SANREMO 2025 – Intervista con Marcella Bella, che torna in gara al Festival con “Pelle Diamante”: “E’ un invito alle donne ad essere forti, indipendenti, a creare una corazza per potersi difendere”

“In questa canzone c’è quasi tutto il mio carattere, c’è una donna indipendente, che ha affrontato anche situazioni non simpatiche. La mia carriera è iniziata oltre cinquanta anni fa, quindi ho vissuto momenti belli e brutti, in generale ho avuto più cose positive che negative, forse perché mi sono creata una piccola corazza, magari non di diamanti”. Marcella Bella torna in gara, dopo diciotto anni, per la nona volta, alla 75esima edizione del Festival della Canzone Italiana con “Pelle Diamante”, da lei scritto con Marco Rettani, Senatore Cirenga, Andrea Simoncini.

Un pezzo contemporaneo con un sound dance ma anche con un messaggio importante, un inno che celebra le donne ma sa andare al di là di ogni separazione di genere, sottolineando come il diamante sia, oltre che prezioso, il più resistente a qualunque urto. Avere Pelle Diamante significa avere la “pelle dura”, resistente.

Parole dolci e forti per un’artista che non tradisce l’immagine femminile che abbiamo di lei, confermando, al tempo stesso, come sia indomabile e “tosta”.

Nella serata delle cover di venerdì 14 febbraio Marcella Bella porterà “L’emozione non ha voce” di Adriano Celentano, accompagnata sul palco dai Twin Violins.

“Pelle Diamante” sarà contenuta nel disco “Etnea Diamante Edition” che sarà impreziosito dall’inedito Fino alla fine del mondo e da Tacchi a Spillo remix.

Marcella, torna in gara al Festival di Sanremo a diciotto anni dall’ultima partecipazione, per la nona volta, quali sono le sue sensazioni?

“Sono tornata al Festival nel 2021 come ospite, ma effettivamente erano quasi diciotto anni che non partecipavo in gara. Sanremo è sempre speciale, puoi dire che non ti emozioni più perché ormai sei una veterana, ma in realtà non è così, anche quando ho fatto le prove e sono entrata per la prima volta all’Ariston le gambe facevano giacomo giacomo, mi tremavano. Poi è passato tutto in quanto ho questa capacità di trasformare l’emozione in energia positiva perché non sono più una ragazzina, non posso spaventarmi e rischiare di non fare una buona performance. Allora cerco di farmi forza, di mettercela tutta. Le emozioni ci sono però bisogna imparare a contenerle, a controllarle”.

Torna in gara con “Pelle Diamante”, un brano che la vede per la prima volta anche nelle vesti di autrice insieme a Marco Rettani, Senatore Cirenga, Andrea Simoncini…

“Senatore Cirenga, un ragazzo molto simpatico e bravo, ha scritto per me anche un altro pezzo che è contenuto nell’album “Etnea” che si intitola “Tacchi a spillo”, molto moderno, elettronico, quasi techno. Quando mi ha fatto sentire questa nuova musica, ho collaborato alla scrittura del testo, parlando di un argomento che a me sta molto a cuore, che è quello delle donne che devono essere più forti, combattere, essere indipendenti, crearsi una loro corazza fatta di questa bellissima pietra che è il diamante, la più dura e resistente che c’è al mondo, che non puoi scalfire, ma allo stesso tempo è una pietra preziosissima, bella, che piace a tutti. Ho paragonato la donna a questa pietra, quindi pelle diamante vuol dire che dobbiamo crearci una corazza così dura e importante che ci possa difendere, ma non dobbiamo perdere la nostra bellezza, la nostra femminilità, dobbiamo riuscire a fare a meno anche di qualche uomo, perché se non è quello giusto, non è gentile con noi, è anche violento, bisogna allontanarlo subito. Io cerco di mandare un piccolo messaggio che possa aiutare in qualche modo le donne che mai come in questo momento stanno vivendo delle atrocità, delle cose bruttissime non solo in Italia ma in tutto il mondo”.

Ascoltando il brano mi ha colpito in particolar modo una frase: “sono una combattente, fammi mille complimenti e stop, tanto i miei difetti già li so” …

“Gli uomini a volte fanno tanti complimenti ma io voglio dire che non ne ho bisogno, quando canto che “sono la mia più grande fan” intendo che non ho bisogno di avere un uomo vicino per essere valutata, di avere qualcuno che mi dica come sei bella, come sei intelligente, come sei in gamba, è necessario invece essere consapevoli di quello che siamo ed essere più sicure di noi e pronte se occorre a rimanere sole, perché come dice il proverbio “meglio sole che mal accompagnate””.

credit foto Paolo De Francesco

Quanto c’è di autobiografico in questo brano, perché noi abbiamo di lei un’immagine di una donna libera, forte, determinata, dotata di ironia e anche di dolcezza…

