Si chiude con gara quattro all’Unipol Forum di Assago, il discorso scudetto a favore delle “scarpette rosse” dell’ Armani Milano che si impongono per la terza volta sui bianconeri della Virtus Bologna con il punteggio di 85-73, conquistando il trentunesimo titolo di Campioni d’Italia della loro storia.
Dopo la sfida equilibratissima di gara 3, vinta sul filo di lana dagli uomini di Messina (81-78) con accese polemiche per l’ultima e decisiva rimessa laterale concessa ai padroni di casa, tifosi ed addetti ai lavori si attendevano un’altra partita ad alta tensione. Invece la compagine milanese ha giocato la sua miglior partita dei playoff, dominando gli avversari con una difesa imperforabile ed una elevata percentuale in attacco.
Eroe della serata sicuramente lo spagnolo Nikola Mirotic che ha trascinato l’Armani con una prestazione straordinaria sia dall’arco che sotto canestro.
Milano parte subito forte con un vantaggio di otto punti, ma la Virtus reagisce sapendo di non avere un domani e con il sostegno offensivo di Isaia Cordinier ribalta la situazione sul 17-21; Il finale di primo quarto è però ancora favorevole ai padroni di casa con una tripla di Flaccadori che vale il 23-22 con cui si chiude la frazione.
Nel secondo parziale l’incontro resta in equilibrio fino al 26 pari, poi Melli e Mirotic alzano il ritmo offensivo e con un parziale di 13-4 portano l’Olimpia al massimo vantaggio (39-30).
I felsinei vengono bloccati dalla difesa locale e faticano a trovare soluzioni dalla distanza.
Si arriva all’intervallo lungo con il punteggio di 46-36 per i lombardi e con la squadra emiliana alle corde a causa di un 18% dalla distanza che esprime a pieno le difficoltà realizzative della formazione di coach Banchi.
La ripresa inizia con il solito tiro da tre di Mirotic e sul 54-46 Shengelia commette un ingenuo quarto fallo e Bellinelli torna in campo con ancora zero punti a referto.
Milano gestisce ma spreca qualche azione offensiva; per sua fortuna in difesa la “scatola” studiata da Ettore Messina continua a bloccare le penetrazioni dei felsinei.
Shavon Shields realizza da tre punti per il 59-40 e si ripete nel finale siglando il 66-50 con cui si chiude il terzo quarto.
Gli ultimi dieci minuti vedono l’Olimpia gestire con autorità e tranquillità le ultime folate offensive dei bolognesi.
Shields e Hall giocano con il tempo, cercando le soluzioni più agevoli, ma la Virtus resta attiva grazie a Polonara.
Milano sbaglia i primi liberi dell’incontro, ma la sua difesa a zona resta implacabile.
La Virtus avrebbe la palla del -9 ma dall’arco continuano gli errori (3 su 13) e il recupero di Tonut fa tirare un sospiro di sollievo a tutto il Forum. Bologna recupera un paio di palloni grazie ad un pressing a tutto campo, ma Polonara fallisce ancora una volta il tiro del -8;
Anche i campioni di Milano sentono la pressione; Shields sbaglia un facile passaggio ma Bologna forza troppo, con tiri imprecisi e scelte sbagliate in attacco.
A sei minuti dalla sirena il tabellone recita 69-57 per l’Olimpia dopo un libero di Mirotic.
Gabriel Lundberg inventa una azione da 2+1 ma proprio nel momento più delicato è sempre Nikola Mirotic a riportare i padroni di casa sul 72-60
Luca Banchi chiama il secondo time-out per chiedere un ultimo sforzo al suo quintetto, mentre Messina recita calma e concentrazione per gestire al meglio gli ultimi minuti della stagione.
Il cronometro gioca a favore dell’Olimpia e Devon Hall prima intercetta il pallone in difesa e poi realizza il +14 con una penetrazione e cambio di mano in volo.
La Segafredo è in bonus e prova disperatamente il fallo sistematico per recuperare palloni. Il problema è l’elevata percentuale realizzativa dei milanesi anche dalla lunetta che consente a Melli e compagni di mantenere un margine di sicurezza.
Cordinier e Polonara sono gli ultimi ad arrendersi con schiacciata e tripla che riavvicinano la Virtus a meno 9 quando mancano ancora 2 minuti e 26 secondi al termine. Polonara rischia ancora ma la tripla non entra e Mirotic conquista il rimbalzo scudetto nella successiva azione offensiva dei biancorossi.
Bologna pressa con cinque giocatori nell’area di Milano e Cordinier segna il 73-80 costringendo le “scarpette rosse” ad un finale al cardiopalma.
La partita si chiude virtualmente sul tiro da tre del georgiano Shengelia che si ferma sul ferro. Flaccadori con un terzo tempo segna l’ultimo canestro della stagione per il risultato finale di 85-73 che regala il terzo scudetto consecutivo all’Olimpia (come ai tempi del mitico Dan Peterson)
Ai microfoni di DAZN, il top score della serata, Nikola Mirotic, esterna la sua felicità: “Sono davvero soddisfatto per questa vittoria e per questo titolo conquistato con il miglior allenatore che potevo desiderare. Vincere questo scudetto, nella mia prima stagione milanese è davvero bellissimo e lo dedico alla mia famiglia che mi è stata accanto in questi mesi”.
Capitan Melli racconta la stagione: “Sono stati mesi difficili, abbiamo perso supercoppa e Coppa Italia e non abbiamo ottenuto i risultati sperati in Eurolega, ma nei playoff e nella finale scudetto abbiamo dato il meglio di noi e siamo fieri di aver regalato una enorme e storica soddisfazione ai nostri tifosi.
E’ un titolo che dedichiamo alla memoria del dottore Ezio Giani, il medico della società che è recentemente mancato, ma il cui ricordo è sempre presente nei nostri cuori”.
di Fulvio Saracco
credit foto twitter Olimpia Milano
