“Questo personaggio mi è piaciuto fin dai provini e l’ho scoperto piano piano, man mano che gli autori scrivevano la sceneggiatura”. Determinazione, talento ma con i piedi ben piantati a terra, Ambrosia Caldarelli è una delle new entry dell’ottava stagione di “Che Dio ci aiuti”, prodotta da Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction, con la regia di Francesco Vicario, in onda il giovedì in prima serata su Rai 1.
L’attrice, che il pubblico ha già avuto modo di apprezzare nel film “Non sono quello che sono” di Edoardo Leo e in “Circeo”, nella serie interpreta Cristina, 16 anni, due occhi neri come la notte e la fermezza di una donna molto più grande di lei, essendo stata costretta a crescere molto in fretta e a contare solo su se stessa, sopravvivendo in un mondo spietato dove droga, prostituzione e violenza sono la normalità. Cristina viene affidata alla Casa del Sorriso in seguito allo sgombero di una casa popolare in cui viveva tra tossici e spacciatori insieme al suo ragazzo Matteo e lì che scopre di essere incinta, al terzo mese. Decide così di portare avanti la gravidanza e dopo aver partorito, di andarsene da un’altra parte senza il bambino. In casa-famiglia, riscopre il suo amore per l’arte e il disegno che le consente di esprimere al meglio e di poter ‘fermare’ su carta le cose belle.

credit foto Virginia Bettoja
Ambrosia, nella serie “Che Dio Ci Aiuti 8” interpreti Cristina, come ti sei approcciata al personaggio?
“Cristina mi era piaciuta fin dai provini, poi quando sono stata presa per interpretarla ho iniziato a lavorare sul personaggio ed è andato tutto per gradi, credo di averla scoperta piano piano, man mano che gli autori scrivevano la sceneggiatura. Nel corso delle puntate della serie Cristina porta avanti la gravidanza e questo l’ha resa ai miei occhi sempre più affascinante perché è una ragazza molto giovane che affronta tante cose più grandi di lei”.
Cristina, sollecitata da Suor Azzurra (Francesca Chillemi), inizia a seguire un corso di disegno, che è la sua passione, e rimane affascinata dall’insegnante, facendo ingelosire Pietro (Tommaso Donadoni) …
“Suor Azzurra la invita, con i suoi modi un po’ buffi, a coltivare il suo talento per il disegno perché Cristina non ha tanta fiducia in se stessa. Frequentando il corso si invaghisce del maestro e vediamo che Pietro si ingelosisce …”.

credit foto Virginia Bettoja
Tra le tue skills c’è anche il disegno, quindi è una passione che hai in comune con il tuo personaggio …
“I miei genitori sono artisti, mio papà è un pittore e un designer, mia mamma dipinge, quindi fin da piccola ho sempre disegnato, anche molto bene ma non ai loro livelli. Non ho però proseguito quel percorso”.
Cosa ti piace disegnare?
“Di tutto, se vedo ad esempio per strada una faccia che mi piace la disegno, mi manca però la tecnica”.
Nella scorsa puntata Cristina scrive “quando disegno mi sento bene, mi sembra che tutto torni in ordine, le cose belle restano sulla carta e non mi sfuggono”. C’è qualcosa che a te fa lo stesso effetto?
“Anche a me il disegno fa lo stesso effetto. In quel momento ti concentri su qualcosa che ti occupa la mente e non pensi al resto. Il disegno è una valvola di sfogo”.
Un’altra tematica importante presente in “Che Dio Ci Aiuti” è l’amicizia, infatti vediamo che Cristina comincia a diventare amica di Melody (Bianca Panconi) e Olly (Ludovica Ciaschetti). Quanto l’amicizia è importante nella tua vita?
“E’ fondamentale, ho ancora le stesse amiche del liceo, delle medie, anche dell’asilo, sono dei pilastri sempre presenti nella mia vita. Sul lavoro poi sono nate altre amicizie con diverse colleghe. E’ importante avere delle amiche con cui confidarsi, che non ti fanno sentire sola ed è bello sapere che puoi contare su qualcuno, anche quando magari lavori e non ci si vede spesso”.
Come è stato entrare a far parte di questa serie che è giunta all’ottava stagione e che è amatissima dal pubblico?
“All’inizio avevo un po’ di paura perchè il pubblico è molto affezionato alla serie e temevo un possibile confronto con gli attori e con i personaggi delle altre stagioni. Sul set invece mi sono trovata molto bene con tutti”.

