Si è spento a 93 anni Glauco Mauri, decano del teatro italiano. Nato a Pesaro il 1° ottobre 1930, aveva iniziato la sua carriera a soli 15 anni, ottenendo il primo ruolo da protagonista in una compagnia amatoriale di Pesaro. Nel 1949 è entrato all’Accademia di Arte Drammatica di Roma diretta da Silvio D’Amico, e ha debuttato da professionista nel 1953 nel “Macbeth” di William Shakespeare diretto dal maestro Costa. A seguire è stato Sir Tobia ne “La dodicesima notte” di Shakespeare e Smerdjakov ne “I fratelli Karamazov”. Nel 1957 ha recitato con Renzo Ricci in “Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’Neill e poi ha lavorato con la compagnia di Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi.
Nel corso della sua lunga e strepitosa carriera Glauco Mauri ha interpretato ventiquattro diversi personaggi shakespeariani e varie opere Molière, Pirandello, Dostoevskij, Goldoni, solo per citarne alcuni.
Al cinema è stato interprete di “La Cina è vicina di” Marco Bellocchio, e ha preso parte ai film “La costanza della ragione” di Pasquale Festa Campanile, “L’ospite” di Liliana Cavani, “Profondo rosso” di Dario Argento, “Ecce Bombo” di Nanni Moretti. In televisione è stato fra i protagonisti degli sceneggiati “I demoni” di Dostoevskij, “I Buddenbrook” di Thomas Mann e della serie “Coralba”.
Glauco Mauri aveva debuttato lo scorso 20 settembre al Teatro Rossini di Pesaro con “De Profundis” di Oscar Wilde ma a causa di un problema di salute aveva annullato la successiva messa in scena al Teatro Vascello di Roma.
