Secondo turno del Roland Garros che si apre con la comoda affermazione di Lorenzo Musetti che elimina in tre set il colombiano Galan con il punteggio di 6-4, 6-0, 6-4 mostrando un’ottima condizione tecnica.
Il carrarino inizia con la giusta aggressività, piazza il break nel terzo game e lo bissa nel settimo, ma sul 5-2 cala di concentrazione e consente a Galan un parziale recupero. La situazione si complica quando deve salvare la palla del cinque pari, ma riesce ad aggrapparsi alla prima di servizio chiudendo per 6-4. Lo scampato pericolo rilassa Musetti che gioca un secondo parziale praticamente perfetto confezionando un “bagel” in pochi minuti di gioco.
Nel terzo set, l’atleta toscano spreca uno 0-40 in apertura e deve soffrire per restare “on-serve” nei successivi turni di battuta. Per fortuna nel quarto game arriva il sospirato break con un errore gratuito di diritto del colombiano, concretizzato fino al 5-3. La pioggia interrompe temporaneamente la sfida, ma alla ripresa Musetti non concede opportunità all’avversario e raggiunge il terzo turno dello Slam nel quale dovrà affrontare il vincente fra l’americano Reilly Opelka e l’argentino Mariano Navone.
Incontro in discesa anche per Jasmine Paolini nel tabellone femminile. Un doppio 6-3 è sufficiente per superare l’australiana Ajla Tomljanovic apparsa troppo fallosa e discontinua per mettere paura alla numero uno azzurra. Primo set in discesa con break decisivo nel quarto gioco con la lucchese che indovina un ottimo diritto incrociato e sfrutta tre errori gratuiti dell’australiana. Jasmine difende il vantaggio e completa l’opera con un comodo 6-3, merito della collaudata combinazione “palla corta e passante di rovescio in controbalzo”.
Sulle ali dell’entusiasmo l’azzurra inizia al meglio anche la seconda frazione con due break che sembrano scrivere la parola fine. Ma il tennis è bizzarro e la Tomljanovic sfrutta l’unico momento difficile della Paolini per risalire fino al 3-4. Gli ultimi game ritrovano però la migliore Jasmine che si prende il lusso di conquistare la vittoria strappando per la terza volta la battuta all’oceanica con due attacchi di diritto e rovescio e un doppio fallo dell’avversaria sul primo match-point.
Nel terzo turno l’italiana dovrà incrociare le racchette con la vincente della sfida fra l’ucraina Yuliia Starodubtseva e la russa Anastasia Potapova.
Al termine dell’incontro Jasmine Paolini esterna come sempre la sua gioia ed il suo contagioso sorriso: “Per prima cosa ringrazio il pubblico per il consueto sostegno che non mi fa mai mancare nei momenti difficili. E’ stata una partita complicata perché Ajla sa piazzare dei colpi di attacco molto precisi. Io ho cercato di dare profondità e di ridurre al massimo gli errori gratuiti. Il centrale di Parigi ha un sapore particolare per me ed i successi del 2024 sono sempre vivi e presenti nella mia memoria. Ho sensazioni fantastiche ma resta sempre una emozione molto forte scendere in campo e giocare in questo impianto. Oggi abbiamo giocato con il tetto chiuso e questo cambia le condizioni a contorno, ma in generale io mi trovo bene al coperto. Parigi è un torneo affascinante e difficile, per questo mi voglio concentrare su una partita alla volta e dare sempre il massimo”.
Nel primo pomeriggio scende nuovamente in campo la campionessa lucchese che in coppia con Sara Errani si impone facilmente per 6-2, 6-3 sulla bielorussa Victoria Azarenka e sulla neozelandese Erin Routliffe.
Il primo set si decide nei primi game con il break del 3-1 concretizzato da un passante della Paolini. Le azzurre allungano ulteriormente e si impongono 6-2 su un diritto in rete di Routliffe. La seconda frazione è ancora più in discesa per le campionesse olimpiche che volano sul 5-1 e si permettono il lusso di concedere un controbreak alle avversarie per imporsi 6-3 grazie ad una prima palla vincente di Jasmine.
Nel secondo turno Errani e Paolini affronteranno il doppio composto dalla neozelandese Lulu Sun e dalla cinese Yuan Yue. Vittoria anche per Lucia Bronzetti che, in coppia con la Li, supera Belgraver, Boisson 3-6, 6-3, 6-2.
di Fulvio Saracco
credit foto X Federtennis
