“The Well è un film che ha uno sviluppo verticale, con due storie che si intrecciano e che poi si riuniscono in alcuni punti e devo dire che questo conferisce una grande quantità di colpi di scena e di intrecci inaspettati perchè c’è la possibilità di rendere la storia ancora più intrigante e inquietante”. Esce nei cinema il 1° agosto 2024, distribuito da Iperuranio Film in collaborazione con CG Entertainment, The Well, il nuovo terrificante horror firmato da Federico Zampaglione.
La pellicola è già stata venduta in 104 Paesi nel mondo, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Giappone, dove uscirà in sala, record per un film di genere italiano.
The Well, interpretato da Lauren LaVera, Claudia Gerini, Lorenzo Renzi, Linda Zampaglione, Jonathan Dylan King, Taylor Zaudtke, Gianluigi Calvani, Yassine Fadel e Courage Oviawe, vede anche Giovanni Lombardo Radice nel suo ultimo ruolo in un film, girato prima della sua scomparsa.
Il film vede protagonista Lisa Gray (Lauren LaVera), restauratrice d’arte statunitense alla prima, importante missione, chiamata in un piccolo villaggio italiano per riportare all’antico splendore un dipinto medievale rovinato da un incendio. Non sa che sta mettendo la propria vita in pericolo, a causa di una antica maledizione che genera creature maligne, sangue e atroci sofferenze.

Federico, il 1° agosto arriva nei cinema “The Well” il suo nuovo film, un feroce horror in cui si intersecano due storie, quella di Lisa Gray, restauratrice d’arte statunitense chiamata in un piccolo villaggio italiano per riportare all’antico splendore un dipinto medievale e un mondo sommerso che vive nascosto nei sotterranei. Com’è nata l’idea di questo film?
“The Well è un film che ha uno sviluppo verticale, con due storie che si intrecciano e che poi si riuniscono in alcuni punti e devo dire che questo conferisce una grande quantità di colpi di scena e di intrecci inaspettati perchè c’è la possibilità di rendere la storia ancora più intrigante e inquietante. C’è una parte in cui il mondo è più legato al gotico, un antico casale nobiliare, il quadro da restaurare, una duchessa che ha commissionato questo lavoro e una giovane restauratrice che ci sta lavorando e che arrivando in questo paesino italiano conosce dei ragazzi, dei biologi che sono in viaggio e che a un certo punto vivranno un’esperienza particolarmente cupa e orrorifica. Le due storie si andranno ad incrociare spesso ed è questa la novità di The Well che ti spiazza in tutti gli angoli e non segue la narrativa classica di un film horror gotico”.
Come ha scelto il cast e la location, Sambuci?
“La scelta del cast è sempre un lavoro molto lungo e su cui mi piace riflettere perchè i volti che devono far parte di un film horror vanno scelti con cura, devono avere una caratteristica particolare che in qualche modo aiuta il film a creare una suggestione spaventosa. In questo caso ho selezionato la protagonista Lauren LaVera dopo averla vista in Terrifier 2, film americano di grande successo, poi le ho scritto su Instagram e ho scoperto anche che il marito era italiano ed era un mio fan. Da lì è nata una conversazione, ha letto la sceneggiatura e le è piaciuta molto. Nel cast c’è un mix di attori italiani e americani, c’è anche mia figlia Linda, ci sono Claudia Gerini, Lorenzo Renzi, Jonathan Dylan King, Taylor Zaudtke, Gianluigi Calvani, Yassine Fadel e Courage Oviawe e Giovanni Lombardo Radice. Il film è stato recitato tutto in inglese.
Ho scelto la location di Sambuci perchè appena mi hanno mostrato la foto di questo antico palazzo ho notato subito la sua bellezza, la maestosità e la classe ma anche un lato molto sinistro che poi esce fuori nelle riprese”.
“The Well” è stato l’ultimo film di Giovanni Lombardo Radice prima della sua scomparsa, che ricordo conserva di lui?
“Purtroppo The Well è stata la sua ultima apparizione sullo schermo, non lo conoscevo bene come persona ma solo per i suoi film essendo stato una grande icona del cinema di genere, poi sul set ho avuto modo di scambiare con lui anche delle piacevoli chiacchierate. Giovanni mi aveva detto che avrebbe voluto farmi leggere una sceneggiatura ma questo ahimè non è accaduto perchè è scomparso subito dopo le riprese. In questo film, sebbene abbia interpretato un cameo, ha lasciato un’impronta e un segno indelebili”.
Nella parte iniziale del film Emma (Claudia Gerini) afferma “ci sono persone che desiderano tanto crescere e persone che desiderano tanto fermare il tempo”. Qual è il suo rapporto con il tempo?
“Immagino che il mio rapporto con il tempo sia molto simile a quello della maggior parte degli esseri umani. All’inizio pensiamo che sia infinito, che hai così tanto tempo davanti a te e poi cominci a vedere che piano piano si accorcia sempre di più e diventa il bene più prezioso, la cosa a cui fare spesso riferimento per capire come lo stiamo impiegando. Personalmente cerco di viverlo facendo cose che amo, con persone che amo ed evitare tutto ciò che invece non mi piace, non mi emoziona, non mi dà nulla. Poi c’è anche il lato positivo, perchè il passare del tempo ci fa invecchiare ma dà anche una certa esperienza e a volte quel pizzico di saggezza che ti permette di gestire le situazioni in modo diverso. In passato me la prendevo di più per tutto, oggi so dare un peso e una misura alle cose”.