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Com’è andato il primo giorno sul set di Che Dio Ci Aiuti?
“E’ stato molto difficile perché non avevo mai preso parte ad una fiction così lunga e impostata con linee precise e non avevo mai fatto commedia, quindi a volte alcune cose non mi riuscivano, ma sono stata aiutata sia dal regista Francesco Vicario che da Francesca Chillemi. Ero molto emozionata, poi piano piano mi sono abituata ed è andato tutto bene”.
“Che Dio ci aiuti” è una serie che già seguivi come spettatrice?
“Conoscevo la serie ma a dir la verità non l’avevo mai vista. In passato avevo invece avuto modo di recitare con Elena Sofia Ricci in Vivi e lascia vivere”.
Hai preso parte nel ruolo di Desdemona al film di Edoardo Leo “Non sono quello che sono” e in quello di Donatella Colasanti nella miniserie “Circeo”, portando sullo schermo due donne molto diverse, due personaggi forti a livello emozionale. Cosa ti hanno lasciato?
“”Non sono quello che sono” è stata proprio una bella esperienza nel suo totale. C’era la pandemia, quindi molte cose ancora non si potevano fare, eravamo quasi reclusi, abbiamo girato ad Anzio e c’era un ristorante che apriva solo per noi. Studiavamo insieme e ho vissuto quel film in modo intenso. All’inizio avevo qualche timore dovendomi misurare con Shakespeare, ma Edoardo Leo ci ha diretti molto bene. Era una storia difficile, era la prima volta che un personaggio da me interpretato moriva ed è stato strano. Per quanto riguarda invece “Circeo” abbiamo girato per tanti mesi, ho studiato attentamente la figura di Donatella Colasanti, la Rai mi ha fornito tanti materiali e non era facile emotivamente perchè c’erano immagini molto crude, dovevi rivivere i processi e quando siamo andati al “Circeo” per le scene nella villa, non la stessa ma una molto vicina a quella vera, mi ha fatto un certo effetto. E’ stata una bella opportunità e sono molto contenta di aver avuto modo di conoscere meglio quella storia. Interpretare Desdemona e Donatella mi ha dato tantissimo, così come Cristina in “Che Dio ci Aiuti”, sono progetti diversi tra loro ma ognuno con la propria bellezza”.
Sono progetti che affrontano tematiche importanti e attuali e invogliano lo spettatore a fare delle riflessioni…
“Ogni progetto ti lascia un messaggio, ovviamente con un linguaggio diverso. Il film di Edoardo Leo è molto cupo, buio, mostra la crudeltà dei rapporti che si trasformano in violenza pura ed è più romanzato rispetto a “Circeo” in cui vengono raccontati dei fatti realmente accaduti. Entrambi però ti lasciano una sensazione di vuoto e ti fanno riflettere. Anche Cristina di “Che Dio ci aiuti” è una ragazza che cambia vita, che entra in questa casa-famiglia, è incinta, affronta delle difficoltà e diventa una donna. Tante persone, tante ragazzine penso possano ritrovarsi in queste situazioni e vederle rappresentate da altri in televisione magari le può far sentire meno sole”.

credit foto Virginia Bettoja
Come è nata la tua passione per la recitazione?
“Non c’è stato un momento preciso, ho sempre avuto la passione per la recitazione ed è cresciuta negli anni. Al liceo per diverso tempo ho fatto teatro perché ero molto timida, poi ho iniziato con i provini e sui set mi innamoravo ogni volta di più di questo mestiere. Sentivo di essere nel posto giusto, a differenza della scuola. Ho avuto un’adolescenza abbastanza travagliata, mi sembrava spesso di essere fuori posto. Anche oggi ho grandissimi dubbi su tutto perchè misurandomi con la commedia, con il dramma, con i film e le serie tv mi domando se sono in grado di interpretare quel determinato ruolo”.
Il tuo primo provino è stato con Nanni Moretti …
“E’ stato un disastro. Non avevo esperienze precedenti in campo recitativo, ero piccolissima e quel giorno con le mie amiche ho fatto una fila interminabile per il casting come comparsa nel film di Moretti. Quando è arrivato il mio turno mi hanno detto invece di fare un provino con il regista. Ero emozionatissima, ero viola in faccia, non riuscivo a dire niente, mi sono messa a piangere, ho ringraziato e me ne sono andata. In quel momento ho pensato che non avrei mai potuto fare l’attrice, invece poi con lo studio e le successive esperienze ho intrapreso questo percorso”.
In quali progetti sarai prossimamente impegnata?
“Ho ricominciato a fare tanti provini e quindi anch’io sono in attesa di sapere cosa succederà”.
di Francesca Monti
credit foto Umberto Poto
Si ringrazia Carola Piluso – Boom Pr
