa di “Matrioska” e di “Quella visita inaspettata” in quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“Sto lavorando con Gabriele Guerra al seguito di “Matrioska” e si chiamerà “I Am Off”, sia perchè proveniamo dal teatro off sia per abbreviare Amleto e Ofelia che porteremo in scena. Se in Matrioska c’erano delle citazioni dell’Amleto, nel sequel lavoreremo nello specifico su questi due personaggi e sui segreti dell’universo che Shakespeare conosceva bene e che sono nascosti nelle sue opere”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Virginia Maresca

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