Tredici brani iconici del repertorio musicale italiano e internazionale che più ha amato nella sua vita, reinterpretati con il suo stile unico e la sua voce inconfondibile: Zucchero “Sugar” Fornaciari” pubblica in fisico e in digitale il nuovo disco “Discover II” (EMI / Universal Music Italia), anticipato dal singolo attualmente in radio “Amor Che Muovi Il Sole”, cover del brano “My Own Soul’s Warning” dei The Killers, impreziosita con un adattamento del testo in italiano firmato dall’artista che fa una poetica riflessione sull’amore universale.
Nell’album sono presenti le collaborazioni con Paul Young in “I See A Darkness” e Oma Jali, vocalist e corista che da anni accompagna Zucchero in tour in tutto il mondo, in “Se Non Mi Vuoi”. Nella versione box deluxe, inoltre, ci sono i featuring con Jack Savoretti, Irene Fornaciari, Russel Crowe e Salmo e il brano “Io Vivo (In Te)”.
Qui la nostra video intervista con Zucchero:
Zucchero, il nuovo disco “Discover II” si apre con “Amor che muovi il sole”, di cui ha riscritto il testo del brano “My Own Soul’s Warning” dei The Killers, in maniera però non letterale. Quanto, pensando alla società odierna, l’amore può davvero muovere il sole, le stelle e il mondo?
“Io Io spererei, in questo momento però mi chiedo se l’amore, inteso come universale, sia ancora in giro, vedendo quel che succede, dalle guerre, a cominciare da quella tra Israele e Palestina, in cui si massacrano a vicenda proprio forse per un fatto religioso, o a quella tra l’Ucraina e la Russia, ma penso anche alle gang di ragazzi che si sparano per motivi futili oppure non danno più senso alla vita. Io sono preoccupato per il futuro dei giovani. Quindi l’amore dov’è? E questa situazione non va bene”.
Che ruolo può avere oggi la musica nel mandare dei messaggi positivi e provare a cambiare il mondo che ci circonda?
“La musica non cambia purtroppo queste cose, non ha quella forza lì. La musica può sensibilizzare le persone che sono predisposte alla pace, all’amore, al dare agli altri. Soprattutto grandi eventi che ci sono stati in passato come il Live Aid hanno dato un contributo per cambiare qualcosa, ma la musica di un solo artista non può riuscire in quest’impresa. Però è sicuramente un volano per buttare un seme”.

credit foto Daniele Barraco
In questo viaggio musicale dalle tante sfaccettature che ha compiuto con “Discover II” quali nuove anime musicali ha scoperto?
“Prendere delle canzoni già belle e buone, avendo la materia prima, ma doverle riarrangiare con dei suoni tuoi, con arrangiamenti, dinamiche, ritmi, per provare a renderle tue, è un processo creativo molto interessante, soprattutto per non farle assomigliare a cover dello stesso brano già realizzate da altri artisti. Sembra un lavoro facile, ma in effetti c’è un bel po’ di ricerca e serve per stimolare ancora la mia creatività”.
Nel disco c’è anche un omaggio a Ivan Graziani con Agnese. Come mai ha scelto proprio questa canzone?
“Mi è sempre piaciuta la musica di questo brano, addirittura c’era un gruppo degli anni ’60 che la cantava in America, poi Phil Collins l’ha interpretata con un testo dal titolo A Groovy Kind of Love, ma in particolare sento mio il testo che ha scritto Ivan Graziani, perché io ho sempre parlato della provincia, dei rapporti genuini, di cose anche romantiche del passato, che forse nella provincia non ci sono più. Quindi è un tema che mi appartiene”.
di Francesca Monti
credit foto Daniele Barraco
Si ringrazia Riccardo Vitanza, Francesco Di Mento, Parole e Dintorni
