Intervista con Laura Bricola dell’Associazione “Un Sorriso in più Onlus”: “Il progetto Nipoti di Babbo Natale è un’esperienza che scalda il cuore ad anziani e nipoti”

“Quando i ragazzi incontrano gli anziani nelle case di riposo raccontano che il regalo l’hanno fatto a se stessi, perché scoprono delle persone straordinarie con le quali poi, a volte, a dispetto della distanza geografica e anagrafica, trovano delle similitudini e una vicinanza di anime”. Laura Bricola è referente di “Un sorriso in più Onlus“, l’associazione di Guanzate (Co) che ha promosso il bellissimo progetto “Nipoti di Babbo Natale“, ideato dall’architetto Katerina Neumann, che regala un momento di felicità e l’emozione di sentirsi scelti, speciali per qualcuno, agli anziani che vivono nelle case di riposo di tutta Italia e ai nipoti di Babbo Natale che decidono di esaudire il desiderio di uno sconosciuto, sperimentando la gioia del proprio dono.

Dalla bambola per farle compagnia nei momenti di solitudine, che ha richiesto la signora Amilcherina, 94 anni, alla giacca comoda, calda e al tempo stesso elegante per le occasioni di festa desiderata dal signor Paolo, 86 anni, sono stati in totale 9.033 i desideri che sono stati esauditi nell’edizione 2024 dell’iniziativa.

In questa piacevole chiacchierata Laura Bricola ci ha parlato di “Nipoti di Babbo Natale”, degli altri progetti in programma e dell’importanza di creare delle occasioni di incontro e di condivisione tra anziani e giovani, perchè come ha detto Papa Francesco “un popolo che non custodisce i nonni e non li tratta bene non ha futuro”.

Nella foto la signora Amilcherina – credit pagina Facebook Nipoti di Babbo Natale

Nella foto il Signor Paolo – credit pagina Facebook Nipoti di Babbo Natale

Laura, com’è nato il bellissimo progetto Nipoti di Babbo Natale?

“Noi siamo un’associazione che si occupa da venti anni dell’affiancamento degli anziani, in particolare di quelli più soli all’interno delle case di riposo, a domicilio, in ospedale. Il progetto è nato da un incontro fortuito con Katerina Neumann, una ragazza originaria di Praga, di professione architetto, che aveva sentito parlare di questa iniziativa nel suo paese natale e aveva partecipato dall’Italia spedendo un suo dono, sperimentando per prima una grande gioia da questa esperienza. Così ci ha contattato dicendo che le sarebbe piaciuto portare questo progetto anche in Italia. Katerina ha ascoltato la nostra storia in un’intervista radiofonica, in cui raccontavamo l’attività che facciamo con gli anziani e ha pensato che potessimo essere il soggetto giusto per realizzare questa iniziativa. Nell’estate 2018 abbiamo costruito il sito e abbiamo contattato le case di riposo con un database preso su internet, invitandole ad aderire a Nipoti di Babbo Natale. Anno dopo anno, i numeri sono sostanzialmente raddoppiati perché poi le esperienze che gli anziani facevano, che venivano raccontate, hanno convinto a prendervi parte anche le altre case di riposo”.

Ad oggi quante sono le case di riposo che aderiscono al progetto?

“All’ultima edizione di Nipoti di Babbo Natale hanno partecipato 491 case di riposo e siamo riusciti a raggiungere tutte le regioni d’Italia”.

Come avviene la consegna dei regali? 

