A “STASERA C’È CATTELAN – SUPERNOVA” OSPITE VALERIO MASTANDREA

A “Stasera c’è Cattelan – Supernova”, il podcast di Alessandro Cattelan arriva questa settimana Valerio Mastandrea.

L’attore romano è al cinema con il nuovo film da regista “Nonostante”, selezionato come film d’apertura della sezione Orizzonti alla 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. La pellicola racconta di un uomo che vaga dentro e fuori un ospedale, divertendosi ad interagire con medici, infermieri e pazienti, senza essere visto. Lavorare al film è stata per Mastandrea un’esperienza emotiva e toccante, in quanto “Nonostante” tocca, in maniera onirica e surreale, un tema in realtà molto profondo e reale come quello della paura della morte propria e delle persone da noi amate e di come questo sentimento cambi nel corso della vita.

Valerio Mastandrea si è rivelato un personaggio allo stesso tempo malinconico, brillante, pessimista, sarcastico e divertente, descrivendosi ironicamente così: “Tutto questo puoi riassumerlo con una parola: un romanista. Il romanismo racchiude queste cose qua: la malinconia, il conflitto con se stesso e con il vicino di posto. Non mi sento un pessimista, nonostante lo possa sembrare e comunque il mio personaggio sia quello. Cinico? Ho imparato che il cinismo non è il miglior tratto dell’animo umano. È meglio il sarcasmo. Il cinismo porta alla disillusione, che è una cosa brutta. Rispetto a quello che succede nel mondo, ti disilludi perché capisci le dinamiche, ad esempio, della geopolitica perché hai studiato. Sai che è così, succede così da sempre. Devi sempre avercelo un briciolo di speranza, anche dentro casa, per stimolare magari un pensiero a un adolescente. Gli adolescenti sono quelli più a rischio oggi rispetto a certe tematiche”.

La chiacchierata ha toccato anche l’acclamatissimo film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani”, da poco arrivato in Giappone con grande successo e di cui Mastandrea è tra i protagonisti: “Credo che nessuno si aspettasse tutto questo successo. Quando Paola mi ha dato il copione, tenendo nascosto il finale – anche se io l’avevo già capito – le ho detto: “Tu sei pazza perché succede per forza qualcosa ma può essere anche un qualcosa in negativo visto il tema del film”. Però io avevo riconosciuto Paola in quel progetto. Lei è un artista che unisce sotto tanti aspetti. Io sono molto rigoroso e seguo la mia visione, senza compromessi. Da Paola ho imparato che è importante avere una propria storia e un proprio punto di vista e saperlo raccontare a tutti”.

credit foto Comunicarlo

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