Tante ballad, molto ritmo, l’amore in tutte le sue sfumature al centro della maggior parte dei testi: abbiamo ascoltato in anteprima le canzoni dei trenta Big in gara al Festival di Sanremo 2025, che si terrà dall’11 al 15 febbraio, condotto da Carlo Conti. Ecco le prime impressioni.
Francesco Gabbani – Viva la vita: un vero e proprio inno alla vita e a godersi ogni istante, con quel carico di positività e di poesia che lo contraddistingue. Una ballad che inizia con un blues per poi aprirsi, una canzone piacevole da ascoltare. Frase: “viva la vita così com’è viva la vita questa vita che è solo un attimo un lungo attimo”.
Clara – Febbre: una canzone, con il testo di Madame e la produzione di Dardust, con un ritmo fresco e trascinante, in cui parla di un amore che sale e scende come la febbre, e che ha tutte le carte in regola per diventare un nuovo successo. Frase: “mille lune passeranno e una ci sarà per sempre per te che non vuoi scendere come la febbre”.
Willie Peyote – Grazie ma no grazie: un brano con un inizio dal sound latineggiante in cui il cantautore ci ricorda l’importanza dell’ironia per affrontare le sfide che ci si presentano quotidianamente nella nostra società, ma anche gli ipocriti e i vittimisti. Nel brano cita anche i Jalisse. Frase: “E c’hai provato anche più volte dei Jalisse ma l’insistenza non è mai così di classe”.
Noemi – Se t’innamori muori: ballad romantica in crescendo di ritmo e vocalità, firmata da Blanco e Mahmood con la produzione di Michelangelo, che parla dell’importanza di superare la paura di amare e di lasciarsi andare. Frase: accettarsi è difficile, quando non sai qual è la strada da prendere”.
Lucio Corsi – Volevo essere un duro: una canzone autobiografica, orecchiabile, in cui tutti possono rispecchiarsi in quanto almeno una volta si sono sentiti fuori posto nella società e hanno dovuto fare i conti con le proprie paure. Frase: “quanto è duro il mondo per quelli normali che hanno amore intorno o troppo sole negli occhiali”.
Rkomi – Il ritmo delle cose: un brano pop elettronico (con Shablo tra i produttori), ritmato, radiofonico, che parla di provare a ridare una forma al disordine dei sentimenti. Frase: “il ritmo che ci muove ci corre nella gola e ci spezza le parole”.
The Kolors – Tu con chi fai l’amore: il brano con testo di Stash, Davide Petrella e Calcutta, ha sonorità pop dance, con cambi di ritmo e vocalità, racconta di una serata in cui tutto può accadere e si candida ad essere un nuovo tormentone. Frase: “Mi piaci un minimo ti aspetto a Mikonos in ogni rendez-vous bugie si dicono”.
Rocco Hunt – Mille vote ancora: una canzone autobiografica, in cui tra italiano e dialetto napoletano, racconta i ricordi legati all’infanzia, al suo quartiere, tra nostalgia e riscatto. Nel finale c’è il suono del mandolino. Frase: “siamo carte stropicciate nel portafoglio siamo anime buone in un mondo cattivo”.
Rose Villain – Fuorilegge: Nel brano, che si apre con un pianoforte, la cantautrice racconta la solitudine, la mancanza e la voglia di partire come Bonnie e Clyde, ma al contempo si tormenta mentre ascolta Almeno tu nell’universo di mia Martini ballad. Nella parte finale la sorpresa di un coro in stile gospel. Frase: “Forse ho oltrepassato il limite di ore senza di te sento il tuo nome e inizia a piovere fuori e dentro me”.
Brunori Sas – L’albero delle noci: Una canzone d’amore che racconta la gioia della paternità ma anche le paure legate a questo cambiamento. Frase: “vorrei cambiare la voce vorrei cantare senza parole senza mentire per paura di farti soffrire”.
Serena Brancale – Anema e core: una canzone che unisce italiano e dialetto, con un sound mediterraneo e un ritmo dance che fa venire voglia di ballare e di scatenarsi. Frase: dammi un bacio su un taxi cabrio un bacio che s’adda verè”.
Irama – Lentamente: una ballad malinconica che racconta una relazione che sta terminando, caratterizzata da una grande intensità interpretativa. Frase: non vedi che quando mi guardi davvero negli occhi non sai se scappare restare se hai voglia ma dimmi che sono lontano anni luce”.
Marcella Bella – Pelle diamante: protagonista della canzone è una donna forte, tosta, indipendente, un brano ritmato, che resta in mente facilmente. Frase: “Sono una combattente fammi mille complimenti e stop tanto i miei difetti già li so”.
Achille Lauro – Incoscienti giovani: un brano melodico, intenso, romantico che racconta un amore di gioventù caratterizzato dalla voglia di amarsi senza avere paura del futuri. Nel finale un assolo di sassofono. Frase: “Di amore muori veramente se non ti amo fallo tu per me ti cercherò in un vecchio film”.
Elodie – Dimenticarsi alle 7: Una canzone in cui coesistono l’elettronica e la grande tradizione della musica italiana, e fa riferimento a un orario specifico della mattina, simbolo di un momento in cui, non essendo ancora andati a letto dopo una notte fuori, si cerca di dimenticare qualcuno, anche se è difficile scordarsi delle emozioni. Frase: “dicevi stasera dove vai amore ora che ho bisogno di te”.
