Con “Sapori di Eros: cibo e desiderio si intrecciano nei fumetti di Mirka Andolfo”, Etnacomics, giorno 7 giugno, nell’area Taboocom, curata dalla giornalista Fabiola Foti, ha affrontato, il tema della sensualità, legato al cibo.
Protagonista dell’evento è stata la fumettista, illustratrice e colorista Mirka Andolfo che, intervistata brillantemente dalla giornalista Liliana Rosano, ha raccontato con generosità di particolari, la sua storia umana e professionale.

Mirka Andolfo si contraddistingue per una carriera che l’ha portata dalla sua Napoli e dalla passione per Topolino e per i manga, a divenire un’importante firma del comic, sia in ambito nazionale che internazionale. Tra i suoi successi, ottenuti anche e soprattutto nel contesto americano, collaborando con Marvel, Dc Comics e Disney, troviamo Sacro/Profano, ControNatura, Mercy e, proprio, Sweet Paprika, Edizioni Star Comics S.r.l., che si trova in commercio anche con tavole più sensualmente esplicite, rivolte ad un pubblico adulto, con il titolo di Hot Paprika.

Al centro di questo suo prodotto artistico, con uno stile cartoon, ispirato anche dai manga e dagli anime giapponesi, c’è il personaggio che dona il nome alla fortunata opera della creativa napoletana, il cui progetto è datato 2021. Paprika è una ragazza di origini italiane che risiede a New York, in una città della mela abitata da angeli e diavoli che vivono esattamente come gli altri esseri umani. È una giovane diavoletta in carriera e di successo concentrata in modo quasi ossessivo sul suo lavoro, tanto dal non disporre più di tempo per sé e per le altre persone. L’ingresso rocambolesco nel suo percorso umano di Dill, un angelo, un ragazzo candido e attraente, dal fare quasi serafico, porterà uno sconvolgimento, nel suo mondo, che è estremamente differente da quello del ragazzo. Paprika avrà in questo modo la possibilità di rinegoziare con sé stessa la sua scala valoriale e il suo stile di vita, capendo cosa davvero vuole. Sicuramente la diversità di caratteri e di atteggiamenti nei confronti della vita conduce a divertenti malintesi, gag e momenti dolci e al tempo stesso piccanti.

Il cibo, per quanto riguarda la trama di Sweet Paprika. assume un ruolo fondamentale. La protagonista, infatti, comincia a lasciarsi andare, a sradicare le sovrastrutture esterne e a divenire sé stessa, non soltanto quando riesce ad avere un rapporto più libero dal punto di vista erotico con Dill, ma anche proprio attraverso il cibo che rappresenta una via per lei per trovare la sua vera dimensione umana e non essere più inquadrata e soggetta alle regole impostale dal di fuori, in modo particolare da quelle relative al giudizio del padre. Il cibo rappresenta una sorta di asse centrale, così come l’eros, del fumetto e diventa un mezzo attraverso cui Paprika percorre il cammino verso la propria personalità. Quindi il cambiamento, il cibo e l’eros si intrecciano per determinare l’emancipazione della protagonista del fumetto.
Andolfo ha spiegato come i suoi lavori siano, inconsapevolmente, tutti influenzati dal suo carattere e strizzino l’occhio al vissuto personale, pur non essendo autobiografici. Ogni autore, a suo parere, pur volendo mantenersi distante da quello che genera lo vena, comunque, anche e soprattutto se vuole regalare un messaggio da condividere con il pubblico. Nel caso di Sweet Paprika, Andolfo ha veicolato come messaggio centrale il trovare sé stessi. Approdo complesso, in questa storia, sia per gli angeli e i diavoli, come il padre della stessa protagonista. Differente dagli stereotipi classici del diavolo, questi è bigottissimo e presente nella vita della figlia con il suo costante giudizio che le impedisce di vivere e di essere sé stessa. Anche la sua forte passionalità e sessualità è repressa dalla presenza del pensiero poco aperto del padre e il suo erotismo si libera solo superando tutto questo. In questo la figura di Dill è determinante, pur essendo meno centrale della sua nella narrazione. Dill appare dolce, affettuoso, ma è anch’egli intrappolato in uno stereotipo che esternamente lo mostra quasi come fosse un po’ “macho”. In realtà questa apparenza si rivela essere un velo che copre la sua super timidezza. Dill usa il sesso per approcciarsi agli altri ma , nel relazionarsi con gli altri, è sempre condizionato dai problemi con i genitori. Globalmente, come ha sottolineato l’illustratrice campana, sono tutti un po’ “incasinati”, ma quando Dill riesce a superare le sue problematiche, con la sua dolcezza di fondo, riesce ad aiutare Paprika, diffidente verso tutti, ad aprirsi. Il padre di Dill, anche lui attanagliato da una serie di problemi, compie atti orribili pur di tenere il figlio legato a sé, ma non riesce nel suo intento di mantener questo rapporto iperprotettivo e tossico. In tal modo la liberazione di Dill diventa parte del percorso di quella di Paprika, che, in un certo senso vive una situazione simile a quella del giovane ragazzo e che, da donna molto “tosta”, comprende che è arrivato per lei il momento di sottrarsi al peso della figura paterna.

