Quante eroine popolano l’immaginario del lettore e lo influenzano? A ironizzare e filosofeggiare sulle donne, fonte di ispirazione della produzione poetica di tutti i tempi, sono Gioia Salvatori e Ilaria Gaspari che domenica 12 maggio hanno portato “Play Books”, l’original di Rai Contenuti Digitali e Transmediali dedicato agli amanti della lettura, alla 36esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino dove hanno presentato “Nervosissime”, un dialogo semiserio tra loro, centrato sulla figura femminile nella letteratura.
Gioia Salvatori passa in rassegna la donna tra racconti e trattati e, prendendo modelli di riferimento, individua quegli elementi che sono andati a costruire l’immaginario nel tempo, mentre Ilaria Gaspari la segue con un raccordo intellettuale e filosofico tra i vari nervosismi proposti e le tematiche affrontate per raccontare le storie di queste donne, immaginarie ma non ideali, ricordarle e prenderle anche un po’ in giro.
Ilaria e Gioia, avete presentato al Salone del Libro di Torino “Nervosissime”, un dialogo semiserio sui modelli femminili in letteratura. Com’è nato?
Ilaria Gaspari: “Volevamo esplorare una serie di modelli di personaggi femminili obsoleti, raccontati rigorosamente da uomini con un occhio particolarmente sadico per certe debolezze in cui vengono stigmatizzati secoli di stereotipi. Gioia aveva già iniziato a lavorare sul tema da attrice, io me ne ero occupata in alcuni saggi filosofici… abbiamo messo insieme le nostre “specialità” e così è nato questo spettacolo-riflessione”.
Gioia Salvatori: “Ilaria ed io ci siamo conosciute all’interno di Play Books ed è stato un incontro umano, intellettuale e di spirito molto bello. Io sono del 1982 e arrivo dal Novecento puro, dove c’era la difficoltà nel trovare un’identità come donna che fosse emancipata, divertita e amante della vita. La ricerca è stata complessa perchè i modelli che vai incontrando sono sempre un po’ asserviti, problematici, sofferenti, pagano lo scotto della libertà. La mia formazione e l’incontro con questi personaggi è stato importante per poterli riscrivere, ripensare e anche prendere in giro, per ironizzare su quelle nostre modalità o stranezze che sono un po’ autodistruttive. Queste mie riflessioni, parodie, leggerezze comiche quando incontrano la profondità, la competenza, la grazia di Ilaria diventano anche utili. Mi piace come inquadra la questione dal punto di vista socio-filosofico e questa sinergia dell’incontro umano tra di noi e dei temi che ci interessa trattare ha prodotto un contenuto che si chiama Nervosissime per prendersi carico del proprio nervosismo e farne anche una grande risata, nel senso di acquisirlo come un fatto libertario”.
Come avete scelto i modelli femminili di cui parlerete?
Ilaria Gaspari: “Abbiamo mescolato le idee e le carte, per poter essere sicure che fossero dei personaggi noti a chiunque ma con qualche segreto ancora non rivelato, insomma celebri ma non ovvie. In modo da poter offrire a chi ci seguirà anche il senso di una piccola scoperta”.
Gioia Salvatori: “Sono tutti personaggi della letteratura e con essi abbiamo definito quattro macrogruppi divertenti: il destino amaro delle sapute; per una volta che c’erano i saldi, incentrato su quel rapporto coercitivo che si crea nel momento in cui le donne si interessano con gioia alla moda, al vezzo; arsenico e vita di coppia, così come ce la racconta Madame Bovary di Flaubert, infatti c’è una parte in cui si parla di una malattia e lei dice che quei sintomi li ha da quando si è sposata come a dire che il matrimonio è un luogo relativo; la gnosi d’autore che indaga la posizione di deminutio in cui si trovano queste donne e i rischi che comporta. Cerchiamo grandi cornici nelle quali mettiamo a fuoco personaggi e indaghiamo vizi, virtù e limiti e facciamo delle capriole per andare incontro a nuovi pattern. Quando riesci a esaminare qualcosa che è dato e a superarlo puoi inventare storie nuove, come accade oggi. Noi siamo donne del Novecento e quindi ancora facciamo a cazzotti con quello che abbiamo imparato”.

Ilaria, quale tra le storie di queste donne che raccontate l’ha affascinata maggiormente?