Tony Effe – Damme ‘na mano: l’artista spiazza portando un brano romantico e passionale che celebra Roma e il legame con la sua città, personificandola come se fosse una donna. Una canzone tra italiano e dialetto romanesco con echi che rimandano a Califano che tra l’altro viene citato nel testo. Frase: “Damme ‘na mano che c’ho ner core solo una donna e ‘na canzone”.
Massimo Ranieri – Tra le mani un cuore: Un brano con il testo scritto da Tiziano Ferro, Nek, Giulia Anania e Marta Venturini, in cui l’artista con la sua inconfondibile voce, racconta di un amore finito, di un cuore spezzato che va protetto. Frase: “La vita intera con il cuore in mare il mondo l’ha già fatto a pezzi eppure lì rimane proteggilo dal freddo che c’è stato e troverà la pace dopo quello che ha passato”.
Sarah Toscano – Amarcord: un brano pop che parla d’amore, dal ritmo veloce e frizzante, contenente varie citazioni, da Edith Piaf al film di Fellini. Frase: “c’è un vento che mi porterà mi scioglierà le trecce di una vie en rose come Edith Piaf”.
Fedez – Battito: un brano coraggioso e intimo, che parla della depressione, dove anche se si vede nero pure il cielo c’è la voglia di rialzarsi e ripartire. Frase: “prenditi i sogni pure i miei soldi basta che resti lontana da me affronto una guerra da disarmati ho alzato barriere di filo spinato”.
Coma_Cose – Cuoricini: una canzone ritmata in cui si ironizza sull’uso eccessivo dei social e degli “stramaledetti cuoricini”. Frase: “un sabato qualunque mi hai portato via da tutta quanta la modernità ma dove scappi senza cuoricini”.
Giorgia – La cura per me: Una delle più grandi voci italiane di sempre, Giorgia porta al Festival un brano in cui l’amore si trasforma in cura contro la solitudine, una ballad intensa, con un sound moderno, in cui l’estensione vocale dell’artista arriva alle stelle. Frase: “Non so più quante notti ti ho aspettato per finire a ingoiare tutta la paura di rimanere sola in questa stanza buia”.
Olly – Balorda nostalgia: Una ballad in cui si racconta di un amore finito che ha lasciato ricordi nostalgici legati alla quotidianità. Frase: “Ma sai che questa sera balorda nostalgia mi accendo la tv solo per farmi compagnia”.
Simone Cristicchi – Quando sarai piccola: una poesia delicata e commovente dedicata alla mamma i cui ricordi si affievoliscono e il figlio cerca di ridarle tutto l’amore che ha ricevuto. Frase: “E ancora un altro giorno insieme a te per restituirti tutto il bene che mi hai dato e sconfiggere anche il tempo che per noi non è passato”.
Emis Killa – Demoni: un brano dal sound elettronico con al centro un amore complicato, appassionato, che ti fa sognare ma al contempo potrebbe anche farti impazzire. Frase: “Sì, sono pazzo lo so andrò all’inferno da solo e sono fuori di me ma ancora fatto di te”.
Joan Thiele – Eco: al suo esordio al Festival l’artista porta un brano dal sapore cinematografico , in cui sottolinea l’importanza di portare avanti le proprie idee e seguire il proprio istinto. Frase: “e se potessi dirti che qui la paura non ha età tu fissala forte dentro gli occhi”.
Modà – Non ti dimentico: una ballad nello stile della band, in cui viene raccontato un amore che sta finendo e il coraggio di voltare pagina. Frase: “e non te l’ho mai detto che mentre ti baciavo tenevo aperti gli occhi e di nascosto ti osservavo”.
Gaia – Chiamo io chiami tu: un brano dal ritmo latino, ballabile, con un ritornello che resta in mente, in cui si parla dell’indecisione che ci blocca, dei dubbi che ci allontanano dal nostro istinto più profondo. Frase: “nascosta sotto le labbra poesia di contrabbando ti ricordi quando era soltanto un gioco”.
Bresh – La tana del granchio: inizio con un giro di chitarra, un brano pop orecchiabile, cantautorale, con tante immagini evocative. Frase: “Se capisci che non ti amo sei una sirena che non nuota cosa puoi dire fammi solo sapere quando vuoi guarire”.
Francesca Michielin – Fango in paradiso: la cantautrice racconta la fine di un amore e tante domande che restano senza risposta con una ballad intensa. Frase: “e quanto amore sprecherò quanti vetri rotti che sono plastica per i tuoi stupidi occhi”.
Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento – La mia parola: una canzone tra rap e rnb che parla di una città in cui si vive e si muore senza soldi o alternative, impreziosita dal suono della tromba nel finale. Frase. “è una street song per dare quello che ho brucerò fino alla fine chiuso tra cemento e smog”.
Al termine degli ascolti delle canzoni il direttore artistico e conduttore de Festival di Sanremo 2025 Carlo Conti ha parlato della scelta dei brani e ha annunciato che nella seconda serata della kermesse sarà ospite Damiano David.
“A Sanremo parleremo della guerra e di altri problemi che riguardano il mondo. Molti brani in gara sono incentrati su rapporti personali e interpersonali e sull’amore, forse è un modo per sfuggire a quello che accade intorno a noi. C’è una grande varietà di generi, peccato che manchi il tassello del rock. Non mi sarei mai permesso di dare indicazioni ma ho notato che il mondo del rap si sta spostando verso il pop. Per quanto riguarda i personaggi che mi affiancheranno sul palco dell’Ariston ho cercato di un sapore diverso ogni sera con vari compagni di viaggio perchè come diceva Ezio Bosso “la musica come la vita si fa insieme””.
di Francesca Monti
