Intervista con Wilma De Angelis: “La mia vita tra musica e cucina”

Cinque partecipazioni al Festival di Sanremo, canzoni che sono diventate parte della storia della musica italiana come “Nessuno”, “Quando vien la sera”, “Patatina”, una voce ancor oggi strepitosa, un’artista amatissima dal pubblico che è stata anche pioniera nella conduzione dei programmi di cucina con “Telemenù” su Telemontecarlo: Wilma De Angelis ci ha aperto le porte della sua casa e del suo cuore per una piacevolissima chiacchierata, e con l’eleganza, la generosità e l’umiltà proprie dei grandi artisti, unite ad un’infinita dolcezza, ha ripercorso alcuni momenti salienti della sua meravigliosa carriera lunga oltre sessanta anni e costellata di successi, dagli inizi fino ad oggi, tra ricordi, emozioni e divertenti aneddoti.

sanremo 2011 037

Wilma, partiamo dai suoi inizi nel mondo della musica, con la vittoria del concorso nazionale al Dopolavoro Provinciale…

“Nel Dopoguerra mentre io e mia mamma stavamo andando a comprare qualcosa da mangiare in un negozio di alimentari del centro di Milano incontrammo il maestro Di Ceglie che mi invitò alla Metron per conoscere Natalino Otto. Una volta salite Eros Sciorilli si mise al pianoforte e mi accompagnò in “Sola me ne vo’ per la città…”. La mia interpretazione piacque, così mi mandarono a studiare canto dal maestro Rusconi, senza che mio padre lo sapesse in quanto non voleva che io cantassi. Successivamente presi parte a un concorso nazionale al Dopolavoro Provinciale al teatro Puccini, in cui tra i comici concorrenti c’era un giovane Ugo Tognazzi. Le eliminatorie si svolgevano a Palazzo Litta, io approdai direttamente in finale e vinsi con il brano Casetta tra gli abeti”.

Poi è arrivata l’esperienza nella compagnia di bambini Aldrovandi con cui ha girato i teatri del Nord Italia…

“Venni scritturata nella compagnia di bambini Aldrovandi, creata da un maestro svizzero, che portava nei teatri del Nord Italia celebri fiabe come Biancaneve e i Sette nani, Cenerentola. Io interpretavo la fata, mentre mio fratello Aldo venne scelto per fare uno dei sette nani. Ci divertivamo tanto e si guadagnavano anche dei soldini, cosa rara ai tempi. Ricordo che una sera alla fine dello spettacolo un giovane di nome Tonino venne a farmi i complimenti in camerino e mi regalò delle rose gialle. Fu una grande emozione e ancora oggi è il mio fiore preferito. Successivamente ho avuto un grave problema ai polmoni e per curarmi era necessaria la streptomicina, un farmaco molto costoso che proveniva dall’America, tanto che mio padre per pagarlo vendette i suoi denti d’oro. Una volta guarita ripresi la mia carriera e nel 1952 firmai il mio primo contratto discografico con l’etichetta Vis Radio di Aldo Scoppa”.

Successivamente ha firmato un contratto con la Philips diventando famosa anche in Europa. Che ricordo conserva di quel periodo?

“Era l’estate del 1957 e mentre mi trovavo a Milano Marittima a cantare ho ricevuto un biglietto da parte del maestro Walter Malgoni che annunciava che al mio ritorno a Milano avrei firmato un contratto con la Philips. Così è stato. L’etichetta discografica aveva sede in Olanda e mi fecero incidere dei brani per il mercato estero, come A Firenze in carrozzella, Il valzer di nonna Speranza, e Casetta in Canadà, che in Italia ebbe un grande successo con Carla Boni. La mia versione di questa canzone venne lanciata in Olanda, Svezia e Danimarca e piacque moltissimo. Ti racconto un aneddoto. Una volta arrivai all’aeroporto di Copenaghen e al momento di sbarcare la hostess mi disse di aspettare fino a quando tutti i passeggeri fossero scesi dall’aereo. Sulla pista c’erano tanti fotografi quindi mi domandavo quale grande personalità stessero aspettando finché capii che la star tanto attesa ero proprio io (sorride)”.

Nel 1959 invece ha partecipato per la prima volta al Festival di Sanremo con il brano “Nessuno”…

“Nel 1959 andai a Sanremo per la prima volta con una bellissima canzone, Nessuno, in coppia con Betty Curtis, scritta da De Simoni e Capotosti, ottenendo un buon piazzamento, e con Per tutta la vita. Da quel momento la mia carriera da cantante esplose. Wilma De Angelis aveva preso piede e così è cominciata la mia storia. All’epoca il fulcro del Festival erano le canzoni non gli artisti e ciascuno provinava vari brani e venivano fatti gli acetati. Io prima di andare a Sanremo avevo cantato Nessuno, Tua e Per tutta la vita. Alla fine Tua venne assegnata a Jula De Palma mentre a me che ero ancora una ragazzina diedero “Nessuno”. Era un modo diverso rispetto ad oggi di fare musica. Dopo la prima partecipazione a Sanremo sono stata invitata al Festival di Napoli, e con “Cerasella” cantata con Gloria Christian siamo arrivate prime. E’ stato abbastanza strano perché era difficilissimo riuscire a vincere in quel contesto”.

