Papa Francesco si è spento questa mattina alle 7,35 a causa di un ictus cerebrale che ha causato il coma e ha compromesso più organi, portando ad un arresto cardiocircolatorio. E’ quanto rende noto il certificato dei medici della direzione sanitaria del Vaticano. In serata, dopo il rito della constatazione della morte, il corpo del Pontefice è stato deposto nella bara e traslato nella Cappella di Casa Santa Marta, per poi essere portata mercoledì 23 aprile nella Basilica di San Pietro per l’omaggio dei fedeli.
Dopo le esequie che saranno celebrate probabilmente il 26 aprile, Papa Francesco riposerà nella Basilica di Santa Maria Maggiore, come ha scritto nel suo testamento reso noto dalla Santa Sede e redatto a Santa Marta il 29 giugno 2022:
“Nel Nome della Santissima Trinità. Amen. Sentendo che si avvicina il tramonto della mia vita terrena e con viva speranza nella Vita Eterna, desidero esprimere la mia volontà testamentaria solamente per quanto riguarda il luogo della mia sepoltura.
La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale ho sempre affidato alla Madre del Nostro Signore, Maria Santissima. Perciò, chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.
Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario Mariano dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarLa per la docile e materna cura.
Chiedo che la mia tomba sia preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della suddetta Basilica Papale come indicato nell’accluso allegato.
Il sepolcro deve essere nella terra; semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus.
Le spese per la preparazione della mia sepoltura saranno coperte con la somma del benefattore che ho disposto, a trasferire alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e di cui ho provveduto dare opportune istruzioni a Mons. Rolandas Makrickas, Commissario Straordinario del Capitolo Liberiano.
Il Signore dia la meritata ricompensa a coloro che mi hanno voluto bene e continueranno a pregare per me. La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita è l’offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli”.
