FND/ATERBalletto e il trittico Tortelli / Preljocaj / Pite, tra luci e sobrietà 

Sempre più frequentemente la formula del trittico in scena di diversi autori appaga ed è vincente, nel confezionare un prodotto fruibile, senza stancare, poiché anche l’attenzione del pubblico con l’avvento dei social è cambiato nel tempo. Così anche in cartellone al Teatro Regio di Parma, da sempre attento alla programmazione della Danza, presenta i danzatori del Centro Coreografico Nazionale Aterballetto, nell’interpretazione del trittico, firmato dai coreografi Angelin Preljocaj, Crystal Pite e Diego Tortelli.

Dopo Kyliàn, Naharin, Inger, Bigonzetti, Forsythe, Morganti, Shechter, Spota, Di Stefano, Foniadakis, coreografi con cui la Compagnia Aterballetto ha lavorato, sulla scia di nomi internazionali e a sostegno dell’estro italiano, anche il suo attuale direttore generale e artistico, Gigi Cristoforetti, promuove collaborazioni competitive, producendo nuovi lavori da esportare, sulla scia del recente riconoscimento del Ministero nel giugno 2022, di Fondazione della Danza Aterballetto quale Centro Coreografico Nazionale.

Gremito di spettatori entusiasti, addetti ai lavori, neofiti e volti noti nel panorama della danza, lo spettacolo si apre con il giovane autore nostrano Diego Tortelli, con la coreografia Glory Hall, che ha debuttato in Prima mondiale a Bologna. Tortelli, artista in residenza presso la Fondazione ATER e coreografo associato al festival Milanoltre e Tanzburo Munchen, è stato vincitore nel 2021, del primo bando presso la Biennale Danza a Venezia, diretta da Wayne McGregor.

Anche Tortelli come le nuove generazioni dell’ultimo trentennio, subisce il fascino della tecnologia, ampiamente sperimentata da McGregor, Papaioannou, Damien Jalet, gettonato per le produzioni di spot, pubblicità e collaborazioni con star musicali, portando in scena Glory Hall, un’esplosione di tagli di luce al laser in un’atmosfera plumbea di una stanza simbolica, contenitore metafisico in cui i corpi dei sedici danzatori, s’intrecciano di taglio passando di spalla e di profilo da una quinta all’altra, studiandosi, con comportamento animale istintuale primordiale, per incontrarsi in atteggiamenti dal sapore orgiastico, ove esplicita è la sessualità manifesta nei gesti pur avendo i corpi vestiti, nella gloria del significato del pentimento che giunge come risolutore dei peccati.

Tutto ciò enfatizzato da una colonna sonora pop elettronica della band canadese Goodspeed You! Black Emperor, definita post rock, e dello statunitense Oneothtrix Point Never, le cui atmosfere proiettano lo spettatore in una trama di un film after Blade Runner, da Apocalisse, con incalzante ritmo di un quadro caveo e profondo in cui sprofondare e farsi fagocitare. Ma se l’impianto luci ed effetti speciali si spegnesse all’improvviso, cosa succederebbe? Con quale, alfabeto, quale grammatica del movimento la scrittura coreografica ci sta narrando, parlando, per esprimere il suo contenuto?

La fascinazione totale è indubbia, ma cosa  ne rimane dell’impulso delle emozioni dei corpi che provano sentimenti nell’eseguire e restituiscono in un’osmosi, il racconto di una comunicazione non verbale attraverso la danza e il gesto? Una cyber danza sempre più impiantata interconnessa, in cui la cifra stilistica dell’autore, non si riconosce più solo per le innovazioni dei passi di danza, ma per l’impianto di cui è formato in toto.

Il trittico di autori, gioca sulle tonalità del bianco e nero, un fil rouge, che riporta in equilibrio le sfumature dell’animo umano, del bene e del male. Nel duet  femminile di Angelin Preljocaj, con Reconciliatio, due angeli caduti dal cielo, nella pulizia del movimento tecnico delle danzatrici Estelle Bovay e Arianna Kob, s’incontrano nello smarrimento dello stupore di sentirsi creature corporee, a tratti scattanti nell’incedere flessuoso, si lasciano trasportare, e noi insieme a loro, sulle note della Sonata al chiaro di Luna di Beethoven, nel rispecchiamento dell’accoglienza nell’altro.

I lati oscuri e l’accettazione anche del male dell’essere umano del primo quadro di Tortelli, lascia poi spazio, per concludere, all’opera della coreografa canadese Crystal Pite, molto apprezzata ed acclamata a livello internazionale, con Solo Echo, creata, nel 2012 per il Nederland Dans Theater, e protagonista quale interprete creativa anche del Ballet Frankfurt di W.Forsythe.

La coreografia si struttura per sette danzatori, nella brillante esecuzione, sulle note di due Sonate per violoncello e pianoforte di Brahms, nel buio di un’atmosfera avvolgente, ma rassicurante, per lasciare una speranza nell’incontro tra gli esseri umani, ispirata dalle pagine del poeta Mark Strand nelle parole della poesia Lines For Winter, e come in una fiaba a lieto fine, fiocchi di neve d’inverno, come lucciole nella notte, l’autrice, con dovizia tecnica e capacità interpretativa dei danzatori di Aterballetto, crea un’alchimia, capace di unificare accorciando le distanze tra pubblico ed artisti in scena.

Photo by Wendy D

Prossime date della tournée: 18 marzo a Compiègne – il 20 a Maubeuge – il 25 Cholet (Francia); il 28-29 a Bilbao (Spagna).

di Emanuela Cassola Soldati

credit foto ©Andrea Ranzi

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