Il sottotitolo del film è “il male ha nuove profondità”, quali sono quelle che ha scoperto?
“Il male ha nuove profondità perchè in questo caso di parla di un pozzo e quindi la profondità è un elemento determinante. Per il resto le scoprirete il 1° agosto vedendo il film che è molto spaventoso, infatti è stato vietato ai minori di 18 anni, cosa che non succede quasi mai, in quanto turba e fa fare anche gli incubi. Mi è capitato infatti di sentire persone che lo hanno visto durante le anteprime nei festival e la notte non hanno dormito (sorride)”.
“The Well” è stato venduto in 104 Paesi nel mondo, ed ha riscosso un grande apprezzamento nei festival in cui è stato presentato. Secondo lei come mai invece negli ultimi decenni l’horror in Italia viene considerato come una sorta di genere di “serie b”?
“L’horror in Italia è poco praticato perchè l’industria preferisce averlo già pronto e confezionato dagli Stati Uniti e da altri paesi, quindi si tende a non produrlo. E’ un genere molto apprezzato soprattutto all’estero in quanto c’è una solida tradizione di horror italiano. Ho notato già con Shadow e ora con The Well che questo made in Italy unito all’horror funziona benissimo. Invece in Italia bisogna lavorare per riportarlo tra i generi principali ed è quello che sto cercando di fare con pazienza, sacrificio e impegno. Mi auguro che tutto ciò porti dei risultati perchè sarebbe bello vedere rifiorire questo genere”.

Le musiche del film sono state composte da lei insieme a Oran Loyfer, Luca Chiaravalli, Francesco Zampaglione. Come avete lavorato?
“La musica in un film horror è sempre determinante perchè i personaggi fanno paura ma anche i suoni non scherzano. Qui abbiamo lavorato in quattro, Oran che è un musicista israeliano, Luca Chiaravalli a Milano, io e mio fratello a Roma, ognuno un po’ separatamente e io facevo da trait d’union e davo delle indicazioni su quello che volevo per determinate scene. E’ stato un lavoro molto minuzioso che ha richiesto tanto tempo ma alla fine credo che The Well abbia delle musiche in linea con il film che non sono le classiche dell’horror, con gli archi, ma hanno qualcosa di più sperimentale e inquietante. Sono molto soddisfatto del risultato”.
Restando in tema musicale, lo scorso marzo è uscito il nuovo singolo dei Tiromancino “Puntofermo”, quali sono i suoi punti fermi nella vita?
“I miei punti fermi nella vita non sono tantissimi. Sono la famiglia, gli affetti più intimi, alcuni amici e la passione per l’arte che può essere musica, cinema, scrittura. Riuscire a comunicare e raccontare la mia vita attraverso un’espressione artistica è un punto fermo, grazie a questo ho superato anche dei momenti molto difficili. Con le canzoni e con i film ho espresso anche degli stati d’animo che se avessi tenuto dentro mi avrebbero fatto diventare un uomo irrisolto. Condividere ogni tipo di emozione mi ha reso invece una persona in armonia con il mio tempo e con quello che mi circonda”.
Quali sono i prossimi progetti?
“Una nuova storia per un film. Devo dire che però non voglio essere proiettato verso il futuro, perchè il tempo se ne va velocemente e sono sempre più dentro al momento che vivo. Guardare troppo in là mi mette un po’ di ansia e mi toglie il piacere di vivere l’attimo. Mi piace che le cose arrivino e si materializzino di fronte a me senza che io stia con l’agenda a programmare tutto. L’impegno più prossimo, dopo l’uscita del film, è un tour che mi porterà in giro per tutto il mese di agosto e una parte di settembre”.
di Francesca Monti
credit foto Luigi Cerbone
Si ringrazia Carlo Dutto
