Il 30 aprile esce “La tomba di san Pietro. La storia dimenticata di Margherita Guarducci”, il nuovo libro di Tiziana Lupi

Le esequie di Papa Francesco nella Basilica di San Pietro, seguite da milioni di fedeli in tutto il mondo, hanno riportato l’attenzione su un luogo che è insieme cuore della cristianità e scrigno millenario di memoria: le Grotte Vaticane.
Proprio lì, sotto l’altare maggiore, si trova ciò che per secoli è stato solo oggetto di fede e tradizione, e che una donna straordinaria ha contribuito a trasformare in realtà storica e archeologica: la tomba dell’apostolo Pietro.
In questo contesto di raccoglimento e riflessione globale, Edizioni Minerva pubblica il 30 aprile “La tomba di san Pietro. La storia dimenticata di Margherita Guarducci”, il romanzo che restituisce voce e dignità a Margherita Guarducci, la più grande esperta di epigrafia greca della storia italiana che per prima identificò quelle reliquie.

Un racconto, firmato dalla giornalista Tiziana Lupi, che intreccia finzione e verità per raccontare una delle più grandi scoperte del Novecento e l’incredibile vicenda umana e intellettuale della donna che la rese possibile – e che la storia ha cercato troppo a lungo di dimenticare.
Un’opera “pop”, come la definisce nella prefazione il giornalista e regista Marco Spagnoli, che si pone l’obiettivo di raccontare una vita fuori dal comune e di porre una domanda urgente: perché la storia ha dimenticato questa donna?

Una vita al servizio della verità

Nata a Firenze nel 1902 e laureata a Bologna a soli ventidue anni, Margherita Guarducci fu la prima donna a ottenere la cattedra di Epigrafia e Antichità Greche all’Università La Sapienza di Roma. Dalla Grecia a Creta, dalle iscrizioni greche ai graffiti nascosti sotto l’altare  papale, la sua vita fu interamente dedicata alla ricerca. Fu grazie alla sua meticolosa opera di decifrazione che, nel 1963, vennero identificate le ossa di san Pietro, ritrovate nelle viscere della Basilica Vaticana.
Una scoperta che avrebbe meritato onori e riconoscimenti, e che invece fu accolta con  freddezza, ostilità e silenzio. Troppo scomoda, troppo fiera, troppo cattolica e troppo donna per essere celebrata nel mondo accademico e vaticano degli anni Sessanta.

Un’indagine storica e narrativa

Il romanzo ricostruisce con vivacità narrativa le tappe fondamentali della scoperta, intrecciando fonti storiche e archeologiche con dialoghi, episodi inediti e scene di vita quotidiana. Un racconto che parte dalla morte di Pio XI e dall’ordine di papa Pio XII di  avviare gli scavi sotto la Basilica, per poi seguire passo dopo passo il lavoro degli archeologi e il ruolo decisivo della Guarducci nella decifrazione di graffiti e iscrizioni.
Il testo alterna piani temporali e punti di vista, restituendo anche il contesto culturale e  politico dell’epoca: l’Italia fascista, l’università dominata dagli uomini, l’ambiente vaticano  chiuso alla leadership femminile. La figura di Margherita emerge con forza come quella di  una donna fuori dagli schemi, fedele alla propria missione scientifica e spirituale, capace di affrontare ostacoli e pregiudizi con determinazione assoluta.

Un libro necessario

La tomba di san Pietro non è solo un romanzo, ma anche un atto di giustizia storica. Un omaggio a una donna che ha sfidato i limiti del suo tempo e che merita di essere ricordata  come una pioniera. In un’epoca in cui la presenza femminile nella Chiesa e nella cultura è ancora tema di dibattito, la figura della Guarducci rappresenta un esempio potente e ispirante.
“L’antifascista scomoda”, la “virgo potens” come la chiamavano i suoi colleghi con ironia e  rispetto, prende finalmente la parola in un racconto che la celebra senza edulcorarne il  carattere. Il libro porta alla luce una delle storie più affascinanti del secolo scorso: quella della vera e possibile tomba dell’apostolo Pietro, e di chi l’ha ritrovata.

Un ponte tra fede e scienza

La vicenda della Guarducci dimostra che fede e scienza possono camminare insieme. Le sue   ricerche, condotte con metodo rigoroso e al tempo stesso mosse da una profonda spiritualità, dimostrano che credere non significa rinunciare al pensiero critico, e che la devozione può convivere con l’onestà intellettuale.
Il romanzo getta nuova luce anche su un altro tema attualissimo: il ruolo delle donne nella Chiesa. Oggi, sotto il pontificato di papa Francesco, si sono compiuti passi significativi verso una maggiore inclusione femminile ai vertici ecclesiastici. Eppure, figure come Margherita Guarducci ci ricordano quanto ancora resti da fare.

Una lettura per tutti

Grazie al suo taglio narrativo accessibile e coinvolgente, La tomba di san Pietro si rivolge a  un pubblico ampio: dagli studiosi agli appassionati di storia, dai lettori di romanzi storici ai fedeli curiosi di conoscere il volto umano della fede. È un libro che emoziona, che informa, che invita a riflettere sul passato per costruire il futuro.
Disponibile in tutte le librerie e online, il volume è arricchito dalla prefazione di Marco Spagnoli e inserito nella collana di narrativa “Egida” di Edizioni Minerva.

L’AUTRICE
Tiziana Lupi, giornalista, ha lavorato per programmi Rai e Mediaset e ha scritto alcune  puntate di Don Matteo. Ha scritto: Il nostro papa. La prima biografia illustrata di Francesco (Mondadori) e diretto (con Marco Spagnoli) l’omonimo docufilm; Il comitato sai che fa? Metamorfosi dell’autore televisivo, con Lucia Macale (Grafica Santhiatese), Ho scelto Gesù. Un’infinita storia d’amore, con Alessandro Greco e Beatrice Bocci (Rai Libri); Il Nobel mancato. Vincenzo Tiberio, l’italiano che scoprì gli antibiotici (Minerva). È curatrice del libro di Papa Francesco La mia idea di arte (Mondadori-Musei Vaticani) e autrice dell’omonimo documentario. Ha scritto e diretto per Rai Documentari (con Marco Spagnoli) L’arte della guerra. Scrive per “Avvenire”, “Tv Sorrisi e Canzoni”, “Telepiù” e “Italpress”.

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