Con l’inizio, ormai sempre più imminente, dei gironi di qualificazione in Europa, può ufficialmente e definitivamente partire quello che non è altro che il conto alla rovescia per i Mondiali 2026. Un’edizione storica che, inutile girarci attorno, è davvero molto attesa e già tanto chiacchierata.
La parola d’ordine è molto probabilmente, già da oggi, novità. Il pensiero va al numero di partecipanti, che salirà da 32 a 48. Un modo che porta ad avere, in primis, più partite, ma, si spera, anche più spettacolo ed emozioni.
Tutto questo può collegarsi a eventuali sorprese. Ma chi può stupire nella competizione, che si giocherà, per la prima volta, in tre Paesi, ossia Messico, Canada e Stati Uniti? Non resta che provare a rispondere.
Se escludiamo le cinque squadre che i bookmakers vedono favorite, i nomi più logici non possono che essere quelli di Portogallo e Olanda. I lusitani hanno tanto talento e qualità, con Leao, Joao Felix e Francisco Conceiçao pronti a prendersi la scena anche in Nazionale. Molto spesso però è mancata quella maturità che è decisiva nei grandi tornei. Insomma, l’Europeo del 2016 sembra più che altro frutto di una combinazione magica.
Gli Orange, dal canto loro, vengono da un buon Europeo, terminato in semifinale. Ed ecco, quel mix tra esperienza e gioventù, può permettere di fare bene anche nel 2026.
Parlando di sorprese, è più che lecito chiedersi se il Marocco riuscirà a ripetere quanto fatto in Qatar nel 2022. Il bronzo alle Olimpiadi ha confermato la crescita e l’esplosione continua di talenti, ma confermarsi è sempre complicato.
A proposito di talenti, merita sempre un occhio di riguardo la Colombia, con Luis Diaz che può essere il trascinatore dopo la delusione in finale di Copa America contro l’Argentina.
Curiosità sulla Serbia, dove il talento si spreca: Pavlovic, Milinkovic, Terzic, Samardzic, Vlahovic e tanti altri. Il problema è che non si è mai riuscito a creare e a trasformare una lista di nomi in una vera e propria squadra. Chissà che non possa essere la volta buona…
E l’Italia? Difficile stabilire se gli azzurri possono esser definiti sorpresa, visto il palmares che può vantare la nostra Nazionale. Certo, allo stesso tempo, è un errore parlare troppo del passato.
Il lavoro fatto da Spalletti in questi mesi è sicuramente importante e di livello. I risultati in Nations League confermano come si stia costruendo un gruppo importante e con qualche ottima individualità. La strada pare però essere ancora molto lunga e soprattutto, viste le due mancate qualificazioni nel 2018 e nel 2022, sarebbe già un buon traguardo ottenere la qualificazione in un girone ancora da definire dopo il sorteggio di Zurigo. Poi, come si è soliti dire in questi casi, l’appetito vien mangiando.
