Il campo di Ferramonti di Tarsia è stato fatto costruire da Mussolini per internare ebrei, apolidi e stranieri nemici dopo l’ingresso in guerra dell’Italia a fianco dell’alleato germanico. Nonostante la mancanza di libertà, la carenza di cibo e le malattie, a Ferramonti gli internati venivano trattati in modo umano, e furono possibili attività artistiche e musicali. Nel campo, in particolare, erano internati molti musicisti, alcuni dei quali sarebbero divenuti molto noti nel dopoguerra. Tra essi, il trombettista Oscar Klein, il direttore d’orchestra Lav Mirski, il pianista Sigbert Steinfeld, il cantante Paolo Gorin, il compositore Isko Thaler e il pianista Kurt Sonnenfeld, giovane ebreo viennese, che sperava di espatriare negli Stati Uniti, ma venne arrestato a Milano e inviato a Ferramonti.
Spesso nel campo venivano organizzati concerti, sia strumentali che corali, e spettacoli di vario tipo, cui gli internati dettero il nome di “Serate Colorate”, dove il jazz, il cabaret, l’operetta dominavano la scena. Di tutta questa ricchezza musicale è stata salvata una scatola di spartiti manoscritti: erano le musiche scritte ed eseguite a Ferramonti.
A partire da una ricerca storica di questi eventi, verrà proposto un “racconto musicale” che stimoli delle riflessioni, mettendo in luce i vari aspetti che il materiale arrivato sino a noi testimonia: le composizioni, le atmosfere, le scelte musicali e i relativi programmi, le parole e le emozioni dei diari, la vita quotidiana degli internati.
Prima dello spettacolo, alle 18.30, nel foyer del teatro Menotti di Milano verrà presentata la mostra “Ferramonti una storia parallela” con la partecipazione di Ruth Foa, che a 10 anni vi è stata internata.
UNA MOSTRA RACCONTA IL PIÙ GRANDE CAMPO DI CONCENTRAMENTO ITALIANO
Ferramonti di Tarsia è stato il più grande campo di concentramento realizzato nell’Italia fascista in seguito all’emanazione delle leggi razziali. Vi vennero internati soprattutto ebrei di origine straniera, ma anche oppositori politici e apolidi.
Il progetto ‘Ferramonti, una storia parallela’ racconta la sua storia attraverso 14 pannelli corredati di documenti e foto (in parte inedite) ripercorrendo eventi, personaggi, atmosfere e curiosità del campo e dei suoi protagonisti. Un lavoro di Laura Vergallo Levi con la collaborazione di Paolo Guido Bassi.
Pur privati della libertà e sottoposti a una condizione di vita precaria, i prigionieri di Ferramonti – grazie a un regime di detenzione decoroso – sono riusciti a fare cose impossibili da immaginare in altri contesti similari. Ad esempio, gestire una scuola, organizzare concerti, curare i cittadini dei paesi vicini, giocare a calcio, allestire sinagoghe e, persino, comporre un inno fascista!
Una ‘storia parallela’, appunto, alla tragedia del secondo conflitto mondiale.
L’esposizione verrà inaugurata il giorno 13 gennaio alle 18.30 al teatro Menotti (via Ciro Menotti, 11) di Milano. Interverrà Ruth Foa, milanese, internata all’età di 10 anni, che porterà la sua testimonianza diretta.
Da segnalare il collegamento forte e simbolico che lega Ferramonti al capoluogo lombardo. Gli arredi della sinagoga del campo sono stati portati in città all’indomani della Liberazione. Sistemati nell’ex sede dei Fasci di Combattimento di via Unione – che per alcuni anni è stato l’unico luogo di culto ebraico di Milano – sono utilizzati tutt’oggi nella sinagoga Beth Shlomo di corso Lodi.
La mostra ‘Ferramonti, una storia parallela’ è stata pensata per essere itinerante. Nei giorni successivi all’inaugurazione, inizierà suo ‘viaggio’. Prime tappe: il liceo milanese Parini e le scuole Faes di via Fossati.
A seguire, alle ore 20, si terrà lo spettacolo musicale “Ferramonti una storia parallela”, un racconto che intreccia musica, testi e riflessioni sulla vita nel campo. Il progetto è ideato da Laura Vergallo Levi, con i testi scritti da Sofia Weck e Laura Vergallo Levi, e la direzione musicale di Francesco Vittorio Grigolo. Sul palco si esibiranno:
- Claudio Giacomazzi (violoncello)
- Francesco Vittorio Grigolo (tromba e fisarmonica)
- Laura Vergallo Levi (pianoforte)
- Sofia Weck (tromba e voce)
Lo spettacolo, basato su approfondite ricerche storiche, ripropone le musiche, le parole e le atmosfere delle “Serate Colorate”, gli eventi artistici organizzati dagli internati nel campo, e invita a riflettere su una pagina di storia che merita di essere ricordata.
