Intervista con Licia Colò: “Stiamo divorando letteralmente il pianeta e dobbiamo renderci conto che le risorse non sono infinite”

“Non ho mai avuto la passione per il viaggio in sè ma ho sempre amato occuparmi di ambiente, natura e animali”. Licia Colò, tra le conduttrici più amate dal pubblico, conduce “Eden – Un pianeta da salvare”, in onda il venerdì alle 21:15 su La7 portandoci ogni settimana alla scoperta, in Italia e all’estero, di meravigliosi paesaggi naturali e luoghi dal grande valore storico e artistico, con servizi esclusivi, immagini emozionanti da luoghi ancora remoti, interviste a esperti e con gli immancabili interventi di Mr Nat.

In questa nuova chiacchierata, con la consueta disponibilità, Licia Colò ci ha parlato delle novità di questa edizione del programma, della collaborazione alla stesura dei libri di testo per le scuole secondarie di primo grado editi da Treccani Giunti TVP, regalandoci anche un suo ricordo di Maurizio Costanzo.

Licia, su La7 il venerdì sera è in onda la nuova edizione di “Eden – Un pianeta da salvare”. Quali sono le novità?

“In questa edizione i miei reportage sono concentrati su Italia ed Europa ma il mondo sarà sempre protagonista con i viaggi di Alessandro Antonino che si spingerà in Paesi più lontani. Quest’anno ho anche uno studio, infatti “Eden” si è arricchito di una casa che è utile per parlare di argomenti che esulano dai singoli reportage, ad esempio l’intelligenza artificiale, il nucleare, e avere degli ospiti legati all’attualità. Per questo ci siamo un po’ divisi i ruoli”.

Quante ore di lavoro ci sono dietro alla realizzazione delle puntate del programma?

“Per realizzare il nostro programma impieghiamo un anno, sono 12 puntate con 4 reportage ciascuna in tutto il mondo e quindi richiede mesi di lavorazione. Purtroppo, mi permetto di dire, trattiamo sempre gli stessi temi perchè la situazione globale non cambia. Se ciò avvenisse potremmo evitare ad esempio di parlare di drammi legati all’ambiente o di scienza utile per migliorare il futuro. Invece è il nostro must che continua ad essere presente, paradossalmente ogni anno di più”.

Sul tema ambientale e sull’importanza di agire il prima possibile per salvare il pianeta si è espresso più volte anche Papa Francesco, che ha pubblicato l’Enciclica sull’ecologia “Laudato Sì”, ma nemmeno la voce di grandi personalità sembra bastare per scuotere le coscienze…

“Non basta ma è giusto ed importante che vengano affrontate certe tematiche. Se noi pensiamo che una singola azione non possa servire è una battaglia già persa in partenza. Penso che sia fondamentale seguire la propria strada, se uno pensa che una cosa è sbagliata deve portare avanti la propria idea. Poi se perderemo la battaglia, e sarà una tragedia per il mondo intero, noi non saremo stati complici”.

Ha collaborato alla stesura dei libri di testo per le scuole secondarie di primo grado, tre volumi dal titolo “Eden”, che esperienza è stata e quanto è importante partire dalle scuole per formare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente?

“E’ stata un’esperienza che mi ha riempito di orgoglio perchè ho sempre pensato che la forza di un Paese si veda dalla sua scuola e da quanto investa nell’istruzione. I più grandi imperatori illuminati lo avevano capito già nel 1700, come Maria Teresa d’Austria che aveva istituito la scuola pubblica obbligatoria dai 6 ai 12 anni. Purtroppo cambiare la mentalità a persone di sessanta anni non è facilissimo perchè a volte sono convinte delle proprie idee o sono demotivate, invece i giovani devono essere consapevoli che è necessario fare delle scelte per migliorare l’ambiente. Scelte che comportano dei sacrifici, in quanto si scontenta sempre qualcuno. Del resto anche quando c’erano i gladiatori nell’arena e hanno smesso di fare gli spettacoli credo che il pubblico non sia stato felice, visto che era il massimo intrattenimento nell’epoca romana. Nella situazione in cui siamo stiamo divorando letteralmente il pianeta e dobbiamo renderci conto che le risorse non sono infinite”.

Com’è nata la sua passione per i viaggi e per la natura?

