In uscita sabato 30 novembre il singolo Dicembre, metà del cantautore Giovanni Luca Valea, che firma il testo e cofirma la musica insieme a Virginia Settesoldi, compositrice e strumentista che ha curato anche gli arrangiamenti del brano.
Dicembre, metà, prodotto e distribuito da La Stanza Nascosta Records, anticipa l’uscita del nuovo lavoro in studio del cantautore, prevista per gennaio, ed è accompagnato dal videoclip ufficiale per la regia di Marco Gambineri.
Leit motiv del brano, è il pianoforte, sorretto da un pad di synth e mosso da una incalzante sezione ritmica; ad aprire la melodia suggestive architetture d’archi.
Valea disegna un bozzetto poetico intimo e raccolto, in cui il côté scuro e maudit sembra ad un tratto incrinarsi e concedere vita e libertà al Bluebird bukowskiano, che fa- non a caso- capolino nell’incipit del video, un carosello black and white fra memoria e tuffo onirico.
““Dicembre, metà”- racconta Giovanni Luca Valea- è un brano che spera di fare luce su quelle terre un po’ selvagge che sono la nostalgia e la solitudine. La canzone racconta molto di me, ma credo che più di qualcuno possa ritrovare una parte di sé. Dalla malinconia fino all’alcol, passando per il pianoforte e la speranza di trovare le parole migliori.
Ho avuto la fortuna di lavorare con Virginia Settesoldi e Marco Gambineri. Gli splendidi accordi di chitarra di Virginia, accorsi in maniera provvidenziale in soccorso dei miei, hanno fatto del testo di “Dicembre, metà” la canzone che desideravo. Marco, con il suo video, ha saputo cogliere tutto ciò che non avevo neppure detto. Sono molto grato a entrambi. In fin dei conti, sono un uomo fortunato”.
“Con Giovanni Luca- racconta il regista Marco Gambineri- abbiamo pensato a un video semplice, poetico e in linea con le parole della canzone. Volevamo infondere, in chi ascolterà la canzone e guarderà il video, il ricordo di ciò che brilla, di un amore, di un sorriso, di sogni e di bicchieri bevuti insieme.
Sono felice di aver avuto la possibilità di collaborare con lui: un piccolo viaggio di tre minuti, malinconico ma speciale”.
