Dopo 14 anni di silenzio discografico, Rettore è tornata con il nuovo, attesissimo album Antidiva Putiferio, già disponibile dallo scorso 10 gennaio. Dodici tracce che riportano in scena tutta la grinta, l’ironia e l’irriverenza di un’artista che non ha mai smesso di essere contemporanea. E tra queste, spicca “Antidiva”, il brano che apre il disco e che il 18 aprile verrà lanciato ufficialmente come nuovo singolo.
Con il suo ritmo incalzante e un sound modernissimo – un mix di elettronica e vibrazioni glam-pop – “Antidiva” è molto più di una semplice canzone: è un manifesto. Rettore ci prende per mano e ci accompagna in un viaggio di critica sociale, puntando dritta al cuore della superficialità digitale. In un’epoca in cui l’apparenza regna sovrana, lei canta:
“Sblocco, sblocco, io la foto non la faccio e non la posto e non vi taggo, no, no, no”,
spazzando via con sarcasmo l’ossessione per il consenso online.
“Social, social, passiva, antidiva” è il ritornello che suona come un pugno (e una liberazione): un’invocazione per tornare ad essere reali, per vivere fuori dai filtri e dalla pressione del like facile. In un panorama musicale dominato da mode passeggere, Rettore sceglie di essere “antidiva”: senza compromessi, senza maschere, solo sé stessa.
L’album Antidiva Putiferio è una miscela potente di provocazione e libertà creativa. Non mancano collaborazioni di peso con artisti della nuova scena come Beatrice Quinta e BigMama, Tancredi e i La Sad, passando per Marta Tenaglia, che confermano l’anima camaleontica e sempre attuale di Rettore.
Con “Antidiva”, Donatella non solo mira a conquistare le radio con un pezzo esplosivo, ma firma una delle denunce musicali più lucide e pungenti dell’era social. Un brano destinato a far parlare di sé. E a farci pensare.
