“Ho iniziato a suonare il sassofono quando avevo 10 anni, quindi è una lunga storia d’amore”. Venerdì 17 maggio per la prima volta il celebre sassofonista Jimmy Sax sarà in concerto al Palazzo dello Sport di Roma, accompagnato da The Symphonic Dance Orchestra, diretta dal Maestro Vincenzo Sorrentino, prodotto da Wonder Manage e organizzato e distribuito da Ventidieci.
Il suo sound energico ed inconfondibile accompagnerà il pubblico in un travolgente ed emozionante viaggio tra le sonorità funky ed elettroniche che da sempre caratterizzano il mondo sonoro cosmopolita di Jimmy. Una scaletta ricca non solo di hit mondiali, da “No man no cry” e “Time” fino all’ultimo singolo “A Million Miles” con Steve Edwards, ma anche di una serie di brani con cui il moderno, raffinato, ricercato e carismatico performer dimostrerà ancora una volta come il sassofono sia a tutti gli effetti un’estensione del suo stesso corpo. Il 24 settembre tornerà in Francia con il concerto (sold out) all’Olympia di Parigi a cui seguirà un tour.
Abbiamo incontrato Jimmy Sax in un hotel di Milano e ci ha parlato del concerto al Palazzo dello Sport di Roma ma anche del suo amore per l’Italia, del desiderio di collaborare con Lorenzo Jovanotti e delle emozioni vissute suonando davanti a Papa Francesco.
Jimmy, è uscito il suo nuovo singolo “A Million Miles” con Steve Edwards. Come nasce e come si è sviluppata questa collaborazione?
“È nata grazie al mio manager Tony Ciotola, che è amico di Steve. Ho sempre amato la voce di Edwards e le sue canzoni, in particolare “World, Hold On”, quando è uscita avevo 18-20 anni e ne sono rimasto affascinato. E’ un mito nella musica elettronica, così ho chiesto a Tony se fosse possibile collaborare con lui, abbiamo iniziato a parlarne, Steve ha accettato e si è creata una magia quando abbiamo registrato “A Million Miles””.
Venerdì 17 maggio per la prima volta porterà dal vivo il suo inconfondibile sound al Palazzo dello Sport di Roma. Ad accompagnarla sul palco ci sarà The Symphonic Dance Orchestra, diretta dal Maestro Vincenzo Sorrentino, cosa può anticiparci?
“Posso anticiparvi molte cose. Amo Roma, è la mia città preferita nel mondo. Non vedo l’ora di esibirmi lì. Stiamo lavorando a questo concerto da qualche mese, è stata una grande sfida per i produttori. Per me è più facile artisticamente, perché è la ventiseiesima o la ventisettesima data con l’orchestra, quindi con i miei musicisti c’è un clima famigliare, anche se abbiamo aggiunto nuovi elementi, ma fare questo concerto a Roma, al Palazzo dello Sport, con una grande produzione, è davvero qualcosa di speciale e meraviglioso”.

Come nasce la sua passione per il sassofono e cosa rappresenta per lei questo strumento?
“Ho iniziato a suonare il sassofono quando avevo 10 anni, quindi è una lunga storia d’amore. Dico spesso che sono sposato con questo strumento, che a volte mi piace, a volte non mi piace più, ci sono alti e bassi, ma sono un uomo abbastanza fedele, per cui rimarrà al mio fianco per tutta la vita. Il sassofono ti apre tante possibilità, non ci sono molti strumenti che suonano così bene con la musica elettronica e mi ha permesso di trovare la mia cifra artistica”.
E’ nato a Marsiglia ma è molto legato all’Italia, cosa ama di più del nostro Paese?
“In Italia mi sento un po’ come se fossi a casa. Si dice spesso che italiani e francesi siano cugini… inoltre tutta la mia squadra viene da Napoli, una città molto simile a Marsiglia per certi aspetti. Mi piacciono la cultura, la cucina, il clima, la storia dell’Italia”.
C’è un artista italiano con cui le piacerebbe collaborare?
“Sì, mi piacerebbe collaborare con Lorenzo Jovanotti. Mi piace quello che fa, è uno dei pochi musicisti italiani che ascolto davvero, ho alcuni suoi album sul cellulare che sento quando sono in vacanza. Quindi lancio un appello e speriamo che questo desiderio possa realizzarsi”.

Dopo il concerto a Roma quali sono i prossimi progetti?
“Molto presto uscirà il mio secondo disco, è praticamente pronto, stiamo ultimando i dettagli, poi ci sarà una grande tournée quest’estate con diverse date nei festival, ma ho anche questo format con The Symphonic Dance Orchestra che porteremo in Francia per la prima volta. E’ molto complicato spostarci, dato che sul palco siamo in tanti, ma per me è importante avere la squadra al completo”.
Si è esibito in tante città del mondo e tra queste anche a Marsiglia, allo Stadio Velodrome, in occasione della visita di Papa Francesco. Che emozione è stata?
“Lo Stadio Velodrome per un marsigliese è qualcosa di magico, è difficile da descrivere. È il tempio del calcio e a Marsiglia questo sport è una sorta di religione. È stata davvero un’occasione incredibile, straordinaria. Sono felice e molto orgoglioso. In precedenza avevo avuto l’opportunità di suonare due volte davanti a Papa Francesco e di incontrarlo a Roma essendo stato invitato al Concerto di Natale, quindi è stato divertente ricambiare l’invito (sorride). Era anche la prima volta che il Pontefice veniva in Francia. E’ stato bellissimo”.
di Francesca Monti
credit foto Sylvain Vincent
Si ringrazia Giulia Orsi – Parole e Dintorni
