Su Rai 2, mercoledì 19 febbraio in prima serata alle 21.25, al via la sesta stagione di “Rocco Schiavone”, con protagonista Marco Giallini: “Rocco andrà meno alla ricerca dell’amore, sarà disilluso”

Su Rai 2, mercoledì 19 febbraio in prima serata alle 21.25, torna “Rocco Schiavone”, il vicequestore in forza alla Polizia di Stato interpretato da Marco Giallini, con la sesta stagione che lo vedrà alle prese con complicati casi da risolvere. Tratta dai romanzi e racconti di Antonio Manzini editi da Sellerio la serie è una coproduzione Rai Fiction, Cross productions e Beta Film, con la regia di Simone Spada. Nel cast troviamo anche Lorenza Indovino, Valeria Solarino, Miriam Dalmazio, Claudia Vismara, Paolo Bernardini, Christian Ginepro, Massimiliano Caprara, Gino Nardella, Alberto Lo Porto, Massimo Reale, Filippo Dini, Massimo Olcese, Francesco Acquaroli, Tullio Sorrentino, Mirko Frezza.

Per Rocco Schiavone non è facile tornare a svolgere i propri compiti di vicequestore di Aosta, soprattutto da quando deve convivere con la consapevolezza del tradimento dell’amico Sebastiano, responsabile della morte della moglie Marina. Rocco è intrappolato in una solitudine profonda e spesso sente di doversi caricare il peso del mondo sulle spalle. Così, per sfuggire al proprio passato, si butta nel lavoro occupandosi della morte di un giovane precipitato da un burrone in alta montagna.

La dinamica del presunto incidente non convince Rocco che indaga su tre giovani altolocati in vacanza con la vittima che nascondono la verità sull’accaduto. Ma Rocco, abituato a districarsi tra le bugie, scova il colpevole rapidamente, giusto in tempo per correre verso per la capitale dove lo attendono per testimoniare al processo contro Mastrodomenico, il dirigente degli Interni implicato nell’affaire Baiocchi. Rocco si trova così di nuovo faccia a faccia con i propri fantasmi: con il ricordo della morte di Marina, con il tradimento dell’amico Sebastiano e con il doppio gioco dell’ispettrice Rispoli, di cui si fidava e che rivede in tribunale dopo molto tempo.

Con il cuore pesante, Rocco cammina per le strade della sua città che ora gli sembra estranea e anche il ritrovo con gli amici di sempre, Brizio e Furio, non ha più lo stesso sapore. Furio, infatti, sconvolto dalla verità su Sebastiano, desidera vendetta ma Rocco lo esorta a lasciar perdere.

Di ritorno ad Aosta, Schiavone viene subito chiamato sul campo: nel bosco di Saint Nicolas sono state rinvenute ossa appartenenti a un bambino. La scoperta scuote tutta la squadra che si dedica anima e corpo alle indagini per dare un nome a quei resti. Perfino l’agente Italo Pierron si dà da fare, nonostante da tempo trascuri il proprio lavoro a causa del gioco d’azzardo, il losco giro di partite truccate che lo ha trasformato da vittima a carnefice. Rocco, infatti, non si fida più di lui, convinto che prima o poi Italo farà una brutta fine.

Dopo giorni di lavoro, finalmente, si scopre l’identità del bambino: Mirko Sensini, scomparso da Ivrea sei anni prima. La notizia sconvolge la madre, Amalia, e lo zio, Roberto. Le indagini si concentrano sulla pista di una violenza subita dalla vittima e gli agenti scandagliano la fitta rete di chat pedofile online in cerca di un collegamento con Mirko. Decifrare quelle conversazioni e svelare le identità degli utenti è cruciale per trovare i responsabili.

Tuttavia, la distanza temporale rende il caso molto complesso, così Rocco e Antonio decidono di recarsi a Ivrea per ricostruire gli ultimi spostamenti di Mirko, confrontandosi anche con lo zio.

Grazie alla collaborazione di tutta la squadra e ad alcune brillanti intuizioni di Schiavone, i colpevoli di questo crudele omicidio acquistano un volto, ma perfino l’epilogo della vicenda si rivela sconvolgente.
Rocco avrebbe bisogno di staccare e riprendere fiato dopo la risoluzione di un caso del genere, ma viene raggiunto da una telefonata improvvisa di Brizio che gli comunica che Furio è partito per il Sudamerica alla ricerca di Sebastiano. Temendo il peggio, Rocco e Brizio non hanno altra scelta che partire anche loro nella speranza di trovare Furio prima che sia troppo tardi.  In un paese straniero, con pochi contatti e indizi, non è facile mettersi sulle tracce dell’amico misteriosamente scomparso, così Rocco deve appellarsi alle proprie capacità investigative per venirne a capo. Quando finalmente i tre amici si riuniscono, decidono di finire il viaggio insieme. Di nuovo in viaggio, Rocco è consumato da pensieri e dubbi. Un’amara malinconia lo pervade e si domanda se riuscirà, questa volta, a chiudere per sempre con il proprio passato.

