Cecilia Sala è la nuova ospite del podcast “Stasera c’è Cattelan – Supernova”

È Cecilia Sala la nuova ospite del podcast “Stasera c’è Cattelan – Supernova” – o come ama definirlo lo stesso Alessandro Cattelan, l’ennesimo podcast, in cui i personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, riescono a raccontarsi in maniera interessante e inedita, riflettendo su diverse tematiche legate al mondo che ci circonda.

Cecilia Sala ha raccontato la sua prigionia nel carcere di Evin a Teheran, di come la sua operazione di rilascio è stata una delle più rapide dagli anni ’80 e che ciò che l’ha colpita di più al ritorno in Italia sono stati i messaggi di affetto dei bambini. Dopo la scarcerazione, la giornalista ha sentito il bisogno di tornare subito al lavoro per dar voce agli altri e alle loro storie, così ha intervistato il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con il quale ha parlato della guerra in Ucraina e del ruolo degli Stati Uniti e di Trump, ha analizzato i rapporti tra Europa e USA e il ruolo di una figura controversa come quella di Elon Musk. La Sala ha inoltre approfondito altri aspetti come la condizione delle donne in Iran, ricordando il caso della comica Zeinab Muzavi; l’importanza del viaggio per un giornalista e la situazione sociale dei giovani nelle zone di conflitto.

Infine, non è mancata una nota più leggera, con il ricordo del la sua partecipazione al video di “Caramelle” della Dark Polo Gang.

In merito al ritorno al lavoro dopo il rilascio ha dichiarato: “Non ho processato questa scelta, è stata spontanea. Non credo che un analista possa ritenerla una scelta giusta, sono ancora lenta e confusa rispetto a prima. La cosa che avevo voglia di fare quando sono tornata, era ricominciare a lavorare. Ho capito che si era parlato di me per la condizione in cui ero e avevo voglia di tornare io a parlare degli altri. Quindi il modo per farlo e per uscire dalla condizione di rapita, l’unica cosa da fare era tornare a lavorare. Con calma, facendo meno cose prima, ma ho ricominciato a lavorare”.

Su Elon Musk ha dichiarato: “La sua è una figura preoccupante perché è qualcosa che non sappiamo maneggiare o capire. Le sue aziende hanno fatto cose incredibili per il progresso nel mondo. Però pensiamo comunque che è l’uomo più ricco del mondo, ma “trolla” gli elettori del Paese più ricco del mondo e di conseguenza, l’opinione pubblica mondiale, giocando ad esempio con un gesto che sembrava un saluto nazista. Lui gioca con il potere che dà essere l’uomo più ricco e avere in mano delle tecnologie come Starlink, che sono fondamentali nei conflitti, ad esempio per l’Ucraina. Lui può decidere se dare o togliere questa tecnologia. E pensare che cambi idea perchè ha fumato, o per divertirsi o perchè ha fatto una battuta su X, è ovviamente spaventoso. Sembra il personaggio di un cartone animato inquietante. Lui si prende gioco di tutti, divertito dal potere che ha”.

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Cecilia Sala è da sempre vicina alle tematiche che riguardano il mondo giovanile, specie nelle zone del mondo attraversate da conflitto o dove la libertà di espressione viene spesso violata, per questo ha raccontato il suo punto di vista sull’argomento: “In Afghanistan, se vai in giro, sono tutti ragazzini. Io sono considerata anziana. Sono stata in Sud Sudan, uno dei posti più giovani del mondo. In Iran il 70% della popolazione ha meno di 35 anni. Quello che non riusciamo a comprendere qui è la vitalità, la propensione al cambiamento e a correre dei rischi come essere picchiati o uccisi per i propri diritti. Se tu sei un giovane iraniano e pensi che il Governo non ti rappresenti e quello che ha il potere è uno, se vedi che siete in dieci a pensarla allo stesso modo contro uno, inizi a pensare che puoi cambiare le cose. Non è detto che sempre si riesca, la Repubblica Islamica controlla l’economia e le armi. Ma pensare di avere la forza e la propensione al rischio dei giovani, porta le piazze iraniane ad essere piene di diciottenni. Teheran si è trasformata. Io ho visto veramente centinaia di migliaia di ragazze iraniane che non portano il velo nel loro Paese. È un crimine ma sono talmente tante che è impensabile pensare di riuscire a punirle tutte”.

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Infine, sulla partecipazione al video della Dark Polo Gang ha svelato come è stata coinvolta nelle riprese: “Io ero e sono amica di un gruppo di coetanei che facevano i video della DPG. Sono stata alla scuola materna con Dark Side ed ero amica dei suoi registi. Succede che la comparsa dà buca e mi chiamano all’improvviso per chiedermi un favore. Ero una ragazzina, ho pensato che non se ne sarebbe accorto nessuno. Avevo gli occhialoni e il colletto tirato su e ho detto “Non mi riconoscerà nemmeno mia mamma”.

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