“E’ un personaggio abbastanza lontano dalla mia personalità e quindi è stato divertente interpretarla e giocare con lei durante le riprese”. Entusiasmo, solarità e una grande passione per la recitazione traspaiono chiaramente dalle parole di George Li, tra le new entries di “Mare Fuori 5”, serie coprodotta da Rai Fiction e Picomedia con la regia di Ludovico Di Martino, in onda in prima serata su Rai 2 mercoledì 30 aprile con l’ultima puntata, e disponibile su RaiPlay.
La giovane attrice, nata a Parigi nel 2001, un talento cristallino, interpreta Lorenza, una ragazza ribelle e incontenibile che, anche se non è detenuta nell’IPM, si sente comunque imprigionata da regole e limiti che rifiuta con tutta se stessa. È la figlia di Sofia (Lucrezia Guidone) e cerca in ogni modo di mettere la madre in difficoltà per farle pagare la scelta che ha compiuto anni prima.
In questa intervista George Li ci ha parlato di “Mare Fuori 5” ma anche della sua passione per il calcio e per la regia e dei prossimi progetti.

credit foto Sabrina Cirillo
George, nella quinta stagione di “Mare Fuori” interpreti Lorenza, una ragazza ribelle, difficile da gestire soprattutto per sua mamma Sofia. Com’è stato entrare in questo personaggio?
“È stato molto divertente perché è un personaggio abbastanza lontano dalla mia personalità e quindi è stato piacevole interpretarla e giocare con lei durante le riprese”.
Quali sono le caratteristiche che più ti sono piaciute di Lorenza? Hai trovato anche dei punti di contatto con lei?
“La caratteristica che mi piace maggiormente è la sua curiosità, che è un punto che ho in comune con Lorenza”.
Possiamo dire che Lorenza si comporta in modo ribelle perchè ha questa sofferenza che non fa trasparire, è come se indossasse una sorta di maschera, però vuol far pagare a sua mamma la scelta fatta anni prima…
“Alla fine Lorenza vuole far pagare alla mamma la sua sofferenza perchè si sente ferita anche se non vuole darlo a vedere, ma al contempo è per lei anche un modo di avere finalmente una relazione con Sofia. Secondo me ha una tempesta nella sua testa e nel suo cuore”.
C’è una scena in cui Lorenza abbraccia un orsacchiotto che le aveva regalato tanti anni prima la mamma e da quel gesto emerge che forse avrebbe voglia di ricominciare ad avere un rapporto con lei…
“Da quella scena si vede proprio che Lorenza vorrebbe ricreare un rapporto con Sofia. Da adolescenti però capita spesso che ci sia un rapporto di amore-odio verso i propri genitori”.
Sofia ha dovuto scegliere tra la carriera e la vita privata e appunto ha scelto il lavoro ed è una tematica che è sempre attuale perché anche oggi le donne si trovano spesso di fronte a questo bivio…
“Studiando il personaggio e la relazione con mia madre mi sono chiesta “io cosa farei al posto di Sofia?”. E’ una domanda che mi fa anche molto paura perché non voglio dover scegliere tra lavoro e vita privata. Sicuramente le cose stanno lentamente cambiando ma rimane una tematica purtroppo sempre attuale e difficile da affrontare. E’ bello però raccontare questo aspetto attraverso una serie come Mare Fuori”.