“Noi creiamo un punto di incontro sul sito dove le case di riposo che si iscrivono al progetto pubblicano autonomamente i desideri dei propri anziani e i nipoti vedono queste richieste e scelgono di realizzarle. Ovviamente le supervisioniamo e le approviamo, in modo che se ci sono delle incongruenze, delle irregolarità, possiamo intervenire. Come Associazione Un Sorriso in Più garantiamo quindi la correttezza, il rispetto del regolamento. Il nipote va poi sul sito e decide ad esempio di realizzare il desiderio della signora Maria che ha chiesto un cesto di frutta per Natale, così lascia i suoi recapiti, la casa di riposo lo richiama e si accordano per le modalità di consegna che noi auspichiamo sempre che possano essere di persona. Il nipote si preoccupa quindi di acquistare l’oggetto desiderato dall’anziano e di consegnarlo concordando un appuntamento in cui poi i referenti della casa di riposo lo accolgono, gli presentano l’anziano e lo accompagnano in questo incontro. Laddove questo non fosse possibile per la distanza geografica, il regalo viene spedito. In questo caso chiediamo alla casa di riposo di garantire comunque un feedback caloroso al nipote, di dargli la possibilità di incontrare l’anziano magari attraverso una videochiamata oppure semplicemente facendo una telefonata o scrivendo un messaggio di ringraziamento. L’aspetto più interessante del progetto è il fatto che il nipote e l’anziano si incontrino o comunque si conoscano, abbiano un momento di scambio, di reciproco affetto”.

Il signor Gianroberto con Giulia, nipote di Babbo Natale – credit pagina Facebook Nipoti di Babbo Natale

Dopo questo incontro telefonico o in presenza, il rapporto tra nipote e anziano prosegue nel tempo?

“In alcuni casi prosegue, nel senso che conosciamo storie di anziani che hanno iniziato a partecipare al progetto già dalla prima edizione e il nipote continua a mandare loro un messaggio per il compleanno o gli auguri di Pasqua, a fare il regalo a Natale, quindi ci sono delle amicizie che si sono consolidate e nipoti che sono diventati davvero delle presenze continuative nella vita dell’anziano. In altri casi l’esperienza del progetto si esaurisce nel momento della consegna del regalo. Quest’anno abbiamo realizzato 9.033 desideri, ma solo una piccola parte sono relazioni che durano nel tempo”.

Molti anziani, sia nelle case di riposo che a volte anche al di fuori, soffrono di solitudine quindi penso sia davvero importante poterla contrastare anche attraverso questo progetto…

“Sicuramente il fatto di sentirsi scelti, di sapere che qualcuno ha proprio voluto te, si è lasciato affascinare dalla tua storia, dal tuo racconto, abbia voluto essere quello che ti rende felice a Natale, è una carezza per queste persone. È comunque un’esperienza molto arricchente, coinvolgente, emozionante anche per i nipoti che sentono una grande gratificazione, una soddisfazione, un legame con l’anziano, partecipando al suo benessere, ancora di più quando diventano sostanzialmente nipoti veri o volontari.

Anche solo per un brevissimo periodo, dal momento in cui la persona viene scelta a quando attende di ricevere il dono e ricorda quello che ha avuto, è un’esperienza che davvero scalda il cuore. Se si prolunga nel tempo è ancora più significativa, più importante. Non è tanto il valore economico del dono in sé, quanto questa relazione, questo incontro che si crea”.

Papa Francesco ha sempre sottolineato l’importanza del contrasto della cultura dello scarto, perché gli anziani rappresentano la saggezza, la memoria. Che valore aggiunto le dà lavorare con gli anziani?

“Penso che sia proprio un grandissimo privilegio, intanto perché molto spesso guardare i problemi della vita dal punto di vista delle persone anziane li ridimensiona in termini di reale peso e ti permette di vedere le cose per quelle che sono realmente, poi ci sono dei racconti di vita che appartengono a un’epoca che non esiste più. Grazie a Nipoti di Babbo Natale, dato che il progetto ha dei canali di diffusione che sono principalmente i social, abbiamo tantissimi follower su Instagram appartenenti ad una fascia di popolazione molto giovane. Quando questi ragazzi incontrano gli anziani nelle case di riposo raccontano che il regalo l’hanno fatto a se stessi, perché scoprono delle persone straordinarie con le quali poi a volte, a dispetto della distanza geografica, anagrafica, trovano delle similitudini, una vicinanza di anime.

Attraverso il dialogo, il confronto, il racconto di questi nonni e di queste nonne si provano delle emozioni uniche. Come dicevamo in un corso per volontari è simile a leggere un libro e lasciarsi appassionare dalla trama, farsi attraversare da questi sentimenti e conoscere delle parti anche molto profonde di se stessi.

