“Lo sport è una montagna russa ed è bello così, bisogna essere consapevoli che non andrà sempre tutto liscio ed essere molto pazienti”. Ventidue anni, stella brillante dell’atletica leggera italiana, Larissa Iapichino ha conquistato ai recenti Europei di Roma un meraviglioso argento nel salto in lungo con la misura di 6,94 allo Stadio Olimpico davanti al pubblico di casa e si appresta a vivere la sua prima esperienza a cinque cerchi ai Giochi di Parigi 2024.
Dopo essersi dedicata alla ginnastica artistica per otto anni, è scoccata la scintilla per l’atletica assistendo al meeting di Montecarlo e il suo primo amore sono stati gli ostacoli. Studentessa di Giurisprudenza, è appassionata di arte e fotografia, le piace leggere e viaggiare.
Larissa Iapichino è figlia d’arte, dal papà Gianni, che è anche il suo coach, ha preso la leggerezza e la capacità di adattarsi agli imprevisti, mentre dalla mamma, Fiona May, trae ispirazione per determinazione e grande dedizione, come ci ha raccontato in questa intervista.

credit foto Chiara Montesano
Larissa, iniziamo dal meraviglioso argento nel lungo che ha vinto agli Europei di Roma con 6,94 allo Stadio Olimpico davanti al pubblico di casa e con un tifoso speciale sugli spalti, il Presidente Mattarella…
“È stato un grandissimo onore stringere la mano al Presidente Mattarella subito dopo la gara, lo stadio è esploso quando ho saltato 6,94 e sarà una sensazione che mi porterò sinceramente sempre nel cuore, come quella di essere salutata in pedana da ogni tifoso, tanto che hanno dovuto portarmi via proprio per andare in tribuna dal Presidente che ci ha fatto l’onore di venire per due volte consecutive all’Olimpico, contravvenendo anche al protocollo”.
Il 26 luglio prendono il via i Giochi di Parigi 2024, quali sono le sue sensazioni e aspettative in vista della sua prima partecipazione?
“Certamente sono molto emozionata anche se per scaramanzia vista l’esperienza di Tokyo non mi considererò alle Olimpiadi fino a quando non entrerò nel villaggio olimpico. Mi auguro di uscire dalla pedana con un gran bel sorriso perché sarò certa di aver dato tutto ed il meglio di me stessa”.

credit foto Chiara Montesano
Per otto anni si è dedicata alla ginnastica artistica, cosa ha fatto scattare l’amore per l’atletica e per il salto in lungo in particolare?
“Galeotto fu il meeting di Montecarlo… e la splendida atmosfera che mi ha letteralmente conquistato, ho desiderato entrando nello stadio un giorno far parte di quel mondo e respirare quell’emozione in prima persona. E’ così che a settembre ho chiesto di iniziare a praticare atletica leggera.
Il salto in lungo è venuto successivamente dopo aver sperimentato un po’ tutte le specialità e la scelta è stata guidata chiaramente dai risultati che ottenevo. Ci tengo a rammentare sempre che però il mio primo amore sono stati gli ostacoli”.
Qual è la sua routine quotidiana?
“Sveglia alle 7:30, colazione, studio, fisioterapia/osteopata o commissioni varie che non mancano mai, pranzo tra le 12 e le 13 a seconda dell’orario di allenamento, poi riposo e campo. Mi alleno circa 2 ore al giorno per cinque volte alla settimana, mentre il weekend è sempre libero. La sera ceno e qualche volta esco con le amiche ma solo per aperitivo, cena o cinema. Spesso mi dedico alle serie, in particolare Netflix e Now, insomma ci tengo ad avere una mia quotidiana normalità”.
Quali sono le sue principali passioni quando non è impegnata con allenamenti e gare?
“Mi piace l’arte, la fotografia e visitare sempre nuove località. Leggere è senz’altro una cosa che amo molto e cerco di coltivare questa passione che mi rilassa nei momenti liberi”.

credit foto Julie Fuster
Qual è l’insegnamento più importante che le hanno trasmesso i suoi genitori, da ex atleti e campioni sportivi?
“Mio padre, che ho anche scelto come coach mi ha trasmesso la leggerezza e cerca di infondermi anche la flessibilità nei programmi o la capacità di adattarmi agli imprevisti. Da mia mamma traggo ispirazione per determinazione e grande dedizione. Entrambi sono stati e sono dei veri professionisti da cui prendere esempio per la incessante passione e ricerca della perfezione in ogni dettaglio”.
Come riesce a gestire le pressioni esterne ma anche gli alti e i bassi che lo sport comporta?
“Dopo un periodo in cui dalle pressioni esterne mi sono fatta schiacciare, anche perché avevo nemmeno 18 anni, adesso sono riuscita e riesco a ritagliarmi la mia bolla, ad isolarmi quando occorre e circondarmi solo delle persone positive che mi vogliono bene. Lo sport è una montagna russa ed è bello così, bisogna essere consapevoli che non andrà sempre tutto liscio ed essere molto pazienti, cosa che il mio babbo Gianni cerca sempre di rammentarmi”.

credit foto Julie Fuster
Il 20 settembre 2023 lo sport è entrato nella Costituzione italiana. Quali step secondo lei sono ancora necessari affinché possa esprimere tutto il suo potenziale educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico?
“L’entrata nella Costituzione Italiana dello sport grazie all’articolo 10, per me che studio Giurisprudenza, è stata davvero una pietra miliare. Affinché questo non sia solo un atto formale di certo devono seguire delle politiche infrastrutturali che agevolino la pratica dello sport fin dal primo approccio scolastico. Sogno campus integrati stile statunitense od inglese, mi auguro che sia lo Stato che i privati investano nella promozione dello sport. Di certo questo può servire ai più giovani per occupare il proprio tempo in modo sano e vivere con principi e valori importanti che possono accompagnarli nella vita: umiltà, rispetto dei compagni, spirito di sacrificio”.
Un sogno nel cassetto…
“Preferisco tenerlo per me… (sorride)”.
di Francesca Monti
credit foto copertina Julie Fuster
Si ringrazia Silvia Saliti