E’ poi tornata in gara al Festival altre quattro volte…

“Sono andata a Sanremo altre quattro volte: nel 1960 con Quando vien la sera insieme a Joe Sentieri, e con “Splende l’arcobaleno”; nel 1961 con Patatina di Gianni Meccia; nel 1962 con I colori della felicità e Lumicini rossi, e nel 1963 con Non costa niente e Se passerai di qui, canzoni che non hanno avuto grande successo. Ricordo che Carlo Alberto Rossi mi invitò per farmi ascoltare Quando vien la sera e all’inizio non mi piacque molto perché volevo qualcosa di più importante, romantico, invece arrivammo terzi”.

vila e la sarta Annamaria

Wilma De Angelis con la sarta Annamaria

Anche il brano “Patatina” non la convinceva molto, ma poi è diventato un evergreen e ancor oggi è cantato da grandi e piccoli…

“Patatina è stato il pezzo più strano della mia vita da cantante, non mi piaceva molto, è vero, la trovavo una canzoncina un po’ stupida. Non mi qualificai per la finale a Sanremo 1961 e volevo tornare a casa, invece mia mamma mi disse di rimanere lì, di cantare e indossare questi abiti meravigliosi realizzati appositamente per l’occasione e che avevamo pagato di tasca nostra spendendo parecchi soldi. Tutti gli artisti andavano in questa grossa sartoria, l’Annamaria in Piazza Missori a Milano, io, la Vanoni, la Tebaldi… Non ho tenuto nessuno di quegli abiti, li ho regalati tutti. Tornando al Festival del 1961 non avendo raggiunto la finale pensavo che nessuno si sarebbe ricordato di Patatina, invece un giorno mi fermai in una cittadina toscana e tutto il pubblico cantava questa canzone e ancora oggi a distanza di oltre sessanta anni la conoscono anche i bambini. Ha avuto un successo incredibile ed è stata pure utilizzata per una pubblicità un po’ ambigua delle patatine con Rocco Siffredi. Se penso a quanta poca fiducia avevo dato a quel pezzo… mi vien da ridere (sorride)”.

Tornando alla canzone “Nessuno” ha raccontato che quando aveva sentito la versione ritmata di Mina si era messa a piangere perchè non le piaceva affatto…

“Un giorno mi chiamò l’assistente della Philips e mi chiese di andare nella sala in cui incidevo, al teatro Leonardo a Milano, per farmi ascoltare la versione ritmata di “Nessuno” cantata da Mina. Io esclamai: “Ma questa è pazza! Cosa ha fatto al mio pezzo? E lui disse: “Questa è Mina e diventerà la più grande cantante in Italia”. E così è stato. Con lei poi ho fatto un duetto a Canzonissima proprio su “Nessuno”, Mina la cantava melodica e io sincopata. In seguito abbiamo partecipato insieme a due Festival di Sanremo, nel 1960 e nel 1961″.

con miranda martino e mina

Wilma De Angelis con Miranda Martino e Mina

E poi siete diventate amiche…

“L’autunno successivo, siamo partite insieme da Milano per andare a Canzonissima, che si svolgeva a Roma, e abbiamo preso il Settebello, siccome io ho dieci anni più di lei i suoi genitori, che la accompagnavano in auto da Cremona alla stazione Centrale di Milano, me l’affidavano affinchè la tenessi d’occhio. Mina era bellissima ma anche scapestrata e una volta salita sul treno si toglieva la sottana e rimaneva in calzamaglia nera, con una gonna scozzese, fermata da uno spillone, un look inventato da Velia Veniero, vice direttore del giornale Bolero. Poi passava nei corridoi e gli uomini uscivano dagli scompartimenti per vederla. Mina è sempre stata carinissima con me. Quando conducevo Telemenù un nostro collaboratore ogni tanto veniva in camerino mentre mi stavano pettinando e mi diceva che aveva telefonato Mina per salutarmi e io rispondevo “va bene, grazie” ma dentro di me pensavo che non fosse vero. Un giorno però è arrivata una nuova telefonata, sono andata a rispondere personalmente e dall’altro capo ho sentito una voce femminile a me cara… Era proprio Mina che bonariamente mi rimproverava perchè lei chiamava per parlare con me e invece io facevo rispondere l’assistente (sorride)”.

