Era tra i protagonisti più attesi dell’edizione 2024 (dal 6 al 9 giugno, alle Ciminiere di Catania), di Etnacomics, la creatura di Antonio Mannino, che quest’anno ha avuto la locandina firmata da Zerocalcare, dedicata al premio Nobel siciliano per la letteratura, Luigi Pirandello, con il fulgente manifesto variant di quest’anno, targato Ester Cardella che ha omaggiato la Donna velata, protagonista dell’opera del drammaturgo siculo “Così è (se vi pare)”.
Stiamo parlando di Rocco. E basterebbe il nome. Ma precisiamo: Rocco Siffredi, divo italico e mondiale dei film porno, ma non solo. Mito per tanti uomini e donne (basterebbe vedere le numerose presenze appassionate – pure parecchio! – di ogni età durante il momento delle foto con i fan) e, a suo modo, anche, paradossalmente esempio di uomo, che, nonostante il duro …lavoro svolto, vive un fortissimo legame con la famiglia e, soprattutto, con le figure femminili che lo hanno, umanamente e sentimentalmente, attorniato nel corso della sua vita.


La vita di Rocco Antonio Tano da Ortona (Abruzzo), secondo l’anagrafe, è stata protagonista di una serie Netflix (sette episodi, casa di produzione: The Apartment, Groenlandia con Small Forward), “Supersex”, che ha avuto differenti riscontri dal punto di vista della critica, ma che sicuramente ha creato tanta curiosità e ha anche evidenziato vari talenti cinematografici, tra cui Saul Sanni (Rocco a 19 anni), confermandone altri, come Linda Caridi ( Nastro d’argento 2024 come migliore attrice non protagonista, proprio per la serie). La regia della serie è stata affidata a Matteo Rovere, Francesco Carrozzini e Francesca Mazzoleni. Quest’ultima ha origini catanesi, un diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2015, la regia di vari videoclip, documentari (spicca il pluripremiato Punta sacra del 2021 e di lavori sperimentali. Sua è la direzione nella serie degli episodi 2 (La Carne) e 5 (L’isola). Colpisce subito la sua raffinatezza, disponibilità e l’occhio che osserva facendosi osservare.
Siffredi e la Mazzoleni – encomiati a fine incontro rispettivamente da Antonio Mannino con la targa Etnacomics e da Cateno Piazza con il premio Uzeta – ha risposto alle domande postegli da Salvo Di Paola, figura storica di Etnacomics e Fabiola Foti, giornalista che ha un grande legame con un evento che dal comic riesce a travalicare i confini delle arti unendole in un format molto completo.

Rocco ha subito voluto ringraziare Alessandro Borghi (Nastro D’argento Premi Speciali 2024 assieme ad Adriano Giannini, altro interprete della serie) protagonista, anche di scene molto spinte nella serie Netflix, e sua trasposizione scenica sul piccolo schermo. Il divo del prono, e non solo, ha poi aggiunto che la sceneggiatura di Francesca Mainieri è stata scritta anche salvaguardando parte della sua famiglia, senza però escluderla del tutto. Borghi per Siffredi è stato, nella sua libertà di fondo, l’attore che più lo motivava, per gli stessi “colori” e per l’affinità fisica. La Mazzoleni ha spiegato come i singoli episodi fossero, in realtà, tanti piccoli film. Quelli che l’avevano attratta erano il secondo e il quinto. C’era un potenziale cinematografico enorme, perché occorreva ricostruire Parigi negli anni 80 e la Mazzoleni si confrontava costantemente con Rocco, che ha, quasi casualmente, fatto un cameo, proprio in un episodio diretto dalla director catanese.
Siffredi rappresentava per lei un punto di riferimento reale, quasi una figura ingombrante. Anche perché si tratta di una personalità complessa, che è la somma dei rapporti delle donne importanti della sua vita. E questo viene espresso nel corso della serie, trovando in Rosa, la moglie, il riferimento più importante, assieme alla madre. Quest’anno l’artista abruzzese ha festeggiato 30 anni di matrimonio! L’importanza della famiglia è un concetto su cui Rocco ha battuto parecchio durante l’evento.
Tornando alla serie, Mazzoleni e Siffredi hanno sottolineato l’importanza del casting e della colonna sonora, sintonica alla sceneggiatura della Manieri e che va da Umberto Tozzi fino a Nino Ferrer e agli Ultravox. La Mazzoleni ha inoltre evidenziato la libertà che le è stata offerta dalla produzione, tanto da avere potuto lavorare parecchio sulla scelta del giovane Rocco, interpretato, come accennato, da Saul Sanni.

Siffredi, parlando dell’amore per la sua compagna di vita, ha affermato che davanti alla telecamera si accende con tutti i desideri, mentre, finita la ripresa, richiude il lucchetto del cuore, che appartiene solo a sua moglie. La sessualità, per lui, è cosa diversa. Come gli hanno insegnato i suoi primi anni sul set con le attrici americane, folli e molto dentro al ruolo di pornostar, umorali ma sempre pronte ai doveri del set: un giorno totalmente legate alle dinamiche dei film interpretate, il giorno disperate perché non hanno un compagno e dei figli, e il giorno successivo ancora ancora più “cariche” sul set.
Siffredi ha posto inoltre l’attenzione su quella che è stata l’evoluzione della pornografia negli anni ‘90 che ha sdoganato, a suo parere, un po’ il ruolo della donna, facendole vivere anche la propria sessualità. Rocco ha ricordato che, nei primi film anni ‘80, la donna non poteva neanche avere un’espressione di piacere. Attualmente la donna ha avuto una rivalsa, da questo punto di vista. Quest’ evoluzione non è stata ancora ben colta dagli uomini del tempo. E dovrebbero essere le famiglie, secondo Siffredi, a spiegare questo cambiamento ai figli e non soggetti esterni, perché quello che era uno scandalo quarant’anni fa, quando Rocco ha intrapreso la sua carriera, ora può essere esposto senza clamore. Anche perché, ha asserito il porno attore, “ogni essere deve avere il piacere, ma ognuno di noi è diverso”.
La pornostar italiana più rappresentativa per Rocco, attualmente è Valentina Nappi, perché è la più autentica. Parlando del passato: la mitica Moana Pozzi? Per l’attore ortonese Moana è stata una donna di classe, bellissima, fantastica ma, non era una porno star vera, in quanto, pur avendo fatto questo lavoro da grande professionista, viveva tutto in modo molto diverso, sapendo che la pornografia non era il suo mondo, per la sua sensibilità e classe, che l’hanno resa irripetibile.
Rocco ha aggiunto che il mondo del porno è molto duro e non bisogna aspirare a diventare attore solo per fama o soldi, ma con una vera e propria vocazione.
Rievocando una figura, presente nella serie, e molto nota nel prono delle decadi passate, ossia Riccardo Sticchi, Siffredi ha enfatizzato la stima nei suoi riguardi e al contempo una diversa visione complessiva del mondo del porno. Per Rocco è stato lui a creare i personaggi pornografici di Moana, la Baby Bozzi, la sorella di Moana, Ramba e tante altre note a partire dagli anni ’80. Ma Schicchi era, fuori dal set, molto geloso delle sue artiste, al contrario di Siffredi. A prevalere, comunque, per l’attore è sempre il fatto che l’esser animalesco a letto, non debba prescindere dall’amore per la donna che si ama, che è la vera e unica regina di ogni uomo.
di Gianmaria Tesei
