È ormai un classico, da quando nel 1977 il suo autore Bernard-Marie Koltès lo fece conoscere al festival di Avignone: “La notte poco prima delle foreste” è l’emozionante racconto della notte di un migrante sotto la pioggia parigina, tra marginalità e ricordo dell’Africa. Il testo ritorna ora in un’originalissima versione firmata da Babilonia Teatri, dal titolo “Foresto”, dove il ‘diverso’ è un sordomuto che si esprime con la LIS, la lingua dei segni, interpretato da Daniel Bongioanni, volto noto anche in televisione per le sue interpretazioni in LIS delle canzoni di Sanremo di Ghali e Mr. Rain. Non solo: il testo, interpretato in scena da Bongioanni, è quadruplicato in altre forme: il veneto di Enrico Castellani, l’italiano dei soprattitoli e la musica elettronica live di Giovanni Frison. L’appuntamento con “Foresto” è a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it): da venerdì 22 a domenica 24 novembre (venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 17).
“Foresto”, coprodotto da Pergine Spettacolo Aperto, OperaEstate Festival e Teatro Scientifico di Verona, è presentato nell’ambito della stagione “Cromosomi teatrali” di Teatri di Vita, realizzata con il contributo del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura.
La notte poco prima delle foreste è il testo che ha fatto conoscere Koltès, non ancora trentenne, ad Avignone nel 1977. È il monologo intenso ed emozionante di un migrante, un diverso, un emarginato. Babilonia Teatri si confronta con quest’opera in maniera originale e potente, facendo proprie quelle parole, “attraverso la nostra lingua madre: una lingua sporca, a metà strada tra lo slang e il dialetto: la lingua della pancia, dell’istinto, dell’umore, dell’amore, della verità, del non mediato”. E raddoppiando la lingua con quella dei segni, la lingua LIS: “il testo parla del sentimento di essere straniero e la presenza sulla scena di un performer sordo fa esplodere e slittare i significati perché la relazione della comunità sorda con la comunità udente spesso è di marginalità”. Due voci per un monologo: una parlata ed una segnata. Due voci che si contrappongono, si incontrano e si moltiplicano: che si fanno voce sola, che si fanno unisono, che si fanno mondo. Due voci a dialogare con una terza voce: la voce della musica elettronica suonata live sulla scena. Tre voci che dialogano con una quarta voce: la proiezione delle parole del testo in italiano. Un gioco di specchi in cui lingue e culture diverse si intrecciano e dialogano tra loro.
Babilonia Teatri, fondato da Enrico Castellani e Valeria Raimondi nel 2006, è tra le compagnie più innovative del panorama teatrale contemporaneo, distinguendosi per un linguaggio che a più voci viene definito pop, rock, punk, in spettacoli come made in italy (Premio dello Spettatore di Teatri di Vita), a cui sono seguiti, tra gli altri, The end, Calcinculo, Pietre nere, OK boomer, tutti presentati nel nostro teatro. Babilonia Teatri ha vinto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Scenario, due premi Ubu, il premio Hystrio, il premio Franco Enriquez, il Premio Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, il Leone d’argento alla Biennale di Venezia.
