L’arte come bene primario fondamentale nella formazione della persona, come accesso al pane e alle rose. L’arte come ambiente di educazione, inclusione e sviluppo delle potenzialità dei giovani. L’arte come diritto fondamentale, come risorsa nella lotta al disagio psicologico e sociale, all’isolamento. L’arte, con particolare attenzione alla musica, come mezzo per rafforzare lo spirito critico e il benessere psicosociale.
L’interesse e l’impegno attorno a questi temi qualche mese fa hanno fatto incrociare le strade di Fedez e MaTeMù – l’ormai noto Spazio Giovani e Scuola d’Arte di Roma creato e gestito dal CIES Onlus – e fatto nascere l’idea di una collaborazione. MaTeMù è uno spazio di produzione artistica e culturale di incontro e di supporto per adolescenti e giovani che punta a combattere le disparità di accesso alla cultura e all’arte e a essere un luogo di inclusione e di cittadinanza. MaTeMù è aperto al territorio dal 2010 e ha ospitato nei suoi locali, concessi dal Municipio I Roma Centro nel quartiere Esquilino, decine di migliaia di ragazze e ragazzi. È interamente gratuito e offre corsi di musica, rap, teatro, breakdance, fumetto, italiano per giovani stranieri oltre a spazi di crescita artistica e culturale, gaming, ascolto, supporto scolastico, orientamento, supporto psicologico e divertimento.
Nel corso della visita, Fedez ha prima avuto una occasione di confronto con i responsabili del Centro durante la quale si è parlato di possibili collaborazioni future. Terminata la riunione, il cantante ha incontrato i ragazzi del gruppo di scuola rap gestita per MaTeMù dal docente Andrea Tagliaferri / Mister T, mc, rapper, songwriter, freestyler. Fedez e i giovani allievi hanno ingaggiato un fitto colloquio che ha toccato tantissimi temi, dal senso di fare musica, gli inizi di una carriera, la specificità dello stile rap, fino a questioni profonde come il trovare una direzione nella propria vita attraverso l’arte, l’importanza di uscire di casa, stare insieme. Finito l’intenso incontro, durante il quale hanno preso il microfono alcuni allievi che hanno presentato le loro composizioni – tra cui, di grande impatto, il brano con un testo composto da un giovane migrante prima di attraversare il Mediterraneo e cantato dallo stesso con una giovanissima rapper – Fedez, in un centro gremito da ragazzi che frequentano regolarmente le attività, ha voluto visitare tutti i vari locali e le classi in cui si svolgono le varie lezioni.
“Credo che MaTeMù sia un luogo fondamentale per il tessuto sociale di tutto il territorio italiano – ha sottolineato Fedez – perché luoghi di aggregazione giovanile nel nostro Paese sono sempre più rari se non spariti del tutto. Questo spazio offre non solo occasioni di crescita artistica e umana, ma anche opportunità di confrontarsi, incontrarsi dal vivo e uscire di casa. Mi ha colpito molto l’eterogeneità dei servizi offerti, che va dall’aiuto pragmatico a tutta una serie di complessità che i giovani sperimentano fino a includere tutti trasversalmente: chi vive ai margini e chi no”.
“Siamo grati a Fedez – ha spiegato Adriano Rossi, coordinatore di MaTeMù – per questa incursione nelle nostre attività e per aver deciso di aiutarci a diffondere la nostra filosofia educativa basata sull’arte, ogni tipo di arte e in particolare la musica. Attraverso il rap, e non solo, abbiamo da sempre creato un ambiente di socializzazione e di crescita personale molto efficace, che nel nostro Spazio Giovani e Scuola d’Arte MaTeMu’, a titolo completamente gratuito, tutti i pomeriggi, si è rivelato un prezioso alleato anche nell’affrontare il disagio psicologico e sociale e la solitudine in cui purtroppo sempre più spesso si trovano ragazzi e ragazze. Per noi diffondere questo modello, questa filosofia fra i giovani e le giovani così come fra educatori, insegnanti, genitori, psicologi e operatori del sociale, è un obiettivo molto importante”.