C’è una bellissima foto che la ritrae sul palco del Manzoni agli inizi degli anni Sessanta con Maria Callas, ci racconta qualcosa in più su quell’incontro speciale?

“Quella sera cantavo al veglione del Teatro Manzoni di Milano, era il 31 dicembre, mentre la Callas si esibiva alla Scala. Quando è finito lo spettacolo è venuta al Manzoni per festeggiare il Capodanno e seduta in platea mi applaudiva, poi è salita sul palcoscenico per farmi i complimenti e abbiamo fatto delle fotografie con i musicisti. E’ stata la ciliegina sulla torta della mia carriera”.

Sempre in quel periodo ha fatto una tournée in Europa e in Sud America con altri suoi colleghi che avevano partecipato al Festival di Sanremo…

“Nel 1961 facemmo una tournée in Europa e Sud America, Redaelli scelse undici cantanti che avevano partecipato quell’anno al Festival di Sanremo. Eravamo io, Miranda Martino, Jolanda Rossigni, Nelly Fieramonti, Silvia Guidi, Claudio Villa, Luciano Tajoli, Tony Dallara, Teddy Reno e Aurelio Fierro. Mina non venne perchè era stata operata per un’appendicite. La prima tappa è stata Parigi, quindi Lisbona, poi San Paolo, in Brasile, e Buenos Aires, in Argentina. Ci fermavamo quindici giorni in ogni città, e venivamo accolti ovunque da un grande entusiasmo. In Argentina fummo ospitati anche dal re. Ci siamo divertiti tantissimo a fare questo viaggio insieme, è stato arricchente, ma ogni volta che partivo non vedevo l’ora di tornare a casa da mia mamma e stare un po’ insieme a lei”.

Il 1968 è l’anno che ha segnato una sorta di spartiacque nella sua meravigliosa carriera…

“Nel 1968 ci fu un cambio generazionale con Canzonissima, così io, Betty Curtis, Miranda Martino, Jula De Palma all’epoca trentenni siamo state tagliate fuori per lasciare spazio ai giovani cantanti che stavano emergendo in quel periodo, Caterina Caselli, Patty Pravo, Massimo Ranieri, Gianni Morandi, Gigliola Cinquetti, Rita Pavone e Orietta Berti. Ci siamo sentite un po’ “spodestate” ed era una situazione che mi faceva soffrire perchè pensavo di avere ancora tanto da dare alla musica. Poi grazie al mio caro amico Paolo Limiti arrivò una nuova avventura che fin dall’inizio mi ha entusiasmato”.

ghu

Sta parlando di “Telemenù” su Telemontecarlo, infatti lei è stata la pioniera delle conduttrici di programmi di cucina. Cosa la convinse ad accettare quella sfida?

“Paolo mi propose di fare il numero zero di un programma di cucina che naturalmente in Italia nessuno aveva mai condotto e io pur di stare sulla scena accettai, anche se dovevo cucinare. Si chiamava Telemenù (poi diventato Sale, pepe e fantasia) e andava in onda su Telemontecarlo. Io non avevo le basi di cucina, perchè mia mamma voleva che mi concentrassi sul mestiere di cantante e quindi diceva che non dovevo cucinare, ma sono stata affiancata da due chef che mi hanno aiutato tantissimo. Il mio successo ai fornelli è dipeso proprio dal fatto che non essendo una cuoca spiegavo tutti i passaggi da fare per preparare una ricetta e questo è piaciuto al pubblico che poi provava a rifarla a casa. Sono stata il primo personaggio in Italia che si è occupato di cucina, una vera pioniera, sebbene all’inizio venissi un po’ presa in giro. Anche la mia amica Betty Curtis mi sconsigliava di accettare perchè ero una cantante e secondo lei dovevo rimanere sulle reti Rai e non andare ad occuparmi di cucina per una tv poco conosciuta all’epoca. Certamente era un salto nel vuoto ma fin dal primo istante ho sentito una sensazione dentro di me che mai avevo provato nella mia vita e ho capito che era la strada giusta. Alla fine ho condotto quel programma per diciotto anni”.

IMG_4202

DSCN6431

A “Telemenù” sono venuti a cucinare tantissimi celebri personaggi…

“Sono venuti ospiti cantanti, attori, scrittori, conduttori, da Walter Chiari a Iva Zanicchi, da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello a Elsa Martinelli. Entravano tanti soldi dalle pubblicità, per cui riuscivamo ad avere questi nomi importanti. E’ stata una bellissima esperienza e ho avuto modo di conoscere persone meravigliose”.

Ci racconta qualche aneddoto divertente legato al programma?

