La musica italiana ha spesso esplorato il tema del gioco, utilizzandolo come metafora per raccontare storie di vita, amore e destino. Diversi artisti hanno dedicato brani a questo argomento, offrendo interpretazioni che declinano il gioco in tutte le sue sfaccettature, da considerarsi come parte integrante della quotidianità delle persone e da intendersi (a seconda dei casi) in senso positivo o negativo. Il riferimento perciò può andare al concetto in senso metaforico a giochi invece molto più specifici, riflettendo quello che è il complesso mondo del gaming, sempre più variegato. Il termine infatti è uno soltanto ma si riferisce ad una pluralità di ambiti differenti. Si passa dai giochi di carte tradizionali come briscola, poker o blackjack ai giochi sulle piattaforme online; ma anche le console più conosciute rientrano in questo ambito, così i giochi via app o i classici giochi da tavolo, che ritrovano una loro seconda giovinezza nei giochi online da tavolo, così come gli scacchi, dama e così via. Passiamo in rassegna brevemente alcuni brani celebri.
Tra le canzoni più rappresentative che riguardano l’universo del gioco si ricorda innanzitutto quella di Paolo Conte intitolata Gioco d’azzardo, uscita nel 1982. In questo brano l’autore utilizza il gioco come metafora delle incertezze e dei rischi della vita. La canzone racconta la malinconia di un uomo in balia della roulette, sottolineando come le scommesse possano riflettere le scelte esistenziali. Un anno più tardi esce Il chitarrista di Ivan Graziani, in cui il celebre cantautore racconta la storia di un musicista che, durante una partita a poker, riflette sulla propria vita e sulle scelte fatte. Il gioco diventa simbolo delle scommesse personali e delle sfide affrontate nel percorso artistico e umano.
Restando nel decennio degli anni ’80 è possibile menzionare anche il pezzo firmato da Edoardo Bennato intitolato Il gioco continua, uscito nello specifico nel 1988. In questo caso però il termine gioco non va inteso in senso letterale ma come metafora delle dinamiche della vita e delle pressioni dell’industria musicale.
Si entra invece nei Duemila con Pupo e la sua La notte del poker, uscita nel 2007. Il brano esplora il mondo del poker, evidenziando i segreti e le strategie di un vero giocatore, nonché le emozioni che scaturiscono da questo gioco, riflettendo anche sulle tentazioni e sui pericoli associati al gioco. Nel 2008 è invece tempo di Abiura di me di Caparezza, in cui trovano posto numerose citazioni dal mondo dei videogiochi, utilizzate per riflettere sulla propria identità artistica e sulle sfide personali. Il brano menziona titoli come “Super Mario Bros” e “Tetris”, intrecciando cultura pop e introspezione in un testo ricco di riferimenti della cultura pop. Nel 2012 sono i Club Dogo a intitolare un pezzo a P.E.S., il celebre videogioco di calcio che per svariati anni si è conteso con FIFA il primato del mercato dedicato ai titoli calcistici e hanno segnato la storia di questo settore. Nel brano il videogioco viene usato come simbolo per i momenti di svago e di evasione dalla routine quotidiana. La canzone è diventata un inno per gli appassionati del gioco, grazie al suo ritmo coinvolgente e ai riferimenti alla cultura videoludica.
Un altro evidente riferimento al mondo del gioco si ha in Slot Machine di Marracash ed Emis Killa, uscita nel 2016. Nel brano i due rapper utilizzano la metafora del gioco per descrivere la vita di strada e le sfide quotidiane affrontate dalle persone. Il testo fa esplicito riferimento alle macchinette da gioco come simbolo delle scommesse e dei rischi che caratterizzano determinate realtà sociali.
