“Avevo voglia di raccontare una storia post pandemia, ma non volevo parlare del Covid e infatti si sfiora soltanto l’argomento. E’ una vicenda che purtroppo può essere già accaduta a tante persone, che hanno perso il coniuge e il lavoro, e si sono ritrovati in una situazione drammatica”. Carlo Buccirosso torna al Teatro Manzoni di Milano con il suo nuovo spettacolo “il Vedovo Allegro”, di cui è autore, regista e meraviglioso interprete, in scena dall’11 al 23 marzo.
Il protagonista si chiama Cosimo Cannavacciuolo, è un vedovo ipocondriaco, stabilmente affetto da ansie e paure, inquilino del terzo piano di un antico palazzone situato nel centro di Napoli, persa la sua amata moglie a causa del virus, che tre anni dopo la fine della pandemia si ritrova a combattere la solitudine e gli stenti dovuti al fallimento della propria attività di antiquariato, che lo ha costretto a riempirsi casa della merce invenduta del suo negozio, e a dover lottare contro l’ombra incombente della banca concessionaria del mutuo che, a causa dei reiterati mancati pagamenti, minaccia l’esproprio e la confisca del suo appartamento.
La vita di Cosimo sarebbe stata molto più vuota e monotona senza la presenza di Salvatore, bizzarro custode del palazzo, e dei suoi due figli Ninuccio e Angelina, il primo in costante combutta con lo stesso, e la seconda votata al matrimonio e alla pulizia del suo appartamento. Ed è anche per fronteggiare le difficoltà economiche del momento che Cosimo ha concesso l’uso di una camera dell’appartamento a Virginia, giovane trasformista di cinema e teatro che gli porta una ventata di spensieratezza che non guasta… Ma la vera angoscia del vedovo antiquario è rappresentata dai coniugi Tomacelli, vicini di casa depositari di un drammatico segreto, che da mesi contribuiscono a rendere ancora più complessa la sua quotidiana e strenua lotta per la sopravvivenza! Per tale motivo Cosimo si vedrà costretto a chiedere il parere del dottor De Angelis, ginecologo del quarto piano, entrato nelle grazie di Angelina in disperata ricerca di un buon partito, ma l’incontro con lo stesso non servirà a schiarirgli le idee… Riuscirà l’inquilino del terzo piano ad uscire dal baratro nel quale è sprofondato da anni, senza apparente via di scampo?
Carlo, torna in scena al Teatro Manzoni di Milano con il suo nuovo spettacolo, “Il vedovo allegro” di cui è autore, regista e protagonista. Com’è nata l’idea?
“Avevo voglia di raccontare una storia post pandemia, ma non volevo parlare del Covid e infatti si sfiora soltanto l’argomento. E’ una vicenda che purtroppo può essere già accaduta a tante persone, a molti uomini, a molte donne, che hanno perso il coniuge e il lavoro, che è una cosa terribile e sconvolgente. La vita è fatta di famiglia e di lavoro, perdendo una e l’altro, effettivamente, ci si trova in una situazione drammatica”.
Lei infatti interpreta Cosimo Cannavacciuolo che è rimasto vedovo e ha perso il lavoro…
“Cosimo Cannavacciolo, il mio personaggio, non ha neanche più un euro per terminare di pagare il mutuo del suo appartamento bellissimo, nel quale si è portato tutto ciò che è avanzato dal fallimento della sua attività. Essendo lui un antiquario, vediamo questo salone immenso, dove ci sono lampadari di tutti i tipi, orologi a pendolo, divanetti dell’Ottocento, gingilli. Lui tiene tantissimo a questo appartamento antico, anche molto costoso, ma è in grave difficoltà economica. La partenza è questa, molto drammatica, ma lo svolgimento poi dello spettacolo diventa alle volte anche paradossale, con l’arrivo in scena degli altri personaggi, soprattutto con una proposta, chiamiamola indecente, molto vera, accorata, che gli viene fatta da due coniugi che non sono più giovani e desidererebbero tanto avere un figlio. In particolare Tomacelli, che è il direttore della banca di Cannavacciuolo, viene a fargli questa proposta che in qualche modo gli illumina la vita, nel senso che è per lui il ritorno alla vita”.

credit foto Gilda Valenza
E poi ci sono anche altri personaggi come il portiere Salvatore, i suoi figli Ninuccio e Angelina, la giovane trasformista Virginia, il ginecologo, che ruotano intorno a Cosimo…
“Ci sono il portiere del palazzo, i figli del portiere, il ginecologo del quarto piano, è sicuramente una storia molto condominiale, claustrofobica, che si svolge in un condominio, ma dove ogni personaggio ha la sua funzione, la sua importanza. E’ uno spettacolo corale, in cui regna la speranza dell’amore. Siamo arrivati alla duecentodecima replica, e mi sono accorto che ho scritto sicuramente quattro storie di quattro coppie, in cui la cosa più importante è l’amore, che ti fa rimboccare le maniche e ricominciare la vita. C’è poi un finale musicale a sorpresa, con un valzer che forse ricongiunge assieme le quattro coppie che vivono queste storie parallele”.
“Il vedovo allegro” è una commedia che fa divertire il pubblico ma che regala anche importanti riflessioni…
“Quando scrivo una storia non penso mai come primo input a far ridere a tutti i costi, se poi ci riesco mi fa tanto piacere. In questo testo ci sono l’emozione e il grande divertimento, dei colpi di scena e un finale molto bello e forse inaspettato”.
Come diceva all’inizio di questa intervista, è una storia in cui tante persone possono in qualche modo rivedersi…
“La tradizione è sempre centrale nei miei spettacoli e poi si parla di qualche problema che la gente vorrebbe sentire e vedere rappresentato sul palcoscenico. “Il Vedovo allegro” è sicuramente una di quelle occasioni”.
di Francesca Monti
credit foto Gilda Valenza
Si ringrazia Manola Sansalone
