“In Italia manca una maggiore sinergia tra le imprese e gli enti preposti alla collocazione, inoltre i tempi sono troppo lunghi e il più delle volte il disabile richiedente si arrende prima di trovare un posto di lavoro”. Il ballerino Ivan Cottini è tra i protagonisti della tavola rotonda “Synergie & Inclusion – Disabilità e lavoro a confronto” che si terrà martedì 29 ottobre a Roma, a Palazzo Merulana, organizzata da Synergie con il patrocinio della Regione Lazio, in cui prenderà parte al panel “Coraggio e opportunità: la forza di rimettersi in gioco”.
Ivan Cottini faceva il modello, poi, una mattina di aprile del 2013 ha scoperto di avere la sclerosi multipla, una patologia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale. La malattia gli ha bloccato le gambe, costringendolo a ore e ore di fisioterapia per curare il suo corpo e non cedere all’infermità. Ha cominciato così a prendere lezioni di danza e a ballare, arrivando ad esibirsi in diverse trasmissioni televisive, da Amici a Ballando con le stelle fino al Festival di Sanremo 2020, diventando un esempio di coraggio, forza di volontà e determinazione.

Ivan, è tra i protagonisti della tavola rotonda “Synergie e Inclusion – Disabilità e lavoro a confronto”. Cosa può anticiparci riguardo il suo panel?
“Sarà un grande momento di confronto e comprensione delle problematiche che ci sono ancora per accedere al lavoro per noi persone disabili nonostante esista una legge ad hoc, la numero 68 del 1999. In Italia solo il 30% delle persone disabili lavora”.
Cosa manca ancora affinchè ci possa essere un’effettiva inclusione delle persone disabili nella società e nel mondo del lavoro?
“A mio parere manca una maggiore sinergia tra le imprese e gli enti preposti alla collocazione. Inoltre i tempi sono troppo lunghi e il più delle volte il disabile richiedente si arrende prima di trovare un posto di lavoro”.
Quando è nata la sua passione per la danza?
“La mia passione per la danza è nata durante il secondo anno di malattia, è arrivata per caso, come tutte le cose belle che la vita ti mette davanti… Prima di ammalarmi non avevo mai ballato”.

Cosa significa per lei danzare?
“La danza è il mio modo di prendere a calci la sclerosi multipla e rimanere più forte della malattia”.
Qual è l’insegnamento più prezioso che vorrebbe trasmettere a sua figlia Viola?
“Ogni giorno provo ad insegnare a Viola i veri valori della vita per i quali vale la pena svegliarsi ogni mattina, ad apprezzare le piccole cose, a dire sempre grazie e ad abbracciare ogni persona con cui parli”.
Qual è stato il suo primo pensiero quando ha avuto la diagnosi di sclerosi multipla?
“Dopo aver ricevuto la diagnosi per quasi un anno smisi di vivere, ho tentato anche due volte il suicidio. Psicologicamente accettare la malattia e un corpo che cambia è qualcosa di devastante”.

Lei è un grandissimo esempio di vita, di coraggio, di forza e di speranza per tante persone. Cosa si sente di dire a chi sta vivendo una situazione di difficoltà?
“Vorrei dire che tutti noi ogni mattina quando ci svegliamo abbiamo un grande potere, scegliere come svegliarci… se fare i malati oppure essere registi della nostra vita”.
“La danza della farfalla. La mia vita” (Piemme) è dedicato a sua figlia e a sua nonna Alba. Quanto è stata importante la presenza di sua nonna?
“Nonna Alba è stata una persona molto importante per me, è stata la mia seconda mamma, non si è mai persa una mia ospitata in tv e mi diceva sempre che ero il suo orgoglio”.

Ci racconta l’emozione dell’incontro con Papa Francesco?
“Se ci penso ho ancora i brividi. L’incontro con il Santo Padre, che ha poi dato la benedizione a mia figlia Viola, è stato un momento bellissimo che rimarrà sempre vivo e indelebile nel mio cuore”.
Che esperienze sono state quelle ad Amici, Ballando con le stelle, al Festival di Sanremo 2020?
“La tv è un concedersi alle condizioni che ti vengono imposte, è sempre tutto molto veloce e un po’ freddo… A me però basta poter ballare, far arrivare il mio messaggio e dare forza a tante persone. Adoro di più andare nelle scuole ed essere libero di dire ciò che voglio e come voglio, non mi piace troppo il controllo ma è un giusto compromesso da stringere se vuoi andare in televisione”.

Quali sono i suoi prossimi progetti?
“Innanzitutto spero di veder crescere Viola ancora per molto tempo e poi mi piacerebbe che venisse realizzato un bel film o una fiction sulla mia storia”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Jacopo Bergeretti – Mate Agency
