Prestazione sontuosa della Dolomiti Energia che supera nettamente l’Olimpia Milano per 79-63 conquistando la prima Coppa Italia della sua storia.
Per l’Armani un amaro risveglio ed il secondo ko consecutivo in finale dopo la sconfitta dell’anno scorso di fronte a Napoli.
Dopo una buona partenza di Milano, la compagine di coach Galbiati infila un parziale di 11-0 con due ottime penetrazioni di Lamb e Cale.
Ettore Messina chiama il primo time-out per organizzare gli schemi di gioco e Shields interrompe la crisi dell’Olimpia con una azione da tre punti, seguito da Mirotic per l’11-13 che riporta sotto il quintetto lombardo.
Negli ultimi due minuti di gioco, la difesa dell’Olimpia diventa impenetrabile ed è ancora il montenegrino Nikola Mirotic a pareggiare i conti con due tiri liberi.
Il primo periodo si conclude con il punteggio di 15-14 a favore della Dolomiti Energia con i due liberi realizzati da Myles Cale. Milano avrebbe 17 secondi a disposizione, ma le due conclusioni dall’arco di Nenad Dimitrijević si fermano sul ferro.
Il secondo quarto di gioco si apre con una conclusione dalla distanza di Ellis e la pronta risposta dell’argentino Bolmaro.
La prima “bomba” da tre punti della finale viene realizzata da Trento che difende il minimo vantaggio sul 20-18.
Punteggio piuttosto basso con le difese che obbligano i giocatori a cercare conclusioni dalla distanza spesso in posizioni piuttosto complicate. Decisamente negative le percentuali da tre punti (1 su 7 per Trento e 0 su 6 per Milano).
Al quarto minuto Pippo Ricci realizza finalmente il primo tiro dall’arco per l’Armani Milano che ritorna avanti per 23-20.
Coach Messina rimanda in campo Tonut mentre Galbiati si affida a Niang.
Mannion commette un fallo piuttosto ingenuo nell’ultimo secondo dell’attacco trentino e subisce anche un “fallo tecnico” per proteste, regalando tre liberi a Jordan Ford che riporta la Dolomiti sul 25-24.
Adesso la finale si accende. Ford inventa da tre punti e sull’altro fronte Mirotic offre un perfetto assist a Leday per l’azione da due punti più libero.
L’Olimpia attacca con precise penetrazioni e costringe Trento ad una serie di falli sotto canestro. Mirotic resta infallibile dalla lunetta per il 31-28 Olimpia.
La Dolomiti fatica a costruire e dall’arco Ford fallisce due triple. Migliore fortuna invece per Zukauskas che riporta il punteggio in parità.
Le due finaliste continuano ad alternarsi in vantaggio con percentuali sempre molto basse dalla distanza. Trento chiude la frazione con una ottima difesa e sfrutta la bomba da tre di Ellis e il tiro sulla sirena di Zukauskas per andare all’intervallo lungo sul 38-31.
L’Armani Milano rientra sul parquet con maggiore determinazione, ma Trento risponde con Ellis alla schiacciata di Freddie Gillespie.
La Dolomiti lotta su ogni pallone, recupera diversi rimbalzi e Lamb concretizza il massimo vantaggio sul 42-33.
L’Olimpia difende al massimo e Shields riavvicina le “scarpette rosse” a meno cinque.
Leday inventa l’azione da tre punti e la finale si riapre completamente (40-42).
La Dolomiti resta concentrata e si riporta velocemente sul 52-44 approfittando della seconda “bomba” dall’arco di Zukauskas.
Trento realizza ottime penetrazioni sotto canestro e mantiene Milano ad un distanza di sicurezza. Gli uomini di Messina continuano a faticare dalla media distanza e si affidano solo ai tiri liberi per tenere aperta la finale.
Il terzo quarto si conclude con una ultima azione delle Aquile trentine concretizzata da Lamb sotto canestro per il 59-48
L’ultimo quarto è una salita quasi insormontabile per la formazione di Ettore Messina che si ritrova a meno dodici (50-62) senza idee ed energie mentali.
La percentuale da tre punti (1 su 15) è imbarazzante mentre Ellis è chirurgico e lancia le aquile bianconere sul 67-50 quando mancano appena sei minuti alla sirena conclusiva.
Galbiati incita i suoi ragazzi e li esorta a non abbassare la guardia contro una compagine come Milano che non è mai doma.
Il cronometro però è dalla parte della Dolomiti Energia che gioca al limite dei 24 secondi e difende in modo aggressivo concedendo ai lombardi solo i tiri dalla lunetta.
Messina indica ai suoi un pressing alto sperando di recuperare qualche pallone, ma anche sotto canestro i bianco-rossi sbagliano diversi “taglia-fuori”.
Mirotic (20 punti) trascina i propri compagni per il 58-69 a 3 e 50 dal termine con Trento che fatica a muovere il punteggio, quasi come se avesse paura di chiudere l’incontro.
Sull’ennesima tripla di Tonut che si ferma sul ferro si esauriscono le residue speranze di rimonta dell’Olimpia. Niang riporta la Dolomiti sul 72-60 e sull’uscita di Mirotic, i bianco-rossi di Milano alzano definitivamente bandiera bianca.
La finale si conclude con la meritata vittoria della Dolomiti per 79-63 con Galbiati ed i suoi ragazzi che possono alzare al cielo la meritata Coppa Italia.
di Fulvio Saracco
credit foto X Lega Basket Serie A
