Lunedì 19 maggio alle 21:15 su La7 una nuova puntata di 100 minuti, il programma di inchieste di Corrado Formigli e Alberto Nerazzini.
È davvero così a colori il mondo Benetton? Dietro i famosi maglioni da cui tutto è nato e dietro “i colori dei popoli del mondo”, popolare simbolo delle campagne pubblicitarie del marchio, si nasconderebbero diversi lati oscuri.
Su questi si indaga in “United colors of Money”, l’inchiesta realizzata da Salvatore Gulisano, al centro di questa nuova puntata di 100 minuti.
“United colors of money” è un racconto sul potere. Una saga familiare sul passaggio generazionale e sul rapporto tra padri e figli, tra scontri e accuse incrociate. Un racconto basato su documenti e interviste esclusive, anche a membri della famiglia Benetton che mai hanno parlato prima.
È un viaggio attraverso una complessa scatola di società che spaziano dagli aeroporti al cibo, dalla finanza alle autostrade e dove i maglioni colorati del marchio, in un patrimonio da oltre 13 miliardi di euro, oggi rappresentano appena l’1%. Sono 400, infatti, i negozi Benetton che hanno abbassato le serrande solo nell’ultimo anno. Produzione italiana praticamente azzerata, fabbriche che chiudono e lavoratori lasciati a casa in tutto il mondo.
Al centro di questa inchiesta, però, c’è anche il racconto drammatico del crollo del Ponte Morandi nel 2018. Un crollo che ha in qualche modo rappresentato anche l’esplosione della crisi reputazionale della famiglia Benetton, proprietaria della holding a capo della piramide di società che gestiva Autostrade per l’Italia. La ricostruzione giornalistica di quegli eventi che realizza Salvatore Gulisano si basa su immagini, documenti, intercettazioni e soprattutto interviste inedite ad alcuni degli imputati.
Ospite della puntata il due volte premier Giuseppe Conte, che in un’intervista con Corrado Formigli e Alberto Nerazzini commenterà una delle pagine più difficili della sua Presidenza del Consiglio, rispondendo anche alle domande e alle accuse che nel corso dell’inchiesta di Salvatore Gulisano alcuni suoi ex ministri e membri attuali del Movimento gli rivolgono.
