Da lunedì 28 ottobre su Rai 1 arriva la serie in tre serate “Ninfa dormiente-I casi di Teresa Battaglia” con Elena Sofia Ricci: “Grazie al mio personaggio ho imparato a non avere paura di dire quello che penso e sento”

Dopo il successo di “Fiori sopra l’inferno”, da lunedì 28 ottobre su Rai 1 arriva la serie in tre serate “Ninfa dormiente-I casi di Teresa Battaglia”, con il primo episodio disponibile in anteprima su RaiPlay da sabato 26 ottobre.

Tratta dal romanzo “Ninfa dormiente” di Ilaria Tuti, la serie è una coproduzione Rai Fiction-Publispei con il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission e vede protagonista Elena Sofia Ricci insieme con Gianluca Gobbi, Giuseppe Spata, Fausto Maria Sciarappa, Marial Bajma-Riva, scritta da Donatella Diamanti, Carlo Carlei, Mario Cristiani, Valerio D’Annunzio, Giovanna Koch, Vittoria Benedetti, per la regia di Kiko Rosati.

Tra le montagne friulane della Val Resia, viene ritrovato il corpo della giovane poliziotta Marta Trevisan, apparentemente morta suicida con un colpo di pistola al cuore. Tuttavia, per la commissaria Teresa Battaglia, qualcosa non quadra in questa morte perché secondo lei si tratta di un omicidio camuffato da suicidio. Marta stava infatti cercando la verità su suo padre, accusato di aver ucciso l’amante Hanna, nativa proprio della Val Resia. Teresa Battaglia riesce a dimostrare che Marta è stata effettivamente uccisa, ma l’omicidio della poliziotta inizia a intrecciarsi, come i fili di una tela, con un quadro perduto da tempo e con la scia di morte che sembra seguirlo. Marta era entrata in possesso della “Ninfa Dormiente”, un ritratto dipinto con sangue umano. La Ninfa ritrae il volto di una giovane donna il cui nome è andato perso. Teresa inizia quindi a domandarsi quale sia l’anello mancante. Perché Marta aveva il ritratto di una donna uccisa nel 1945? E per quale segreto è stata uccisa?

“Girare la serie “Ninfa Dormiente,” tratta dal libro di Ilaria Tuti, è stata un’esperienza che porterò sempre nel cuore. Sin dall’inizio, ho avvertito un’enorme responsabilità nel trasporre sullo schermo l’intensa atmosfera e i personaggi complessi che Ilaria ha saputo creare. La neve ha un suo fascino e si sposava benissimo con la storia che abbiamo raccontato, è stato anche difficile girando a -12 gradi ma eravamo molto coesi per cui è stato divertente. Ho avuto la fortuna di lavorare con un cast eccezionale, grandi attori ma anche bellissime persone”, ha esordito Kiko Rosati.

Immagine 2024-10-24 121536

Elena Sofia Ricci torna a interpretare Teresa Battaglia: “E’ un film in tre serate, chi ha riscritto e sceneggiato la storia con il placet di Ilaria Tuti ha fatto un eccellente lavoro. Inizialmente non ero convinta di fare questo commissario, poi ho letto la sceneggiatura e ho pensato che non potevo non farlo. Teresa Battaglia è ruvida, scontrosa, antipatica, è chiaramente una donna che ha cicatrici ancora sanguinanti e dove si sono rimarginate le ricordano che c’è stato un grande dolore, combatte con i demoni del passato che la devastano nel presente, soffre di Alzheimer, una malattia di cui non si parla mai abbastanza, che colpisce non solo le persone che vengono affette ma anche le loro famiglie, però questo modo di reagire così arrabbiato ma sfacciatamente vero in fondo ce la rende simpatica. Molti di noi infatti non riescono ad essere sinceri come lei, che dice quello che sente e pensa, in particolare quando incontra antagonisti come Lona o quando tratta male Parisi o Marini. Teresa non fa sconti a nessuno ed è un atto di grandissimo amore”.

L’attrice ha raccontato di essersi divertita a girare la serie, nonostante la neve e il freddo, e di aver imparato molto da Teresa: “Grazie a lei ho meno paura di dire quello che penso e sento. I protagonisti di questi romanzi sono i demoni che ci portiamo dentro. E poi del mio personaggio mi diverte molto il sarcasmo, è caustica, mi ricorda uno dei miei maestri, Armando Pugliese, grandissimo regista di teatro con cui mi sono formata e cresciuta, ed anche mia mamma era un po’ così, questo personaggio infatti l’ho dedicato a loro. Mi sono divertita a ritrovare Teresa e poi siamo stati fortunati, Carlei non ha potuto dirigere la seconda serie e a un certo punto è arrivato questo Kiko, con i suoi teschi alle dita, ed è stato bravissimo a raccogliere un’eredità difficile, perchè Fiori sopra l’inferno ha avuto un grande e inimmaginabile successo. Kiko è entrato in un gruppo già coeso ed è stato bello lavorare con lui. Il clima sul set era stupendo e nonostante il freddo non vedevamo l’ora di uscire alle 5 di mattina, al buio, per salire sui camper dove trovavamo i fondotinta congelati, le salviette umidificate che erano delle mattonelle… è stato divertentissimo”.

Immagine 2024-10-24 121626

Fausto Maria Sciarappa interpreta Albert Lona, nuovo dirigente della Squadra Mobile e spina nel fianco di Teresa, un uomo duro, rigido e rispettoso delle regole: “E’ un personaggio arrogante, molto dedito al lavoro, che non entra in punta di piedi, ma si evince che tra lui e Teresa ci sia stato qualcosa in passato, personale o professionale lo scoprirà il pubblico”.

Immagine 2024-10-24 121645

Gianluca Gobbi veste i panni dell’Ispettore Capo Giacomo Parisi, l’ombra di Teresa da diciotto anni: “Sono amici da svariati decenni ed è l’unico che la capisce con uno sguardo, la protegge dalla vita, dal freddo e da se stessa. Parisi è un personaggio che nasce come spalla, non ha una sua linea non essendo presente nel romanzo, lo abbiamo un po’ anche inventato sul set. In questa seconda stagione molti rapporti sono nati in camerino, quando ci divertiamo in scena o davanti ad una macchina da presa, tra le parole di un testo, di una battuta allora nasce anche un legame tra i personaggi”.

Immagine 2024-10-24 121605

Giuseppe Spata è Massimo Marini, giovane ispettore di origini siciliane, l’ultimo arrivato nella squadra mobile di Udine: “Teresa è una guida per Marini, un po’ come una madre pur rimanendo nel contesto professionale di una squadra di lavoro, delle indagini in corso. In questa serie viene messo davanti ad un fatto compiuto che lo riguarda e questo evento è destabilizzante per la sua vita. Avrà dunque la possibilità di fare una scelta, affrontare i traumi che escono fuori o rifugiarsi nella routine del lavoro e delle frequentazioni controllate”.

di Francesca Monti

credit foto Fabrizio De Blasio

Rispondi