“In realtà non ho mai avuto la passione per il viaggio in sè ma mi piaceva occuparmi di ambiente, natura e animali. Ero la classica ragazzina iscritta al WWF, alla Lipu, alla Lav, ero un’attivista in questo senso, poi con il mio lavoro nel 1989 ho proposto a Mediaset “L’arca di Noè” ed era il primo programma della televisione che si occupava dell’interazione tra il mondo degli uomini e quello degli animali. In quegli anni c’era soltanto Piero Angela che è stato un grande maestro e che parlava di scienza, si avvaleva dei documentari più belli di National Geographic o di altri grandi documentaristi. Io invece volevo realizzare dei reportage facendo un lavoro giornalistico, incentrati sulla situazione che si trovava in diverse parti del mondo inerente il rapporto tra uomini, animali e ambiente. Il viaggio è poi stato una conseguenza, ed è cultura, conoscenza, arricchisce la vita”.

C’è un viaggio che le è rimasto particolarmente nel cuore?

“Per come approccio io il viaggio quello che ti emoziona di più non è necessariamente il posto più bello. In questo momento della vita ricordo con più passione l’ultimo che ho fatto nel Serengeti con mia figlia Liala tra la fine di dicembre e i primi di gennaio. E’ stato un viaggio di condivisione e anche molto profondo perchè ho visto come ormai i parchi nazionali, per quanto spettacolari ed enormi, siano dei piccoli fazzoletti di terra trasformati in una sorta di zoo-safari e per chi nella vita si è occupato sempre di queste tematiche è un po’ triste”.

Vedendo alcuni video pubblicati sui social l’amore per la natura e per l’ambiente è condiviso anche da sua figlia…

“Non gliel’ho insegnato io perchè credo che l’insegnamento migliore sia lasciare i figli liberi di scegliere. Devo dire che le scelte che sta facendo fino ad ora mi rendono felice, ma non posso garantire per lei perchè ormai è grande (sorride)”.

All’inizio della sua carriera ha affiancato Maurizio Costanzo alla conduzione di “Buona Domenica”. Le va di regalarci un suo ricordo?

“Maurizio Costanzo è la persona che mi ha insegnato di più nella vita, professionalmente parlando. Lavorare con lui è stato molto istruttivo. A volte, nel mondo in generale non solo in quello dello spettacolo, tutti sono gelosi delle proprie conoscenze e si guardano bene dall’aiutarti perchè magari potresti dar fastidio. Maurizio invece era generoso, dedicava il proprio tempo ad insegnarti delle cose importanti. Da lui ho imparato ad esempio ad ascoltare l’interlocutore, può sembrare una banalità ma non lo è, nel lavoro e nella vita. Credo infatti che oggi la mancanza d’ascolto sia una delle tragedie più grandi, dato che non siamo più disposti ad ascoltare gli altri”.

Nel corso della sua carriera lei è rimasta sempre se stessa. In una società come quella odierna in cui in generale si tende all’apparenza e all’omologazione quanto è importante seguire le proprie attitudini e preservare la propria personalità?

“Penso che sia importantissimo, anzi ne sono convinta. Oggi è più facile rispetto a ieri, sembra strano ma le regole di un tempo nello spettacolo erano più ferree. Dovevi ad esempio avere una bella presenza, un certo atteggiamento, vestirti in un determinato modo e fare pubbliche relazioni. Io ho avuto molta fortuna, magari avevo una bella presenza ma non facevo pubbliche relazioni, non mi vestivo seguendo la moda e tentavo di prepararmi molto, ma sono andata a giocare in un campo dove non c’erano giocatori. Oggi è più facile essere se stessi ma c’è meno coraggio di esserlo. Anche nelle pubblicità non si cerca la bella presenza a tutti i costi, si tenta di far passare il messaggio che ognuno debba essere se stesso ma ho la sensazione che sia solo un’apparenza nel senso che soprattutto noi donne spesso non abbiamo il coraggio di accettarci ma vogliamo mostrarci sempre in un certo modo per piacere a qualcuno. A me questo non interessava né quando avevo venti anni né oggi, ciò non significa che non vorrei essere più giovane, elegante, bella, ma siccome non lo sono… pazienza”.

di Francesca Monti

Si ringraziano Silvio Ghidini e Luca Alberti

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