“Beh sicuramente, su tutte, la storia di Cassandra è tremenda e meravigliosa insieme. Il dono della profezia le è stato elargito da Apollo il quale, vedendosi rifiutato, si vendica con incredibile meschinità imponendole la sorte di non essere creduta. Quindi non solo lei vede orrori indicibili, ma li denuncia e nessuno l’ascolta. E tutto solo per non aver voluto ricambiare l’amore del dio!”.
C’è un modello femminile letterario in particolare che è stato per voi di ispirazione?
Ilaria Gaspari: “Ce ne sono molti. In generale adoro i personaggi riottosi, come Rossella O’Hara, o le grandi eccentriche come Zia Mame o miss Marple. Non ho mai considerato però i personaggi come modelli: per me somigliano più ad amiche con cui passare qualche tempo”.
Gioia Salvatori: “Uno dei primi libri che ho letto è stato “Memorie d’una ragazza perbene” di Simone De Beauvoir, è stata la prima avventura con una donna come protagonista, a differenza delle altre storie in cui è un maschio, da Pollicino a Peter Pan. In questo caso per via dei rovesci famigliari lei deve mantenersi da sola, trovare un’autonomia, va a vivere a Parigi e quindi è stata di ispirazione, sapendo che era un libro autobiografico. Quando vedo Ribelle – The Brave o Frozen mi chiedo che effetto mi avrebbe fatto crescere con queste protagoniste che fanno quello che vogliono, che sono libere, indipendenti. Elsa ad esempio ha problemi caratteriali e alla fine non vive una storia d’amore. Io ho cominciato a scrivere questi ritratti femminili una decina di anni fa e ho costruito anche la mia identità, cercando di comporre un gusto, mentre le narrazioni di oggi sono già composte. Sorpassare quello che non serve più penso sia il tratto più bello. Farsi da parte è un grande atto d’amore”.

Gioia, lei è anche attrice, drammaturga e autrice. Quali sono i prossimi progetti?
“A breve sarò in scena con Serena Dandini nel suo show che si chiama “Vieni avanti, cretina!”, quindi debutto il 1° giugno a Castrovillari (Cs) alla Primavera dei Teatri con un testo di un giovane drammaturgo molto bravo, Pier Lorenzo Pisano, con Andrea Cosentino dal titolo “Totale” e la produzione di Cranpi, poi quest’estate girerò l’Italia con il mio spettacolo Cuoro che è anche un progetto web di satira e costume. A ottobre invece al RomaEuropa Festival curerò una rassegna che si chiama Ghost Track, un contenitore di poesia, comicità, musica, riflessioni sul contemporaneo, e continuo il mio percorso su Radio 3. “Cuoro” è nato nel 2012, essendo una chiacchierona mi piace parlare a diversi media e mi divertiva l’immediatezza del web. All’inizio era un blog, poi sono arrivati i social e si è declinato nelle nuove forme di comunicazione. Il sottotitolo è l’alternativa sexy alla pulsione di morte, c’è una matrice di indagine psicologica sulle cose e un tentativo dissacratorio, è uno sguardo sul presente cercando di prendere sul serio quello che serve e poi mi piaceva costruire un linguaggio personale che fosse comico ma anche poetico. Mi interessa il costume, il presente ma gli argomenti sono anche bizzarri, ci sono riflessioni personali, canzonette, è un’indagine sulla stupidità come forma altissima di libertà. Come succede in Nervosissime questo poter ribaltare dei personaggi altisonanti ridendone è un grande lusso. Ci metto dentro la mia allegria, la possibilità di esser sciocca pur non essendolo nella realtà. Abbiamo bisogno ogni tanto di assentarci dal reale e di stare nel surreale”.
Tre libri che consigliereste ai nostri lettori …
Ilaria Gaspari: “Prendo spunto dalla domanda relativa al modello femminile letterario di ispirazione e dico: Via Col Vento di Margaret Mitchell, Zia Mame di Patrick Dennis, La morte nel villaggio di Agatha Christie”.
Tre libri che consiglierebbe ai nostri lettori …
“Uno dei miei libri preferiti è Chiedi perdono di Ann-Marie MacDonald, poi consiglierei di leggere le poesie di Patrizia Cavalli, una raccolta a scelta, e Fame di Knut Hamsun”.
di Francesca Monti
credit foto Eleonora Ferretti
Si ringrazia Francesca Procopio
