Hadi Hassanzada pratica il Taekwondo Paralimpico ed è stato costretto a fuggire più volte in cerca di sicurezza in un altro Paese affrontando innumerevoli pericoli prima di trovare una sicurezza in Austria.
La sua vita è stata piena di sfide, inclusa la perdita della mano destra, ma lo sport gli ha mostrato come trasformare le difficoltà in opportunità.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Hadi Hassanzada, che fa parte del Team Paralimpico dei Rifugiati e parteciperà ai Giochi di Parigi 2024.

© World Taekwondo
Hadi, ci racconta come è arrivato in Austria dove vive attualmente?
“Sono nato in Afghanistan e cresciuto in Iran, quindi sono tornato in Afghanistan ma ho capito che non c’erano le condizioni ideali per vivere lì. Così ho deciso di partire e raggiungere l’Europa perché era l’unica possibilità per avere un futuro migliore. E’ stato un viaggio molto difficile, in particolare quando cercavo di attraversare alcune frontiere, ad esempio dalla Turchia alla Grecia, ed eravamo tenuti per molti mesi nei campi profughi. Alla fine sono riuscito ad arrivare in Austria dove vivo attualmente”.
Qual è stato il punto di svolta nella sua vita?
“Innanzitutto viaggiare e venire in Europa ha cambiato in meglio la mia vita, all’inizio ho avuto qualche difficoltà ma poi mi sono adattato all’ambiente, alla cultura. L’altro punto di svolta è lo sport, che mi ha permesso di acquisire una maggiore sicurezza in me stesso”.
Quando ha iniziato a praticare il taekwondo?
“Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita. Quando sono arrivato in Austria ho incontrato il mio allenatore e ho iniziato a praticare il Taekwondo a livello professionistico”.

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Quali sono le sue aspettative in vista dei Giochi di Parigi 2024?
“Il mio sogno per i Giochi di Parigi 2024 è vincere i combattimenti e arrivare a conquistare una medaglia”.
Quale messaggio vorrebbe trasmettere al mondo?
“Vorrei dire a tutti che le difficoltà possono essere trasformate in opportunità, basta lavorare duramente per superarle”.
Quali sono state le sfide più importanti che ha affrontato nel suo percorso verso Parigi 2024?
“Ce ne sono state diverse. La sfida più grande della mia vita è stata l’amputazione della mano destra. I medici pensavano che sarei morto, invece sono sopravvissuto e il destino ha voluto che arrivassi fino ai Giochi di Parigi 2024”.
di Francesca Monti
foto © World Taekwondo
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