“Per me è la quarta stagione di Rocco Schiavone come regista e mai come questa volta ho sentito la ‘leggerezza’ della saggezza e dell’esperienza che tutti noi, attori e collaboratori artistici abbiamo maturato con l’età e gli anni. Il viso di Giallini sempre più ’ciancicato’, stropicciato, consapevole, svogliato e vigile, mobile e fermo ne è la dimostrazione più tangibile. Questa è una stagione particolare, forse per me la più difficile e per questo è stata una meravigliosa sfida. Una stagione nella quale si mantengono le linee guida del protagonista e dei luoghi che lo circondano, dei personaggi e della narrazione che tanto piace al nostro pubblico ma che allo stesso tempo ci ha portato a muoverci molto, a spostarci, a creare un dinamismo di immagini e luoghi che arricchisce decisamente ‘il viaggio’ di Schiavone, dagli immancabili boschi innevati della Valle d’Aosta, agli chalet in alta quota raggiungibili solo in elicottero, fino a Roma, a Ivrea e all’incredibile Sudamerica. Il Rocco di questa stagione è fatto di tanti conflitti e sfumature interiori”, ha dichiarato Simone Spada.

Marco Giallini torna nuovamente a vestire i panni di Rocco Schiavone: “Ormai sono di casa ad Aosta, mi hanno dato anche le chiavi della città (sorride). E’ un Rocco Schiavone ciancicato perchè mi hanno fatto dimagrire per un film che stavo girando e quindi alla mia età si vede di più. Ho cercato di recuperare peso in extremis ma non ce l’ho fatta. Caracollavo un po’ sulla neve e questo ha aiutato nell’interpretazione del personaggio. Rocco in questa sesta stagione va meno alla ricerca dell’amore, è disilluso, meno presente alla vita di tutti i giorni, più morbido. Marcello Mastroianni diceva “e so’ io che faccio quello”. Un po’ ho plasmato Rocco a mia immagine e somiglianza. Sono fortunato in quanto sono attorniato da attori di un certo calibro”.

Claudia Vismara interpreta Caterina: “Qualche stagione fa ha tradito Rocco e si porta ancora appresso i segni, ma non hanno mai smesso di volersi bene anche se lui fa il burbero. Durante queste quattro stagioni che sono seguite il filo tra loro non si è mai interrotto. Caterina è un personaggio che mantiene un suo fascino, un suo mistero. Torna ufficialmente alla questura di Aosta e chissà che sviluppi avrà il suo rapporto con Rocco”.

Paolo Bernardini è Italo Pierron: “Non è così facile entrare in un cast già affiatato, invece sono stato coccolato da tutti. Ho avuto anche la fortuna di conoscere i ristoranti valdostani (sorride). Il mio personaggio è molto combattuto tra amore e odio e guarda Rocco con molta difficoltà perchè vorrebbe delle cose ma non le vorrebbe, è come un parente che si è un po’ distaccato e sta deludendo Rocco per le scelte che ha fatto per fragilità. Ha dei problemi personali con il gioco d’azzardo e ci vorrà un po’ per risolverli”.

Alberto Lo Porto interpreta Antonio Scipioni: “E’ l’unico di cui Rocco si fida, c’è una grande fiducia reciproca, ha un forte senso della giustizia, crede in questo lavoro e nelle puntate successive avrà anche un maggiore coinvolgimento emotivo”.

Questa la trama dell’episodio 1 “La ruzzica de li porci”:

Il vicequestore Rocco Schiavone torna alla sua vita nella gelida Aosta. Ma il suo animo è appesantito dalla scoperta del tradimento di Sebastiano, responsabile della morte di Marina e membro della banda di Mastrodomenico, il dirigente degli Interni ora sotto processo a Roma.

Alla vigilia della propria testimonianza in tribunale, Rocco non si sottrae al lavoro.  Le “rotture di coglioni di decimo livello”, infatti, non mancano e Rocco indaga sulla morte di un giovane in alta montagna. Tallonato dall’imminente partenza per Roma, Rocco deve districarsi tra le bugie miste alle buone maniere di tre giovani altolocati in vacanza con la vittima. Ma le apparenze non lo ingannano e Rocco scava oltre la superficie delle cose per risolvere l’omicidio.

Una volta a Roma, Schiavone affronta il proprio passato in aula: Mastrodomenico, Sebastiano, Marina e perfino l’ispettrice Caterina Rispoli. Intanto, ai piedi del Monte dei Cocci, viene rinvenuto un corpo senza vita e sul caso indaga la vecchia squadra romana di Schiavone. Ancora scottati dalla verità su Sebastiano, Brizio e Furio si arrovellano. Quest’ultimo vorrebbe vendicarsi ma Rocco lo dissuade. In occasione del Carnevale, tra vecchi affetti e i fantasmi di sempre, Rocco saluta quella vita che non gli appartiene più e si arrende alle ferite che porterà per sempre con sé.

di Francesca Monti

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