credit foto Sabrina Cirillo
Com’è stato entrare a far parte di questa serie che da cinque stagioni ha un grandissimo successo?
“E’ stato un onore e sono fiera di far parte di una serie che va avanti da cinque stagioni ed è molto amata dal pubblico. Arrivare da Parigi, entrare in questo mondo dopo un anno che ero in Italia e ritrovarmi a Napoli, sul set di Mare Fuori, è stato come vivere un sogno. Ho capito che era tutto vero quando la serie è uscita su Raiplay”.
Avevi già avuto modo di seguire le precedenti stagioni di “Mare Fuori”?
“Avevo visto tutte le precedenti stagioni”.
Che cosa ti aveva colpito di questa serie?
“La sincerità dei giovani attori che recitavano in questa serie, perché all’inizio si vede che a livello di produzione non c’erano i mezzi che sono disponibili oggi, eppure traspariva la voglia di raccontare una storia profonda e vera. E poi passa un importante messaggio di speranza e di rinascita”.
Lorenza nella serie ha principalmente a che fare con sua mamma Sofia, interpretata da Lucrezia Guidone. Com’è stato lavorare con lei e come siete riuscite a creare questo rapporto così contrastato tra i vostri personaggi?
“Lucrezia è un’attrice bravissima e mi ha permesso di affrontare le scene complicate con maggiore tranquillità. All’inizio era tutto nuovo per me e anche recitare davanti a tante persone su un set così grande era un po’ stressante. Lucrezia mi ha guidato con la sua tecnica e la sua esperienza”.
Com’è nata la tua passione per la recitazione e come sei arrivata poi a Mare Fuori?
“La passione per la recitazione parte da lontano, dalla voglia di sperimentare il cinema a 360 gradi. Ho cominciato come assistente su alcuni set, ho studiato anche fotografia cinematografica, e ho girato un corto da regista. Per quanto riguarda “Mare Fuori” è stato il primo progetto che mi ha proposto l’agenzia una volta arrivata a Roma, ho fatto un self tape e poi sono tornata a Parigi perché non pensavo di essere richiamata. Il giorno seguente invece il mio agente mi ha detto che la settimana successiva avrei dovuto sostenere un provino in presenza a Napoli, quindi ho preso l’aereo, sono andata all’audizione e sono stata scelta”.

George Li con Francesco Luciani e Francesco Di Tullio in “Mare Fuori 5” – credit foto Sabrina Cirillo
La quinta stagione di “Mare Fuori” si chiude con un finale aperto, con Lorenza che fugge su un motorino in compagnia di Samuele (Francesco Luciani) e Federico (Francesco Di Tullio). Ti piacerebbe che ci fosse anche uno sviluppo di questo rapporto tra Lorenza e Samuele nelle future puntate della serie?
“Vediamo cosa succederà… Spero che Lorenza si renda conto che Samuele non è una bella persona e che magari il personaggio interpretato da Francesco Luciani possa avere una sorta di redenzione e uno sviluppo diverso, positivo all’interno della storia”.
Hai girato un cortometraggio come regista, Bouillabaisse, che esperienza è stata? La regia è qualcosa a cui aspiri magari anche per il futuro?
“Spero di poter continuare anche con la regia. Ho girato “Bouillabaisse” in Francia, a Parigi, con le mie amiche della squadra di calcio amatoriale in cui gioco. Ci alleniamo una volta a settimana, sono tutte ragazze che lavorano nell’ambito artistico. Da tempo volevo scrivere un corto ma a 21 anni mi sembrava che fosse un passo troppo grande per me. Poi parlando con un’amica della squadra di calcio abbiamo deciso di realizzarlo, così ho scritto la sceneggiatura mentre facevo uno stage la casa di produzione di film di animazione Xilam. Ho poi proposto a queste ragazze di prendervi parte come attrici. E’ stata un’esperienza di gruppo, di famiglia, e questo è per me l’aspetto più importante”.
Quando hai iniziato a giocare a calcio?
“A sei anni già mi piaceva rincorrere il pallone al parco (sorride), però ho cominciato a giocare in cortile con gli amici quando sono arrivata a Firenze. Avevo nove anni e non parlavo italiano, ero un po’ spaesata e l’unico punto di riferimento è stato il calcio. Da quel momenti non ho più smesso”.
Il calcio femminile in Italia negli ultimi anni ha avuto una grande espansione e una maggiore visibilità…
“Finalmente anche in Italia il calcio femminile sta avendo un’importante crescita e spero si continui su questa strada”.
Sei tifosa di una squadra in particolare?
“No, non sono una grande tifosa, a me piace giocare a calcio e seguire i grandi tornei come i Mondiali, gli Europei. Quando tutta la città si ferma per vedere le partite e fare il tifo si crea un’atmosfera incredibile”.
In quali progetti ti vedremo prossimamente?
“Ho girato un film che si chiama “6:06″ di Tekla Taindelli, che racconta il viaggio di un ragazzo italiano che prova ad uscire dal tunnel della droga e si ritrova in Portogallo insieme al mio personaggio che gli fa scoprire dei mondi diversi”.
di Francesca Monti
