A Play Books la carta ispiratrice è “Senza nome”

Per i Tarocchi, l’arcano “Senza Nome”, rappresentato come uno scheletro armato di falce che è la Morte, è in realtà la carta che invita al cambiamento, alla rinascita, alla trasformazione. A questa figura è dedicata la prossima puntata di “Play Books”, la produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali dedicata agli amanti della lettura, disponibile da giovedì 13 giugno su RaiPlay. Con l’introduzione della scrittrice e filosofa Ilaria Gaspari, il programma propone una sorta di “memento mori”, che spazia tra letteratura, cinema, fumetti, poesia, teatro e musica. Si comincia con Marco Taddei e Michele Rocchetti, rispettivamente scrittore e illustratore di “Funerali preparati”, un ironico compendio di filosofia della sepoltura, una sorta di “Spoon River” fantasioso e irriverente. Cosa accade all’essere umano quando viene meno la certezza della propria morte? E cosa resta dell’atto del ricordare se non perdiamo più nessuno? Se lo sono chiesto Moritz Riesewieck e Hans Bloch, autori di “La fine della morte. Vita eterna nell’era dell’intelligenza artificiale”, una riflessione sull’ immortalità digitale e sull’antico sogno dell’uomo di sfuggire alla morte. E’ invece una storia di perdita e di iniziazione alla vita, quella di “Cenere in bocca” di Brenda Navarro, una delle autrici più importanti della letteratura latino-americana contemporanea, mentre Matteo Rubboli, ne “L’ultima ora” rilegge la storia dell’uomo attraverso la pena di morte, dai suoi albori a oggi. Pochi sanno che il romanzo “Mary Poppins” è tutt’altro che rassicurante, e che la famosa bambinaia magica è stata creata per aiutare l’autrice a superare il dolore per la morte del padre: ci voleva Claudio Morici a restituire il giusto rispetto per Pamela Travers, una scrittrice dalla vita ricca e complessa, troppo spesso tradita dal cinema. Una riflessione sulla caducità dell’esistenza è proposta anche da Zuzu con il fumetto di AkaB “Pop! Vite ascensionali” dove i protagonisti sono un gruppo di palloncini rossi e le loro (brevissime) vite. “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”: questo elogio del cambiamento apparente è la frase più famosa de “Il Gattopardo”, celebre romanzo di Tomasi di Lampedusa, portato al cinema da Luchino Visconti nel 1963 e rivisto per “Play Books”da Matteo Vitelli: Il racconto della  decadenza della classe sociale dei nobili. La cantautrice Giulia Anania si cimenta con un classico di Renato Zero, “I migliori anni della nostra vita”, una canzone che celebra il momento presente e gli istanti più preziosi dell’esistenza. Nello spazio realizzato in collaborazione con il Premio Strega Poesia, Laura Pugno propone una poesia sul mutamento interiore tratta dalla raccolta “La grande nevicata” di Federico Italiano. Dalla poesia al teatro con Gioia Salvatori, che propone “L’ultimo nastro di Krapp” di Samuel Beckett, un’opera dolorosa sul contrasto tra le speranze giovanili e la realtà della vecchiaia. Nello spin off “Extra Books” della settimana, ospite di Vittorio Castelnuovo è Silvia Cinelli, che nel libro “L’elisir dei sogni. La saga dei Campari” parla di una vicenda storica e dimostra come, pure attraverso la storia del costume, si possa ripercorrere anche la grande storia Italiana. “Play Books”, produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, è disponibile al link:https://www.raiplay.it/programmi/playbooks

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