Intervista con Aaron che racconta il nuovo singolo “Un finale diverso (Grandine)”: “Far pace con gli altri e accettare quello che ti capita è la miglior medicina per affrontare la vita e migliorarla”

Si intitola “Un finale diverso (Grandine)” il nuovo singolo di Aaron, da lui scritto e composto con la collaborazione de Le Ore (duo composto da Francesco Facchinetti e Matteo Ieva), in cui racconta un viaggio emotivo attraverso la fragilità umana e il dolore del distacco.

La canzone si concentra sull’esperienza di quando l’universo sembra deviare improvvisamente dalla direzione che avevamo immaginato, lasciandoci con la sensazione di smarrimento, proprio come le piogge di fine settembre che spazzano via l’estate.

“Un finale diverso (Grandine)” prosegue il percorso che ha portato Aaron (vero nome Edoardo Boari) a pubblicare brani dalla potente forza espressiva, come “Poteva piovere”, arrivata dopo “I colori dell’alba”, sperimentando sonorità country-folk, rivisitate in chiave pop.

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Edoardo, è uscito il tuo nuovo singolo “Un finale diverso (Grandine)”, ci racconti com’è nato?

“E’ nato all’improvviso, ero in studio e stavo lavorando ad un altro brano e poi i ragazzi de Le Ore, che sono bravissimi e molto professionali, mi hanno detto che avevano scritto una canzone, in quanto quando c’eravamo visti la volta precedente avevo raccontato a Francesco alcune cose di me. Appena ho sentito “Un finale diverso (Grandine)” mi è piaciuto tantissimo e ho deciso di registrarlo subito rischiando anche di perdere il treno che dovevo prendere (sorride)”.

E’ un viaggio attraverso la fragilità umana e il dolore legato al distacco, ed è interessante anche questa similitudine con la grandine che ti colpisce all’improvviso…

“Parlando di distacco si aprono mille capitoli, perché potrebbe essere da qualcosa, da qualcuno, da noi stessi, io ho passato un periodo di distacco da me stesso quindi era d’obbligo metterlo nel brano”.

Quindi c’è tanto di te in questo pezzo…

“Sì, c’è tanto di me, anche perché a Francesco de Le Ore avevo raccontato veramente delle cose molto profonde e personali. Lui ha scritto questo brano quando grandinava, allora mi è venuto spontaneo aggiungere grandine al titolo”.

Attraverso la canzone passa anche un messaggio importante, accettare quello che non si può cambiare, e far pace con gli altri per far pace poi con se stessi…

“Far pace con gli altri e accettare quello che ti capita è la miglior medicina per affrontare la vita e migliorarla”.

Con questa canzone prosegui nel tuo nuovo percorso sonoro country-folk, rivisitato in chiave pop, che avevi iniziato con i precedenti singoli. Come mai questa scelta?

“”Un finale diverso (Grandine)” è più pop come brano, è una ballad, ma ci sono comunque degli input folk-country. Ho deciso di continuare questo flusso perché penso che questo genere mi personalizzi molto, in quanto viene dalla terra, viene dal materiale, io sono delle valli dell’Umbria (è nato a Nocera Umbra, in provincia di Perugia), quindi chi più di me può parlare di terra? Sono contento, anche grazie alla mia discografica, di aver intrapreso questa strada, perché non avevo mai affrontato il tema country-folk”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Mi piacerebbe fare dei live, poi ci sarà sicuramente nuova musica, ho già tanti brani pronti”.

Che cosa ti auguri per questo 2025 che sta per cominciare?

“Mi auguro di essere felice, di divertirmi con la musica, di stare bene con i fan, il rapporto che ho con loro è molto importante. E poi spero di fare nuovi brani e tanti concerti”.

“Un finale diverso (Grandine)” potrebbe essere anche una sorta di dedica alla musica che è un’arte che ti permette di trasformare in positivo le emozioni…

“La musica ha sempre tradotto un po’ i miei pensieri. Io sono molto “pessimista” con me stesso, però nel messaggio che provo a dare agli altri non voglio esserlo, perché so che c’è una luce e quindi voglio trasmetterla a chi mi ascolta”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Michela Alquati Bonisoli

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