È una memoria storica chiaramente straordinaria. Frequentando gli anziani anche in ospedale abbiamo l’occasione di conoscere delle persone meravigliose. A me commuove molto il fatto che a volte rinunciano a viversi, perché ormai si sentono inutili, pensano di non avere più niente da dire, che nessuno abbia voglia di ascoltarle. Invece dietro quelle rughe ci sono delle identità ancora molto vive, vivaci, piene di consigli, di suggerimenti, di esperienza. È affascinante secondo me. Io mi approccio sempre all’anziano con questo sguardo di curiosità. Mi piace scoprire chi c’è dietro questo viso invecchiato, perché comunque c’è una persona che come me ha fatto tanta fatica magari per crescere i figli, ha avuto delle preoccupazioni, si è dato da fare. Pensare che adesso debbano stare in attesa mi dispiace. Spero che i giovani guardino gli anziani con un atteggiamento di interesse, di curiosità, di desiderio”.

Nel video la signora Nucci – credit pagina Facebook Nipoti di Babbo Natale

Tra tutte le storie del progetto Nipoti di Babbo Natale, ce n’è una in particolare che l’ha emozionata di più?

“Le storie che mi colpiscono di più sono quelle dove l’anziano chiede un’esperienza che apparteneva alla sua storia e che adesso non può più fare, perché inevitabilmente vive in un contesto che non glielo permette. Quest’anno ad esempio una signora, che era la moglie di un pilota di elicotteri, ha chiesto un ultimo volo in elicottero. La cosa che mi ha emozionato è che ha ricordato il marito, la vita che faceva con lui, questa esperienza di salire in alto. Ed è stato davvero il suo ultimo volo perchè poco tempo dopo purtroppo è scomparsa. Avere realizzato questo suo grandissimo desiderio secondo me lo rende ancora più eccezionale. C’è stata poi una signora che ha chiesto di fare un giro in moto, un’altra di tornare nel proprio liceo per tenere ancora un’ora di lezione con una classe. Sono desideri dove l’anziano non rinuncia a se stesso, a quello che è sempre stato e si sente riconosciuto nella loro realizzazione. Ci sono anche storie con sogni più piccoli ma che hanno dei significati particolari, emozionanti, come la persona che chiede un fiore perchè rappresenta qualcosa di speciale in quanto è legato a una ricorrenza, al ricordo di una persona, ad un colore, un odore”.

Oltre a Nipoti di Babbo Natale, quali sono gli altri progetti dell’Associazione Un Sorriso in più Onlus?

“Portiamo avanti ormai da tre anni un altro progetto che si chiama Nipoti di Penna, che è il fratello minore di Nipoti di Babbo Natale e promuove delle amicizie epistolari tra gli anziani che sono ospiti nelle case di riposo e i nipoti che scelgono di scrivere loro o scambiarsi delle lettere. Numericamente riusciamo a coinvolgere meno persone, perché è richiesto comunque di sostenere questa relazione a distanza, saper scrivere le lettere, aver voglia anche di raccontare la propria storia. E’ un’esperienza bellissima, perché ci sono delle amicizie di penna che durano da tre anni, dove il nipote e l’anziano diventano una presenza importante l’uno per l’altro, si avvicinano, si crea un legame speciale. Abbiamo inoltre una serie di progetti sul territorio per stare accanto agli anziani e alle loro famiglie. In questo momento ci stiamo concentrando nel sostenere la domiciliarità con dei volontari che semplicemente passano a trovare i nonni, fanno loro compagnia, prendono un caffè, cucinano insieme, fanno una passeggiata, giocano a carte, quelle cose che si fanno per i propri cari nella quotidianità. Stiamo infine promuovendo il Caffè Alzheimer, uno spazio protetto e accogliente nel quale anziani che convivono con la demenza e caregiver possono recarsi insieme e vivere momenti piacevoli di condivisione. Con questa iniziativa vorremmo essere di supporto alle famiglie che a domicilio si fanno carico della cura delle persone, a volte sentendosi molto sole, pur essendoci servizi sul territorio”.

di Francesca Monti

Nella foto di copertina la signora Renata con Rosa, nipote di Babbo Natale

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