“Ce ne sono tanti. Abbiamo avuto delle ricette che non sono venute al primo colpo. Una volta con Maria Teresa Ruta dovevamo preparare le meringhe ma si erano bruciate, allora ho sospeso la puntata e le abbiamo rifatte. Un’altra volta Elsa Martinelli si è arrabbiata perché non c’erano le uova di quaglia. Una sera, invece, dato che registravamo più puntate nello stesso giorno, dovevo andare a riportare in gioielleria un collier di margherite che avevo indossato durante il programma ma il negozio era già chiuso, e siccome non ho trovato la fermatura per togliere la collana, l’ho tenuta al collo anche a dormire e la mattina seguente ero piena di graffi (ride)”.

Il passaggio successivo è stato l’editoria, infatti le sue ricette sono poi state pubblicate in diversi libri di successo… 

“Nel 1988 è uscito il mio primo libro di ricette, Le mille meglio, a cui è seguito Quando cucina Wilma. Poi nel 1994 con la De Agostini ho pubblicato l’enciclopedia In cucina con fantasia, in sessanta volumi, e successivamente altri libri, tra cui Dolci e decorazioni, La mia cucina a microonde, Verdissimo, Tesori in cucina, Buongiorno con Wilma, Wilma e contorni, Spaghetti, Wilma , Insalatina e una tazzina di caffè, e Siamo nati per soffriggere (questi ultimi tre a cura di Lucio Nocentini)”.

In contemporanea a Telemenù c’è stata anche l’esperienza con Gli Oldies …

“Negli anni Ottanta Claudio Celli, marito di Betty Curtis e ai tempi membro del quartetto Radar, propose di creare questo gruppo composto da cinque artisti: lo stesso Celli, Cochi Mazzetti, Ernesto Bonino, Nicola Arigliano ed io, chiamato Gli Oldies. Riscuotemmo un grande apprezzamento e andammo in giro per l’Europa a cantare i nostri brani, tra cui la celebre Il pinguino innamorato. Siamo stati anche ospiti fissi di un programma condotto dal duo comico Ric e Gian sull’emittente Antennatre e abbiamo fatto un bellissimo lavoro. Io nel frattempo continuavo anche a condurre Telemenù su Telemontecarlo ma mi risultava sempre più difficile conciliare entrambi gli impegni. Dopo un anno iniziarono i primi litigi e alla fine il gruppo si sciolse”.

Femmine+Contro+Maschi+Milan+Premiere+GM0J2vRQYVxl

Wilma De Angelis alla prima milanese di “Femmine contro maschi”

Nel 2011 ha preso parte al film “Femmine contro maschi” di Fausto Brizzi nel ruolo di nonna Clara…

“Mi sono divertita molto a vestire i panni di nonna Clara, l’unica scena che proprio non mi è piaciuto interpretare è quella della sua morte (sorride)… C’era una bella atmosfera sul set, con un cast di bravi attori e attrici, da Luciana Littizzetto a Nancy Brilli, da Claudio Bisio a Paola Cortellesi. E’ un film che, a distanza di anni dall’uscita, passa ancora spesso in televisione”.

Nel 2024 ricorrono i trenta anni dalla scomparsa di Domenico Modugno, lei ha cantato “Corriamoci incontro”, brano da lui scritto …

“Avevo portato Corriamoci incontro, scritta da Domenico Modugno, a Il Festival del Musichiere, condotto da Mario Riva con Gorni Kramer a dirigere l’orchestra. Quell’anno mi affidarono quel pezzo bellissimo ed ero molto felice di cantarlo. Solo che la finale all’Arena di Verona fu funestata da una tragedia, il gravissimo incidente occorso a Mario Riva nel retroscena che ne causò poi la prematura morte. La serata andò comunque avanti condotta da Renato Rascel e al pubblico venne detto che Riva si era fatto male ma nessuno poteva immaginare quanto fosse drammatica la situazione”.

Lei è molto legata alla sua città, Milano, tanto che per diversi anni ha vestito i panni della Cecca in occasione del Carnevale…

“Ho vestito i panni della Cecca, diminutivo dialettale di Francesca, una maschera storica del Carnevale Milanese, per otto anni, a partire dal 2000. E’ stata anche quella una bella esperienza”.

Qualche mese fa è stata ospite a “Domenica In” e a “I Migliori Anni”, accolta dall’entusiasmo del pubblico…

“Sono stata felice di partecipare a questi due programmi condotti da Mara Venier e Carlo Conti. Mi sono molto stupita per l’affetto delle persone che mi fermavano per strada dicendo che ho ancora una bellissima voce, perchè a me sembra di non aver fatto nulla di straordinario. Vorrei continuare a cantare ma ultimamente la mia vita si è un po’ sciupata. Qualche mese fa sono caduta, quindi devo innanzitutto pensare a riprendermi completamente”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Lucio Nocentini

Rispondi