“In questo progetto ho messo anima e cuore, scrivendo in maniera molto istintiva e diretta”. Si intitola “Zafferano” il primo EP di Matteo Ghione, prodotto da Groove It Records e realizzato con il contributo di NuovoImaie.
Il talentuoso cantante, chitarrista e percussionista, nato a Rio de Janeiro e cresciuto a Genova, nei cinque brani che compongono il disco affronta tematiche diverse, dalla voglia di partire con qualcuno per fuggire dalla città in “Antistaminico” ad una storia d’amore a distanza in “Berlino”, da una riflessione sulle criticità della società contemporanea nella titletrack “Zafferano”, passando per il racconto di una relazione tossica in “Trattopen”, per concludere con “Kerosene” in cui si parla di quel limbo tra passione, desiderio e incertezza in cui ci si trova quando si vorrebbe di più da una storia ma non si ricevono risposte e conferme.

Matteo, è uscito il tuo primo Ep “Zafferano”, ci racconti come hai lavorato a questo progetto?
“Zafferano è un collage di immagini, pensieri, racconti e storie personali. Ho lavorato con Luca Bossi e Nick Lamberti alla produzione, mentre i testi e la musica sono interamente miei. Ci ho messo anima e cuore, scrivendo in maniera molto istintiva e diretta”.
“Zafferano” è una riflessione sulla società odierna, dove tutto sembra essere superficiale e dove le azioni sono spesso volte al mero interesse personale o ad avere visibilità sui social…
“Zafferano è un brano “sfogo” in cui faccio una critica dal tratto ironico a questo mondo che vive principalmente d’immagine. Un mondo dove la musica non si ascolta più, ma “si guarda”, dove si cerca di dare l’impressione di essere persone felici attraverso un post, ma in realtà mai come ora anche i più giovani sono soggetti all’uso di psicofarmaci e droghe pesanti. Qualcuno la chiama “generazione disagio”. La tecnologia non è un male, anzi, sono il primo ad utilizzarla per lavoro, ma se non siamo attenti rischiamo di finire in una “IDIO-CRAZIA” senza ritorno”.
Nel brano “Zafferano” canti “aveva ragione mio nonno, la storia si ripete sempre”, qual è l’insegnamento più importante che ti ha trasmesso tuo nonno?
“Mio nonno mi ha trasmesso l’amore per il lavoro, l’impegno, la dedizione e il sacrificio. L’amore per la libertà e l’indipendenza. A piegare la schiena e a non lamentarmi, nonostante le origini liguri (scherzo ovviamente)”.

Nel disco affronti anche il tema dell’amore nelle sue sfumature, anche quelle più negative; infatti, in “Trattopen” si parla di una relazione tossica…
“Ho vissuto un anno e mezzo con una ragazza che aveva problemi di dipendenza da alcol e droghe. Il senso di impotenza mi ha consumato, facendomi soffrire per non poterla aiutare. A volte, l’unica soluzione è accettare che una soluzione non c’è. Ho ripreso in mano la mia vita, uscendo più forte di prima, ma è stata davvero dura”.
Dal 2016 fai parte della band che accompagna il comico e presentatore Andrea Pucci e ha poi registrato 8 puntate del “BIG SHOW”, mentre con il “Sherrita Duran Gospel Choir” hai preso parte nel 2023 alla tournée mondiale di Zucchero “Sugar” Fornaciari…
“Lavorare con artisti di questo calibro aumenta la consapevolezza e la fiducia in se stessi. Non ho studiato, ma ho sempre lavorato con artisti più forti di me ed è così che ho imparato tutto quello che so”.
Il videoclip di “Zafferano” è firmato da Andrea Basile che ha realizzato altri tuoi video, tra cui “Samurai”, girato all’interno del Carcere di Bollate con la partecipazione straordinaria dei detenuti e della polizia penitenziaria. Cosa ti ha regalato a livello umano questa esperienza?
“Non ci sono parole per descrivere questa esperienza. Forse la più intensa della mia vita. Ho scelto di non sapere il motivo per cui i detenuti con cui ho interagito fossero incarcerati per non avere condizionamenti psicologici. Mi hanno accolto con grande affetto ed educazione. Vederli vivere una seconda opportunità mi ha dato un senso di grande gioia. Un ragazzo mi ha ringraziato dicendomi “grazie per farci esistere ancora”. Loro non hanno social o telefonini, quindi in questo mondo sono completamente tagliati fuori. Bollate è un grande esempio di quello che significa realmente “carcere“ e “percorso rieducativo”. È stata un’esperienza illuminante per cui sarò sempre grato”.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
“Tanta musica. Sarò ancora in tour con Pucci. Poi registrerò i videoclip degli altri brani e proseguirò la mia carriera di musicista e imprenditore”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Federica Capra – Parole e Dintorni