Andolfo ha spiegato inoltre la genesi della sua vocazione all’illustrazione e al fumetto, affermando come i suoi genitori siano stati di grande ispirazione, poiché il padre è un grande lettore di fumetti americani, Tex Willer in particolare, e la madre una pittrice. L’incrocio di questi due fattori ha portato, anche grazie alla lettura, sin dall’infanzia, di fumetti come Topolino a far esplodere la sua propensione al fumetto.
Per Andolfo l’arte del fumetto potrebbe essere considerata come un ibrido tra la narrazione di un film e di un libro, unendo l’elemento visivo e la scrittura in un processo in cui l’artista inserisce in modo particolare una parte unica di sé stesso. Un processo in cui l’artista sperimenta sé stesso, nel senso che si misura con varie realtà cercando un suo stile, che può anche variare nel tempo. Andolfo, che per tanti anni ha fatto anche la colorista, ha sicuramente una voce manga molto importante ma è cresciuta riuscendo, con la sua arte, a venire compresa e apprezzata dal mercato americano, fortemente differente da quello europeo. Anche se, come ha evidenziato la stessa creativa italiana, si sta assistendo ad un fenomeno di globalizzazione del comic, con il mercato americano che accetta, oggi, più facilmente l’ibridazione tra lo stile più realistico statunitense e quello giapponese, cosa impensabile solo qualche anno addietro. Fondamentale per l’Andolfo è comunque mantenere un’identità personale che rappresenti la firma del proprio lavoro, pur in un progetto globale di crescita. Esemplare, da questo punto di vista è ControNatura, opera di Andolfo, che costituisce forse il primo fumetto tradotto in lingua inglese, che ha un approccio americano e, al contempo, stili, potremmo dire, latini.
La Andolfo ha anche parlato del suo progetto più recente, ossia Blasfemus, che uscirà ad ottobre in Italia (è già edito in USA). Si tratta di una commedia horror. Il cibo c’è ma non è dominante come in sweet Paprika. La trama evidenzia il trattamento riservato ai cosiddetti “Vip” che vengono trattati generalmente come esseri venerabili o dannati e che mostrano, in qualche caso, lati positivi celandone altri negativi e viceversa. La protagonista è Clelia, una pop star adorata come fosse una santa, pur essendo in realtà tutt’altro che una figura beata!
Gli elementi caratterizzanti delle narrazioni di Andolfo sono l’umanità complessa, che anima le figure di Paprika e Clelia e gli altri personaggi rappresentati dall’artista campana, e la grande forza delle figure femminili che convivono e superano le loro fragilità. Fragilità che segnano le figure dei Vip.
Andolfo ha poi affermato come il trend dei fumetti sia in crescita, paradossalmente grazie ad internet, che crea interesse costante su alcuni fenomeni del fumetto, e al periodo pandemico, che ha costretto parecchie persone a scoprire anche mondi differenti o ad accrescere le proprie conoscenze, anche in ambito comic. A detta di Andolfo, la stessa diffusione di fumetti online non è ostativa alle vendite del cartaceo, anzi può agire da volano della curiosità del fruitore. Diverso è invece l’impatto dell’intelligenza artificiale, che riesce a realizzare in pochissimi istanti prodotti che sembrerebbero fatti da artisti di talento, ma che in realtà mancano di quella scintilla di arte pura che è data proprio dalla componente umana, con il rischio di generare un complessivo appiattimento creativo. Ciò spingerebbe i lettori a non esplorare nuove dimensioni di conoscenza ma ad accettare quelle inculcate dal sistema o, peggio, a cercare, proprio con l’intelligenza artificiale, di creare, quasi autonomamente, prodotti troppo conformati ai propri gusti, privandosi della possibilità di crescita data con il confronto con il diverso da sé.
Tra i progetti che la fumettista, appassionata di horror, vorrebbe sviluppare, ci sarebbe uno, ancora da definire, con al centro i vampiri, sull’esempio di Anne Wright, compiendo un ulteriore passo che l’ha condotta dall’esperienza di colorista di alcune copertine delle prime tre della serie a fumetti di Don Camillo alla rappresentazione dell’eros e del cibo, diventando artista di fama internazionale.
di Gianmaria Tesei