“In questa canzone c’è quasi tutto il mio carattere, c’è una donna indipendente, che ha affrontato anche situazioni non simpatiche. La mia carriera è iniziata oltre cinquanta anni fa, quindi ho vissuto momenti belli e brutti, in generale ho avuto più cose positive che negative, forse perché mi sono creata una piccola corazza, magari non di diamanti (sorride). Dico sempre ai miei figli “guardate che là fuori, lontano dalla famiglia, c’è la giungla”, magari esagero ma è per far loro  capire che il mondo non è tutto rose e fiori, purtroppo bisogna imparare anche a sapersi difendere, soprattutto le donne che in questo momento sono massacrate da molti uomini. Naturalmente io amo gli uomini, però sono contro quella tipologia di uomo-padrone, che non permette a una donna di separarsi o divorziare o che se ne vada via se non vuole più stare con lui. Sembra di essere tornati al Medioevo… La canzone è infatti un incitamento rivolto alle donne che devono cercare di essere più sicure e forti”.

Facendo un piccolo passo indietro, che ricordo conserva della sua prima partecipazione al Festival di Sanremo nel 1972 con Montagne Verdi e delle due in coppia con suo fratello Gianni nel 1990 e nel 2007?

“La prima partecipazione al Festival è stata la realizzazione dei miei sogni di ragazzina, di bambina. Infatti dicevo sempre che volevo andare a Sanremo e cantare su quel palco e tutti mi prendevano in giro, ma io ci speravo, finché poi un giorno è successo davvero e ho percorso quella scala che portava al Casinò dove all’epoca si svolgeva il Festival, cantando “Montagne verdi”, una bellissima canzone di due autori bravissimi, Giancarlo Bigazzi che aveva scritto la storia della mia vita, e Gianni Bella che aveva composto quella magnifica musica. Così sono andata alla ricerca delle mie montagne verdi e le ho trovate, che erano poi tutte le mie speranze. A seguire ci sono stati anche dei Sanremo che sono andati meno bene come quando ho partecipato con “Pensa per te”, una canzone che non mi convinceva ma che la casa discografica mi impose. Io andai ma chiaramente quando già il cantante non è convinto non riesce ad appassionare gli altri. Successivamente con “Senza un briciolo di testa” arrivai terza e fu una grande soddisfazione perché era il mio sogno cantare una canzone come quella, con una musica bellissima, un testo importante e l’arrangiamento di Geoff Westley, quindi fu un Sanremo rotondo, andò tutto bene e fu un grande successo. Tornai poi con “Dopo La tempesta” che piacque molto ai giovani, quindi salii sul palco dell’Ariston per la prima volta in coppia con Gianni nel 1990 portando “Verso l’ignoto”, una poesia che Mogol aveva scritto dedicandola alla sua mamma, una bellissima canzone che però era di nicchia, non era così popolare. Poi partecipai di nuovo con mio fratello Gianni cantando “Forever” che invece non andò molto bene. Sanremo è così, ma se devo fare un bilancio sono più le volte che le canzoni sono piaciute. Del resto il Festival è un po’ come la vita, non possiamo piacere a tutti”.

credit foto Paolo De Francesco

Nella serata delle cover porterà “L’emozione non ha voce”, che è stata cantata da Adriano Celentano e scritta proprio da Gianni Bella con Mogol, e sarà accompagnata dai Twin Violins. Come nasce questa collaborazione?

“Volevo dei giovani sul palco accanto a me, scegliere un cantante o una cantante era più complicato e non avevamo molto tempo per studiare un duetto all’altezza. Io volevo assolutamente cantare questa canzone perché c’è un motivo. Quando Gianni scrisse “L’emozione non ha voce” e me la fece sentire per la prima volta gli chiesi se fosse per me e lui rispose che l’aveva scritta per Celentano. Io mi arrabbiai tantissimo perchè avrei voluto cantarla, ma non c’è stato niente da fare. In tutti questi anni ho sempre pensato che sarebbe arrivata l’occasione, magari a Sanremo, di interpretare questo pezzo che ho sentito nascere mentre Gianni lo componeva al pianoforte. Per me è familiare cantare questa canzone e quindi non potevo fare una dedica più bella di questa a mio fratello, naturalmente ringraziando anche Mogol che ha scritto delle parole bellissime, romanticissime, splendide”.

Pelle Diamante sarà poi contenuta nel disco “Etnea Diamante Edition” dove ci saranno anche il remix di Tacchi a Spillo e un altro inedito, Fino alla fine del mondo…

“Volevo far conoscere questo album ad una platea più vasta e il Festival di Sanremo è indubbiamente una vetrina importante per promuoverlo. E’ uscito pochi mesi fa, è realizzato con amore, ho scritto nove canzoni, compresa Pelle Diamante, come autrice, chi ha ascoltato il disco ha detto che è bellissimo e mi piacerebbe farlo conoscere ad ancora più persone. Per questo abbiamo pensato ad un’edizione speciale”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Mauro Caldera

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