Intervista con Mario Venuti che ci racconta il nuovo disco “Tra la carne e il cielo”: “La musica ancora oggi può essere un mezzo per risvegliare le coscienze umane”

“Carne e cielo sono dei termini anche poetici, soprattutto se accostati insieme, ma parziali nel senso che la prima non rappresenta tutte le sfumature della nostra natura terrena, umana, sensuale, né il secondo tutte quelle dell’animo umano e la sua aspirazione ad una spiritualità, ad una profondità, ad un accrescimento”. Si intitola “Tra la carne e il cielo” il nuovo disco di Mario Venuti, disponibile in digitale e in fisico, e prossimamente in vinile, prodotto da Microclima.

Il progetto discografico, l’undicesimo del cantautore, è composto da 12 brani, e dal punto di vista del sound si presenta come un’evoluzione elettrificata del precedente Tropitalia. La gamma di sonorità internazionali spazia dal pop al jazz e al blues e a molti altri generi con un occhio sempre attento al Brasile, uno dei luoghi del cuore dell’artista, e più in generale alle contaminazioni con i ritmi e i suoni di tutto il mondo, con un utilizzo di una vasta gamma di strumenti.

Le tematiche trattate sono molto forti, dal degrado all’omosessualità all’abuso, mentre l’immagine della cover dell’album, così come quella del nuovo singolo “Degrado”, accompagnato dal videoclip montato e animato da Roberto Biadi, e le tre copertine di Napoli-Bahia, Segui i tuoi demoni e Paradiso, sono foto degli anni Settanta che immortalano momenti della vita di Venuti, componendo virtualmente una pagina di un album di famiglia: “Nella foto della copertina sono con mia sorella e ritrovo tutta la gioia di due bambini immersi nel gioco divertente e pericoloso della vita, ed è forse proprio il bambino che rappresenta inconsapevolmente il ponte tra la sensualità del mondo e la purezza del cuore, l’equilibrio tra la carne e il cielo”.

Mario Venuti affida anche questa volta a Tony Canto la produzione artistica dei brani (eccetto Sinfonia dei sogni infranti). Il progetto è composto da canzoni originali tranne Andiamo via, adattamento in italiano di Você não entende nada di Caetano Veloso.

Tra la carne e il cielo cover b

credit foto Francesco Barrera

Mario, partiamo dal titolo del nuovo disco, cosa rappresentano per te carne e cielo e come possono convivere questi due aspetti?

“Sono naturalmente dei termini anche poetici, soprattutto se accostati insieme, ma parziali nel senso che la carne non rappresenta tutte le sfumature della nostra natura terrena, umana, sensuale, legata alla terra, né il cielo tutte quelle dell’animo umano e la sua aspirazione ad una spiritualità, ad una profondità, ad un accrescimento come essere umano. Nel disco si pone l’accento anche sulla sessualità, magari in forme inconsuete come quella deviata dei prelati, o l’omosessualità che per fortuna con le lotte e l’evoluzione della società sta prendendo delle pieghe differenti rispetto al passato e viene accettata, anche se il cammino è ancora lungo perchè sono tanti i Paesi, come ad esempio l’Iran, in cui è considerata illegale e ci sono leggi molto dure nei confronti degli omosessuali”.

Ricollegandomi a quello che hai detto poco fa, nel disco sono presenti brani come “Degrado”  che è incentrato sul dramma dell’incuria nelle città, e “Abusando”, quanto la musica può ancora essere un mezzo per risvegliare le coscienze umane e far riflettere su tematiche importanti?

“La musica ha sempre avuto questa funzione che mantiene ancora oggi. Personalmente ho spesso cercato di trovare il modo meno retorico e urticante per parlare di temi sensibili attraverso le canzoni. “Degrado”, ad esempio, musicalmente può sembrare pop, allegra, solare, disimpegnata, ma il testo fa da contrasto con una parola così cruda come degrado”.

A livello di sonorità “Tra la carne e il cielo” è collegato al precedente disco “Tropitalia” essendo presenti sonorità internazionali e spaziando tra diversi generi, con un occhio sempre attento al Brasile…

“Mi sembrava logico proseguire il discorso ampliandolo, estendendolo e lavorando con canzoni originali. Tropitalia era un disco di cover, acustico, filologicamente corretto nella proposta di ritmi e stili del Brasile, essendo stato realizzato con musicisti brasiliani come ad esempio Marcelo Costa, con cui abbiamo collaborato da remoto, mentre c’era la pandemia e lui da Rio de Janeiro mandava i file, in “Tra la carne e il cielo” i musicisti sono invece siciliani o comunque del Sud, ed è un crossover, ci sono un colore, un’influenza e un sapore legati alla musica brasiliana in canzoni italiane, c’è rock, blues, funky, samba, cantautorato, insomma le carte sono più scompigliate”.

In “Metaverbale” rifletti sul fatto che in un mondo dove ci sono milioni di parole che ci bombardano ogni giorno sono molto importanti le pause e i silenzi...

“Ho utilizzato un termine tecnico come Metaverbale per una canzone che vuole ricordare che i silenzi, i gesti e la comunicazione non verbale hanno la loro importanza e a volte possono dire di più delle parole stesse. C’è una lieve polemica legata all’eccesso di termini che affligge la nostra società, dove c’è una specie di rumore di fondo continuo, ma c’è anche una sottile ironia”.

FOTO MARIO VENUTI credits s @AlessandroCastagna B0021671 v b

credit foto Alessandro Castagna

Il disco si chiude con “Sinfonia di sogni infranti”, cosa puoi raccontarci a riguardo?

“Sono pagine di diario che si sono trasformate casualmente in canzone, è un frammento che diventa musica, essendo per buona parte strumentale con la presenza dell’orchestra. Mi ricorda Pino Daniele che chiudeva i suoi dischi con dei pezzi di brani che avevano il loro fascino e il ruolo di commiato dall’ascoltatore”.

Cosa puoi anticiparci riguardo l’allestimento live che hai pensato per presentare il nuovo album?

“Ho già composto la band, essendo un disco molto chitarristico io suonerò la chitarra classica alla brasiliana, con le unghie, e sarò affiancato da due chitarristi elettrici, uno dei quali metterà le dita a volte anche sulla tastiera, da un basso elettrico, una batteria e un percussionista brasiliano, Neney Santos, che ha partecipato anche a Napoli-Bahia. Il sound sarà piuttosto crudo e dovrò anche riarrangiare alcuni classici. E’ una bella avventura che mi entusiasma e mi appassiona”.

di Francesca Monti

credit foto Alessandro Castagna

Si ringrazia Sara Testori – Parole e Dintorni

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